RUDEEJAY: “From club to club”- INTERVISTA

flavioefrank_rudeejay06.jpg

Carissimo RUDEEJAY, iniziamo a parlare di te in quanto artista, dj e produttore Italiano. Chi è RUDEEJAY? Quando è nata la tua passione per la musica e in che modo ti sei avvicinato al “mondo della notte”?

Rudeejay è un ragazzo di 29 anni (oppure un uomo, oramai?) che s’innamora perdutamente della musica Dance nell’estate del 1998 e si avvicina al mondo della notte nel 2000, acquistando il primo impiantino e facendo la prima gavetta nelle feste private tra amici che – tramite un semplice ma efficace passaparola – mi hanno portato ad essere chiamato come spalla di un DJ più esperto di me in un locale pubblico per quella che fu la mia prima serata da DJ in discoteca il 21 dicembre del 2002.

Ultimamente sei “Special Guest” in molti club Italiani, basta ricordare la tua scorsa estate in cui hai svolto più di sessantacinque date nei tre mesi estivi. Cosa ci si deve aspettare ad un party con RUDEEJAY come ospite (musicalmente parlando), quali caratteristiche ha un tuo Dj Set? Che genere tratti solitamente? Com’è il tuo rapporto con il pubblico?  

10696238_10152631524470659_5768706103957798972_n

Il mio DJ Set è come secondo me ogni DJ Set dovrebbe essere: il DJ deve giocare con la musica, trasmettendo il proprio amore per essa e permettendo così di far ballare con partecipazione il proprio pubblico. Metto quello che secondo me è necessario mettere una volta che ho capito chi ho davanti: dopotutto, la gente è la tua priorità se vuoi fare questo mestiere.

I bootleg e i mash-up da te creati/suonati anche durante i Live Set delle  serate, ti rendono un’artista originale ma soprattutto talentuoso. Hai ricevuto molti complimenti e  ottimi risultati attraverso queste tue creazioni. Come hai reagito al fatto che parecchi tuoi bootleg/mash-up siano stati suonati e supportati ad  altri eventi importanti, come ad esempio Laidback Luke  che ha messo la tua versione con Andry J di Kiesza “Hideaway” durante il “tomorrowland 2015”? 

Sono rimasto sorpreso sicuramente, arrivare ad ascoltarsi in un evento come il Tomorrowland attraverso un Bootleg e non una produzione ufficiale è ad oggi la mia più grande soddisfazione “discografica”: viceversa, un risultato di questo tipo dovrebbe invitarci a riflettere definitivamente su come il mercato delle produzioni sia cambiato, e della forza dei Social Network rispetto alle etichette.

Parlando sempre dell’estate 2015, il 5 Luglio hai aperto insieme ad altri artisti, il concerto di Lorenzo Jovanotti Cherubini allo “Stadio Artemio Franchi” di Firenze. Racconta al tuo pubblico, questa magnifica esperienza e in che modo hai affrontato il tutto  

11143496_10153314802280659_897913631933175794_n

Ho affrontato tutto pensando al pubblico che mi sarei trovato davanti, come sempre: per questo, ho eseguito un Set che fosse un punto d’incontro fra me e quello che secondo me poteva apprezzare un ascoltatore medio di Lorenzo.

E così, su quel palco c’ho portato la mia vita e l’ho trasformata in musica…

flavioefrank_rudeejay02.jpg

Quali sono state le più grandi soddisfazioni nella tua carriera artistica? Ovviamente oltre alle due precedenti citate. Quando hai capito che questa doveva essere la tua professione? Quali consigli ti senti di dare a tutte le persone che tentano di raggiungere questi obbiettivi? 

Una enorme fu nell’estate del 2008 quando realizzai la mia prima produzione discografica, Omonimo feat. Simone Jay “Wanna B Like A Man”, che venne scartata da buona parte delle etichette a cui la proposi e alla fine, quando uscì nei negozi, divenne una delle tracce protagoniste di quei mesi in Italia – finendo persino nell’allora ambitissima “Hit Mania Estate” compilation! Ho capito che questa sarebbe stata la mia professione nel 2005, appena terminata la scuola dell’obbligo e cominciata la carriera universitaria, abbandonata in un paio di mesi a seguito di una chiamata da parte di una radio locale per seguirne il palinsesto Dance. Il mio consiglio spassionato resta sempre e solo uno: lavorare duramente, tutto il giorno – tutti i giorni. I risultati, quelli veri, arrivano soltanto così!

Parlando invece delle tue produzioni, circa quattro mesi fa hai pubblicato “SUPERMASH” (Time Records), con cui hai ottenuto ottimi risultati e riscontri positivi. Come nasce una tua traccia? Solitamente hai un artista nazionale o internazionale al quale fai riferimento? Come mai la scelta dell’elettronica per questa traccia? 

t269988821-i1005617259_s400

“Supermash” nasce dalla volontà di realizzare un Mash-Up che potesse uscire nei negozi di musica poiché l’arte del Mash-Up è un po’ diventato il mio biglietto da visita nel mercato da diversi anni. Non faccio riferimento a nessuno, anzi, solitamente ogni mia produzione discografica tenta di avere un suono tutto suo, ma con “Supermash” cercavo qualcosa di immediato per il mio pubblico, quello delle discoteche, e di conseguenza la scelta di puntare alla musica EDM “Bounce” è stata la più ovvia.

Hai qualche nuova data da annunciare ai tuoi fans che ti seguono da tutta Italia? Invece per quanto riguarda l’ambito di “produzione”, hai qualche anticipazione? Con quale artista italiano/internazionale vorresti collaborare (cantante//produttore) e perchè?

Ho la fortuna di lavorare ogni weekend in tutta Italia, quindi basta seguirmi ogni inizio settimana sulla mia Pagina Facebook: www.facebook.com/rudeejay per scoprire dove sarò pochi giorni dopo! Sono in arrivo tantissime nuove produzioni, collaborazioni con DJs from Mars, Da Brozz, Andry J ed altri ancora… Ma vorrei realizzare una traccia coi Disclosure, perché sono il mio gruppo preferito – e non avevo un gruppo preferito dai tempi delle medie!

Ringrazio Rudeejay per l’intervista e per la disponibilità!  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *