A tu per tu con Dino Brown – direttore di radio One Dance, dj/produttore e conduttore di successo

In settimana ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con un grande professionista!
DINO BROWN, dj/producer, autore, conduttore, direttore di radio One Dance e ideatore del noto format “LA STORIA DELLA DANCE”, attualmente in onda anche su Radio PiterPan,

oltre che su One Dance insieme ad “All You Can Dance”.
Presente, passato e futuro di Dino Brown! Buona lettura.

Ciao Dino! E’ un piacere averti ospite sul mio blog.
Tornando un po’ indietro con gli anni, hai iniziato la tua carriera lavorando in diverse radio regionali e nazionali, oltre ad aver portato sin da subito la tua musica in molti club italiani e non solo. Ricordi ancora la tua prima puntata in radio? E la tua prima serata in un club?
Quanti anni avevi e che emozioni hai provato?

Ciao Andrea, il piacere è tutto mio! In Radio ho cominciato a diciannove anni. La mia primissima puntata è andata in onda su una piccola radio della provincia di Cuneo (Radio “Trs” di Savigliano).
Ero molto agitato ma avevo un’energia da vendere. Fare radio mi ha sempre fatto venire l’adrenalina, succede ancora oggi, Sempre. All’inizio non pensavo che diventasse il mio lavoro, facevo principalmente il dj ma, prima delle mie esperienze nei villaggi, non avevo mai pensato di fare la radio (nonostante l’ascoltassi quasi tutti i giorni). La prima serata in un club fu meravigliosa. Ero nel Privè del “Ballalinda” di Fossano la mia città natale. Arrivavo direttamente dalla mia cameretta dove passavo ore ed ore a mixare tutti i santi giorni. Mixare e selezionare i dischi per un pubblico è stato magnifico. Amo tantissimo stare in console e percepire l’energia delle persone. Dopo due mesi di Privè mi hanno spostato in sala grande. Le gambe la prima volta tremavano dalla paura, poi però è andato tutto bene!


Dj, produttore, conduttore, autore e non solo.
A settembre del 2019 diventi anche direttore di radio ONE DANCE e devo dire che hai portato un’ondata di freschezza e dinamicità. In che modo ti sei avvicinato a questa realtà?

A distanza di poco più di un anno, come prosegue questa avventura?
Tramite un amico in comune, è stato Claudio Rampazzo (station manager di One Dance) a contattarmi e a propormi quest’idea meravigliosa: creare una piattaforma radiofonica accessibile a tutti, indipendentemente dall’ Fm. Una situazione dove ancora è possibile creare, costruire, sperimentare. Il mio sogno! Piano piano stiamo creando una realtà sempre più forte.
L’avventura prosegue a gonfie vele nonostante la situazione del Covid metta a dura prova tutte le aziende.


Ricordi in quale occasione ha avuto origine l’idea del tuo format “LA STORIA DELLA DANCE”, attualmente in onda anche su Radio PiterPan, oltre che su One Dance insieme ad “All You Can Dance”? Immaginavi sarebbe diventato un punto di riferimento, un cult,  per gran parte del pubblico amante della musica dance, e soprattutto che sarebbero nate successivamente diverse compilation arrivate ai vertici della classifica italiana di vendita (Fi.Mi)?
L’idea de “La Storia della Dance” è nata da una costola di “Dualcore”, il programma che ho condotto per diversi anni sull’altra radio. Il passaggio da DualCore a “La Storia Della Dance” è avvenuto quando ho pensato di dare al programma un taglio più enciclopedico.
Mi rendevo conto che tante persone erano affascinate dalle storie che ci sono dietro i successi Dance e non solo. Non immaginavo che sarebbe diventato un cult radiofonico per molti ascoltatori anche perchè di programmi anni 90′ ce ne sono tanti, “La Storia Della Dance” va aldilà della musica. Racconto 35 anni di Dance alla mia maniera e questo ha funzionato.

Quanto è importante la radio in questo ultimo periodo in cui le persone oltre all’informazione, hanno bisogno di grande spensieratezza? Quali sono gli elementi che in qualità di direttore hai adottato per rendere tutto ciò possibile,  nonostante le varie difficoltà?
La radio è fondamentale soprattutto in periodo come questo in cui il pensiero è quasi perennemente offuscato  dall’incertezza . La Radio deve aiutare a far passare delle ore il più possibile spensierate ed allegre. Deve essere la colonna sonora della tua giornata che ti aiuti a pensare il meno possibile alle preoccupazioni e  a svagarti anche solo per qualche minuto.
Noi su One Dance cerchiamo di fare tutto ciò. Siamo tra le pochissime realtà che non hanno un Giornale Radio (tanto si sentono solo notizie quasi sempre pessime). Selezioniamo la migliore musica del momento alternata alle più grandi hit del passato e abbiamo dei contenitori musicali e d’intrattenimento  come “Ridance”, “All You Can Dance”, “This is Top”, “Memories” e tanti altri che catalizzano l’attenzione esclusivamente sullo show senza pensare ad altro.


Piccola curiosità. Dino Brown nella sua quotidianità che musica ascolta?
Dipende! Tantissima House, tanta Trance, ma anche Reggae, Hip Hop e Rock.. nella mia playlist c’è davvero tutto quello che mi fa star bene. Un esempio? Stamattina ho ascoltato “Waiting in Vain” di Bob Marley e subito mi sono sparato gli AC/DC nelle orecchie alternati ai Limp Bizkit.
Dipende dalla giornata!

Ci sono in serbo nuovi progetti per terminare il 2020, oppure sei già orientato al  nuovo anno?
In qualità di producer stai lavorando per lanciare nuova musica? Con chi ti piacerebbe collaborare?

Tra pochissimo uscirà il mio nuovo disco insieme al grandissimo Alex Nocera (mio caro amico e collega), Roy Batty e Paky Francavilla… è ancora Top Secret ma praticamente è già pronto!
Sto scrivendo un libro che spero di terminare entro Marzo 2021 e avrei un sacco piacere di fare una collaborazione con Mauro Picotto. Ho da pochissimo creato un nuovo format che si chiama
“The Dark Side” che mi sta dando tantissime soddisfazioni ed è seguitissimo.


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BOTTEGHI: Evoluzione, ricerca e i suoi remix per Maluma e Benny Benassi – Intervista

Settimana scorsa ho avuto il grande piacere di intervistare BOTTEGHI, artista che apprezzo e che ha sempre mostrato una forte identità musicale e progettuale.
Ha rilasciato da poco i suoi due remix ufficiali per Maluma e Benny Benassi, e per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Buona lettura!

Sei sulla scena da tantissimi anni e hai dimostrato di essere sempre sul pezzo.
Chi è BOTTEGHI nel 2020? Tre aggettivi per descrivere il tuo progetto?
BOTTEGHI
è un DJ e produttore in continua evoluzione e alla continua ricerca di idee, spunti e novità che costruiscano sempre di più l’identità che mi contraddistingue da sempre.
Ora più che mai le sonorità house e tech house caratterizzano i miei progetti discografici.
Tre aggettivi: ENERGIA, RICERCA ed INNOVAZIONE.


Di recente hai pubblicato su Sony Music Latin il tuo remix ufficiale in collaborazione con Rivaz, della hit “Què Chimba” di Maluma.
In che modo è nata  l’uscita di questo remix che ha totalizzato grandissimi numeri in sole ventiquattro ore?
Dai risultati ottenuti grazie all’attenzione generata dal bootleg di “Baila Conmigo” dello scorso anno che ha fatto il giro del mondo in quanto a supporti, solo per citarne alcuni Alok, Morten, Chemical Surf, Gregor Salto, Kryder e Fedde Le Grand. Siamo stati notati quindi dalla Sony Music Latin che ci ha commissionato prima il follow up “Siento” e poi il remix della hit estiva di Maluma, “Què Chimba”.

Come stai vivendo questo periodo difficile per tutti settori, a maggior ragione per quello dell’intrattenimento?
Concentrandomi su nuove idee, produzioni, remix, programmi radio, sperimentazione di nuovi strumenti per i miei futuri DJ SET e passando tanto tempo con mio figlio Lorenzo, nato guarda a caso proprio quest’anno: un dono dal cielo!


Dopo il remix per Maluma ne hai rilasciato un altro ufficiale per Benny Benassi.
Hai remixato il suo singolo “Until The End Of Summer” sempre in collaborazione con Rivaz. Che valore assume nella tua carriera questa tua produzione, per un grande della scena italiana e internazionale?
Un duetto a cui tengo particolarmente e che mi proiettano verso nuovi progetti basati sempre su sogni che diventano realtà. Due grandi risultati di carriera, remixare Maluma e Benny Benassi non è da tutti i giorni e sono proprio questi risultati che mi danno la forza di andare avanti e migliorarmi sempre di più.

Tornare a far ballare al momento è una meta abbastanza lontana purtroppo.
Dobbiamo aspettarci un’altra uscita prima della fine dell’anno, oppure sei già nel 2021?
Forse addirittura un paio, vi tengo aggiornatissimi sui miei social.

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Tra Moombahton, Baile Funk e il nuovo “Favelados Ep” – Intervista al duo Smoothies

Anni fa, circa nel 2013, nel backstage di un party tra quelli che non dimenticherò mai,
ho conosciuto Antonio e Giulio, ovvero gli Smoothies.
Ho seguito l’evolversi del loro progetto e devo dire che hanno sempre sorpreso il pubblico tra svolte, grandi collaborazioni e importanti eventi.
Settimana scorsa abbiamo scambiato quattro chiacchiere in merito al loro nuovo Ep dal titolo “FAVELADOS EP” uscito il 25 Settembre.

Smoothies! Finalmente la vostra intervista!
Quali sono le sostanziali differenze, al di la della direzione musicale, tra il duo Smoothies del 2012 e quello del 2020?
La differenza sostanziale sta nella maturita’ nella scelte e decisioni da prendere.
C’e’ più cura nei dettagli, c’e’ una squadra ancora più grande, e per noi quello e’ sempre stato l’ingrediente segreto!


Siete sulla scena da parecchi anni e di soddisfazioni ne avete ricevute moltissime.
Le tre più rilevanti e che soprattutto in passato vi hanno maggiormente motivato?
Senza ombra di dubbio ricevere complimenti e collaborare con i nostri idoli.
Con la nostra musica siamo arrivati in posti del mondo in cui non siamo mai stati fisicamente, ma sapere che li c’e’ qualcuno che ascolta o suona la tua traccia e’ una bellissima soddisfazione.

 Moombahton, Reggaeton, Cumbia e Baile Funk sono i generi che attualmente vi contraddistinguono nella scena in Italia. Considerando che vi conosco da tanti anni e ho ascoltato vostri brani in loop con influenze Electro/EDM e Trap, come mai avete deciso di intraprendere successivamente questa direzione musicale?
Quando è scattata ufficialmente in voi questa scintilla?
Noi abbiamo sempre avuto due linee musicali che viaggiavano parallele. Quella “official” che magari ai tempi dell’”Edm” era per noi la dutch, e in parallelo viaggiavano i nostri remix che gia dal 2012 erano moombahton e con influenze latine. Crescendo ha preso il sopravvento su di noi appunto quella strada “secondaria”, anche grazie all’avvento di Major lazer. Un giorno ci siamo svegliati e abbiamo deciso: noi siamo MOOMBAHTON, e ovviamente tutti i vari generi che abbracciano il mondo latin (baile funk, dembow, cumbia, guaracha) !!!


Siete tra i primi ad aver portato il genere Baile Funk in Italia in periodi non sospetti, pubblicando varie produzioni  tra cui il singolo nel 2018 “DU PASSAO” feat. Entics e remix vari per avvicinare il pubblico. L’Italia non era pronta?
Addirittura il primo pezzo lo suonammo nel 2016 a Milano e la gente ci guardò con una faccia molto perplessa, della serie cosa e’ questa roba (era Ta Tranquilo Ta Favorável di Mc Bin Laden), fù amore a primo  ascolto. Infatti Antonio preso dall’entusiasmo ando’ a Rio De Janeiro a capire un pò di piu’ a riguardo. Da li la decisione di fare il singolo “Du Passao” con Entics, ad oggi ti possiamo confermare che probabilmente l’Italia non era pronta.

Dopo aver rilasciato diversi singoli su famigerate label, in seguito  ad importanti collaborazioni e brani inclusi anche su MAMACITA COMPILATION, venerdì 25 Settembre è uscito il vostro attesissimo “FAVELADOS” EP che include cinque singoli.
Come nasce questo mini – album? La scelta delle collaborazioni? 
Questo Ep nasce dall’esigenza di poter inserire la baile funk in maniera piu’ sostanziosa nei nostri dj set, in quanto le original brasiliani risultano ancora un pò difficili da digerire al pubblico italiano. Abbiamo cosi deciso di prendere 5 hit storiche, insieme a dei nostri amici, e rivisitarle in chiave Baile Funk sempre con quel tocco Smoothies che rende tutto un pò piu’ fluido.

Al momento  i party, i festival sono fermi e anche il mondo della notte è in seria difficoltà.
Oltre che con la musica, in che modo resterete sempre connessi con il vostro pubblico nel prossimo periodo senza eventi?
Siamo davveri tristi per questa situazione!! Noi Smoothies siamo animali da consolle, quindi stiamo risentendo tanto di questa situazione. Cercheremo di essere piu’ presenti possibili attraverso le release, ne abbiamo in programma davvero tante, stiamo producendo tutti i giorni dalla mattina alla sera per trovarci piu’ pronti che mai quando sara’ il momento. E a breve inizieremo una serie di dirette!


Progetti futuri? Siete già al lavoro per il 2021?
Si con la mente siamo gia alla prossima estate, sperando che vada tutto per il meglio!

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L’artista italiano Michael C. approda sull’etichetta di Robin Schulz – Intervista

Conosco Michael C. da qualche anno e ho visto l’evolversi di diversi successi e oggi, con il suo ritorno da solista ha sorpreso tutti.
“Take Me Home” uscito su Mentalo Music, l’etichetta di Robin Schulz, è disponibile su tutti i digital stores e Youtube con il video ufficiale.
Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere! Buona lettura.

Musica, lifestyle e tanto altro.
Chi è Michael C. ? Tre aggettivi per descrivere il tuo nuovo progetto musicale?

Tre aggettivi mi chiedi?Faccio sempre fatica a parlare di me; Michael C. è un progetto molto personale, basato sui valori in cui credo: (onestà, determinazione, semplicità).

Un percorso ricco di musica, ricerca di nuove sonorità e collaborazioni.
Quanto ha inciso il tuo passato con il prodotto con cui hai deciso di tornare sulla scena?
Ho una frase che mi è rimasta in testa, non ricordo la fonte: “ La vita ha senso solo se vista all’indietro, ma va vissuta in avanti.” Le mie scelte del passato mi hanno portato dove sono ora, quindi non rimpiango nulla, è stato un percorso atto a scoprire chi sono realmente.
Ora l’obbiettivo è di riportare nella musica le mie emozioni e sensazioni più vere.

Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente in questo ultimo periodo?
Con chi avresti il piacere di collaborare e perchè?
Nell’ultimo anno devo dare merito a Martin Garrix, ho ascoltato le sue ultime produzioni in maniera maniacale, ma poi in realtà nelle mie tracce cerco di ascoltare la mia voce interiore.
Non guardo generi musicali di tendenza o classifiche, produco ciò che in primis mi fa battere il cuore.
Attualmente, forse, mi piacerebbe dare un vocal indimenticabile alle mie tracce: One Republic o Tom Walker non mi dispiacerebbero. Troppo ambizioso, dici?

Dopo tanta attesa è finalmente  uscito il tuo nuovo e primo singolo che presenta Michael C. al grande pubblico italiano ed estero. “Take Me Home” rilasciato su Mentalo Music, label del grandissimo Robin Schulz, presenta sonorità  fresche e coinvolgenti. Complimenti! Com’è nato questo brano e qual è stata la tua reazione nel momento in cui hai avuto la conferma da Robin Schulz?
Innanzitutto grazie!! Apprezzo molto i tuoi complimenti.
Il brano è nato dopo un attenta analisi interiore, è stata in realtà l’esternazione dei miei sentimenti ed emozioni. Amo la natura, e la connessione che si crea con essa, per questo ho scelto Bali come meta per il video ufficiale. Nella mia testa avevo ben chiaro l’obbiettivo: Mood della canzone più posti da sogno avrebbero creato un viaggio mentale dentro ognuno di noi. L’intento iniziale era pubblicare da indipendente, con Robin Schulz è nato tutto da uno scambio casuale di messaggi su Instagram con un suo collaboratore.
Quando mi ha scritto: “ Hey Michael, Robin ama la tua traccia” ho iniziato a stropicciarmi gli occhi e pensare che fosse un fake. 😉
Invece NO! Era tutto vero, stavo realizzando un sogno.

Quanto pensi sia importante l’immagine e il modo in cui ti presenti al pubblico anche attraverso i social?
Non credo nella perfezione. Credo piuttosto che l’importante sia essere veri ed in linea con i propri ideali; e in base a questo creare contenuti inerenti al proprio essere, spontaneità e semplicità premiamo sempre!

Hai in programma altri singoli?
Al momento mi concentro sulla promo di “ TaKe Me Home”!!
Tempo qualche giorno e mi metterò al lavoro: ho già un’ispirazione.

Cosa ci si deve aspettare da Michael C.?
Non intrattenimento, ma musica per emozionare, per far breccia nel cuore delle persone.
Sapere che con la mia musica ho fatto del bene , a mio modo, alle persone, mi renderebbe estremamente felice.

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Intervista a Don Cash – Il flow energico del conduttore e rapper di Discoradio

Ho intervistato Don Cash, conduttore di Discoradio, rapper e autore italiano.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere in merito alle sue origini artistiche,
all’importanza della radio soprattutto negli ultimi periodi, alle mille responsabilità di essere uno speaker radiofonico e non solo.

Ciao Don Cash! Conduttore radio/tv, rapper e autore.
Quando hai avuto il primo approccio col rap e quando con la conduzione radio /tv?
Hai sempre coltivato in parallelo queste passioni che oggi rappresentano il tuo vero lavoro, in particolar modo nei panni di conduttore?
Ciao Andre! Sono quattro termini difficili e sicuramente in ognuno è nascosta una fetta del mio mondo e una vita a se stante. Sono passioni che ho sempre coltivato in parallelo, ma prima di tutto c’è stata la danza. Successivamente mi son dedicato al rap, ad esempio mentre facevo danza in sala, cantavo e provavo le canzoni che ballavo. Nel frattempo, studiando, ho approfondito anche altre discipline, prendendo lezioni di recitazione per capire i movimenti degli attori sul palco e al contempo ho iniziato a dare lezioni in un’accademia, in cui i miei allievi erano attori e cantanti a cui insegnavo a mantenere le corrette posture.  Lo studio è stato ed è importante, di fatti per avvicinarmi al mondo della radiofonia, ho iniziato a studiare con professionisti già avviati e cercando di dare sempre il mio meglio.
Quando ho iniziato a scrivere, ho studiato con autori, con personaggi di spicco e del panorama rap/hip hop internazionale, per arrivare a poter arrangiare un brano che avesse senso e non solo. Ora che mi ritrovo a lavorare tutti i giorni in radio, mi confronto col mostro di me stesso, cercando sempre di dare un pezzo di cuore in più e di poter lasciare il segno attraverso tutto quello che faccio e accompagnato dalla passione primaria: la musica.

Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ti hanno sempre trasmesso maggiori soddisfazioni?
Sicuramente una grande soddisfazione sono i live, il rapporto col pubblico e vedere l’evolversi delle generazioni  nelle discoteche. Ad oggi riscopriamo una terza generazione in cui padri e figli probabilmente vanno insieme nei locali e sono accumunati da una musica che è trasversale. La fortuna che ho ad esempio attraverso Discoradio, è di poter mandare in onda le hit di un tempo, che hanno lo stesso sound delle hit di oggi, che vanno di pari passo alle hit di artisti Hip Hop italiani ed esteri, apprezzate da più generazioni.

Circa un anno fa sei entrato nella grande famiglia di Discoradio e hai intrapreso questa nuova avventura.  Com’è andata la diretta della prima puntata del tuo programma?
Come procede il percorso con questo nuovo team? Raccontaci!
La prima puntata è stato segno di grande responsabilità, arrivando da un altro network e sapendo che nei miei confronti ci fossero grandi aspettative. E’ stata la prima volta in cui di fronte a me non avevo un regista ma una macchina da gestire in autonomia e da comandare con le mie mani, oltre a dover parlare al microfono ed intrattenere, lanciare basi su cui parlare, rappare su intro e coda dei brani, senza dover dimenticare orari, contatti e info da comunicare al contempo.
Grande paura e pressione, che poi si è trasformata nella mia cifra stilistica, ovvero l’idea di introdurre e concludere i brani rappando, accompagnato da talk veloci e tanto altro che mi caratterizza.

Nel mondo della conduzione radiofonica è importante tenere in ottima compagnia gli ascoltatori che si trovano in auto, a casa, in pausa in ufficio, in azienda o in palestra.  Stiamo trascorrendo un momento delicato nella nostra vita, la musica non si ferma e la radio resta un mezzo fondamentale, non solo per gli aggiornamenti quotidiani, ma anche per strappare un sorriso a tutti noi chiusi in casa.  
Anche questa è una grande responsabilità.  In questo periodo quali sono le difficoltà  che riscontra anche una radio?
Si, lavorare in radio, come già accennato, è sempre una grandissima responsabilità, perchè anche sbagliando una parola o un titolo, stai pur tranquillo che qualcuno te lo fa notare ad esempio sui social, idem per ipotetiche pronunce in lingua inglese, sbagliare date ed esprimere vari pensieri.
In queste settimane, più che mai, la responsabilità è triplice in quanto bisogna comunicare aggiornamenti, tenere compagnia  senza stressare l’ascoltatore e in un momento come questo, se si sorride troppo si rischia di passare per un giullare di corte o di infastidire. Quindi bisogna mantenere un livello di concentrazione, che per la durata di tre ore diventa difficoltoso, ma c’è dietro una grande passione e quando ricevi determinati messaggi di supporto, ringraziamenti da parte di persone che ti aprono la porta di casa o la portiera della macchina, accogliendoti nella loro quotidianità, a me resta il “compito” di informare e intrattenere nel migliori dei modi.  E’ talmente appagante che ogni sacrificio viene ripagato in un istante, con un sorriso, con un messaggio, con un audio whatsapp, con un bambino che canta la sua canzone preferita o con un professionista che dopo ore di lavoro, svolta la sua giornata e il suo umore ascoltando il tuo programma.

Cosa ascolta Don Cash nella sua quotidianità?
 Ascolto di tutto, dalla Salsa, Combo, Latin, Jazz, tanto Soul e Blues, cantanti e musicisti del passato, amo ad esempio Ray Charles, Nina Simone, Etta James e i contemporanei.
Per me è importante essere sempre sul pezzo, quindi ascolto tanto rap italiano, che mi serve moltissimo anche vista la realtà di “Real Talk“, per restare aggiornato sulla new wave, sugli ultimi termini della street culture, sulle tendenze o su quello che non va più di “moda”.
Non si può restare indietro e non aggiornati nemmeno per un giorno. I ragazzi di oggi attraverso il web e non solo, sono talmente veloci nelle scelte e nei pensieri,  che per essere un leader in radio, nel web o nella vita in generale, bisogna essere sempre un passo avanti e seguire a parer mio le prime tre regole dell’Hip Hop, “Ringrazia il passato e impara, sii originale e porta in giro l’amore”. Se le becchi tutte e tre, probabilmente riesci ad emergere come buon personaggio da seguire.

Ci sono progetti in vista appena migliorerà questa situazione? Qualche spoiler in esclusiva?
Lavori  in vista c’è ne sono tanti, sia radiofonicamente che a livello musicale per quanto riguarda la figura di Don Cash. In radio ci sono tanti progetti legati al mondo del web, che come ho spoilerato in precedenza, unisce  due realtà molto grandi come ad esempio Discoradio e Real Talk, istituzione nel mondo Hip Hop che riconosce e lancia nuovi talenti.
Ci sono novità che hanno a che fare anche con i social e il mondo della tv. Restate sul pezzo!

“Siate la versione migliore di voi stessi, sempre e dovunque.
Siate l’esempio da seguire e il resto verrà da se”.

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A tu per tu con la dj più amata dalla scena LGBTQ – INTERVISTA A MILLA DE LA SOUL

Senza filtri, Milla De La Soul, una delle deejay più richieste e amate dalla scena LGBTQ italiana, internazionale e non solo, ha risposto a qualche domanda in merito al suo percorso artistico, al rapporto con Le Strulle, trio di cui fa parte da sempre e tutte le migliori avventure trascorse ad oggi.

Buona lettura!

Ciao Milla, benvenuta su andre1blog! Tre aggettivi per descrivere al meglio il tuo progetto artistico?
Ciao! Direi “sfacciato”, perchè non mi sono mai curata più di tanto dei limiti musicali dettati dalle mode. “Impetuoso”, in quanto cerco di trasmettere la forza incontrollabile che provo in consolle. “Emancipato”, perchè vivo come se fossi un’amazzone.

 Sei ormai una delle deejay più richieste nella scena LGBTQ italiana, internazionale e non solo. Ma tornando al 2007, dopo aver fatto parte di rock bands come bassista, decidi di intraprendere il tuo percorso da DJ. In che modo ti sei avvicinata al mondo della notte? Quando ha deciso di approcciarti alla consolle?
Quando mi sono resa conto del fatto che non avrei avuto l’autostima necessaria per diventare una rock star. Da dj invece, sono più a mio agio. Forse perchè la consolle pone la distanza necessaria tra me e il pubblico, per farmi dimenticare le insicurezze e concentrarmi sulla musica. Un musicista sta lì, nudo. La consolle in qualche modo ti “veste” di tante cose.

Dodici anni dalla nascita del trio Strulle di cui fai parte. Dal Cocoricó di Riccione al Girlie Circuit di Barcellona, in consolle con alle spalle oltre 1500 party e suonato con i più grandi al mondo della scena Edm tra cui Afrojack, Martin Garrix, Axwell, Ingrosso per citarne alcuni. Che compagne di viaggio sono Rrose e T ? Iniziando nel 2007 con i primi party friendly a Ferrara, avete raggiunto traguardi importantissimi ad oggi. Qual era inizialmente il vostro obiettivo e qual è stato il primo Pride a cui avete partecipato come ospiti?
L’obiettivo del 2007 era lo stesso di oggi: essere un riferimento per la comunità lesbica. Dare visibilità. E portare la nostra idea di clubbing, che vede le donne al comando.
Ti posso assicurare che è un altro pianeta rispetto alle classiche discoteche. Abbiamo gusti musicali che variano dal rock, ai latini, passando per la techno e la goa.
E soprattutto ci mettiamo la minigonna e i tacchi, solo se ci va, non perchè deve essere così.
Il primo pride come ospiti fu a Bologna nel 2012.
Non ci esibimmo durante la parata, ma alla festa ufficiale al Pala Nord, un posto immenso. C’erano 10000 persone in pista.

Quanto è importante rappresentare la comunità LGBTQ nel mondo del djing?
Siamo in pochi a farlo dichiaratamente con i media e sui social. È fondamentale, perchè i giovani ci guardano ed hanno bisogno di sapere che possono vivere la loro vita come meglio credono. E non solo in discoteca. Io sono lesbica, lavoro ed ho una vita normalissima.
E chi non condivide il mio modo di essere, si deve allontanare.

«Nella storia della musica moderna molte realtà musicali sono nate negli ambienti LGBT. Far parte di un mondo così disinibito ti porta a sperimentare più facilmente nuovi generi».Quest’ultima è una citazione estratta da una tua intervista uscita lo scorso Maggio su Billboard Italia.
Quali sono le realtà LGBT italiane in cui suoni maggiormente? Qual è l’atmosfera che si crea quando arrivi in consolle?  

Il Cassero di Bologna, locale in cui suono da 11 anni, ha visto nascere Mahmood, Myss Keta ed una marea di attori, dj e ballerini famosissimi. Il Tunga di Rimini è follia allo stato puro.
Solo per citarne un paio. Sono realtà nelle quali non c’è nessuna differenza sociale, sessuale o di genere. Ed inevitabilmente si respira aria di libertà a 360°, perchè tutti se ne fregano di qualsiasi cosa.

La scorsa estate e non solo, hai anche suonato in diverse località italiane in collaborazione con Radio Deejay per il Deejay Time.  Racconta brevemente com’è andata questa esperienza!
Ero la dj addetta agli open set del Deejay Time (Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso).
Sono stata in tournè nelle piazze e nei festival più importanti di tutta Italia. Ogni sera avevo un pubblico che variava dalle 5000 alle 20000 persone. È stata l’esperienza più importante della mia vita. Rapportarmi quotidianamente a loro quattro e a tutto l’entourage di 2stars
(agenzia di Sergio Velludo con esperienza quarantennale) è stato impressionante.

Cosa ci si deve aspettare ad una serata con ospite Milla De La Soul?
Mentre ad un party con Le Strulle?
Il mio dj set va dalla tech – house alla goa. Nel senso che le basi delle canzoni che suono tendono ad essere molto internazionali, non è la solita dance italiana, anche se mi piace suonare i mash-up con i cantati in italiano. Con Le Strulle il dj set a volte dura anche quattro ore, quindi il range dei generi musicali è molto più ampio. In consolle siamo tre sceme, ci divertiamo molto insieme e col pubblico col quale cerchiamo di interagire più che possiamo.

Sorprenderai il tuo pubblico dedicandoti anche alla produzione di tuoi brani ufficiali? Durante i set suono sempre i miei edit e i miei mash-up.
Ma sto cucinando qualcosa di diverso dal solito.

Dove suonerai nelle prossime settimane? Cosa bolle in pentola per questo 2020?
Nelle prossime settimane continuerò la programmazione invernale delle Strulle che si svolgerà all’Altromondo Studios di Rimini con il Tunga, al Cassero di Bologna, all’Enjoy di Grosseto, al Piper di Verona e in tanti altri posti sparsi per la penisola.
Inoltre fino a Maggio sarò al Numa di Bologna con Like a Star, un talent con cui collaboro come coach e giudice.
Nel mio profilo instagram potete trovare gli aggiornamenti di tutto il 2020, probabilmente ci sarà anche una tournè all’estero.

Ciao Milla! Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo per questo nuovo anno!

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JOE C: “La mia musica non ha limiti” – INTERVISTA

Ho avuto il piacere di  intervistare il giovane dj/producer electro italiano,  Joe C.
Scopriamo insieme la sua storia, il presente e futuro artistico ricco di progetti e news! 

Buona lettura.

Quando hai deciso di intraprendere il tuo progetto musicale?
Tutto è iniziato nel 2003 all’età di sei anni e si può dire che la musica mi ha salvato la vita.
Dopo quattro anni di studio e tantissima pratica con i giradischi di mio padre che avevo in garage, all’età di dieci anni mi sono esibito per la prima volta aprendo il dj set di Cristian Marchi in un noto locale di Napoli, sensazione indescrivibile.

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Quali sono state, se presenti, le difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso, prima di posizionarti nella scena?
Se ci sono state non me ne sono accorto, ho sempre fatto parlare i fatti.

Chi sono i tre artisti italiani o internazionali che ti influenzano maggiormente? Con chi avresti il piacere di collaborare?
Gli artisti che mi influenzano maggiormente sono Roger Sanchez, per quanto riguarda tecnica e creatività; Alesso, per quanto riguarda lo stile e Merk & Kremont perchè rappresentano l’Italia nel mondo.
Se dovessi scegliere un’artista con cui collaborare, sceglierei sicuramente David Guetta, non si smentisce mai.

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Recentemente hai pubblicato un tuo live set su Facebook, in cui suoni ben trentasette tracce in tre minuti. Che bomba! Come si presenta una serata con Special Guest Joe C?  Che rapporto hai con il dancefloor? Che emozioni provi quando sali in console?
Nei miei set una componente fondamentale è creare dei diversi momenti.
Il momento per cantare, del ballo sfrenato e la parte più emozionante, fino ad arrivare al pianto.
Ho un rapporto bellissimo col mio pubblico, alla fine dei miei set mi fa sempre piacere rimanere a scambiare due chiacchiere o scattare foto con loro, mi hanno sempre dato tanto e gli porto molto rispetto.
Le emozioni che si provano in consolle non le si possono esprimere, è come fare l’amore con la ragazza che ami.

NEW RECORD +++ JOE C mixing 37 SONGS in 3 MINUTES !!! +++

Days ago i saw a video of Gabry Ponte where he mixed 32 songs in 3 MINUTES… and i decided to challenge him mixing 37 songs. Peace <3 +++ Thanks Narcos Original Brand, Excape, Pioneer Italia, Pioneer DJExclusive Worldwide Management & Booking: info@alchimygroup.comExclusive Asia Booking: info@karmatalent.in

Slået op af Joe C i Fredag den 15. december 2017

Com’è stato il tuo scorso anno?
Il più bello di sempre. E stato un anno fantastico, durante le mie serate, i miei viaggi ho avuto modo di conoscere un sacco di persone positive, un sacco di persone che mi hanno lasciato tanto ,gente da tutto il mondo.

La mia musica ho capito che non ha limiti, questa per me e una grande soddisfazione. Tutto questo mi da la voglia, la forza di andare avanti e di fare sempre nuove cose. 

Cosa bolle in pentola nel 2018? Hai qualche news da comunicare in esclusiva a chi ti segue? Dove avremo il piacere di ascoltarti nelle prossime settimane?
Sto lavorando al mio primo disco che penso sarà pronto prima dell’estate ma non posso dirvi ancora nulla.

Per quanto riguarda il tour invernale, Venerdi 12 sarò al Touch Club di Sassari in Sardegna e  Sabato 13 al Piper Club di Roma.

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Grazie Joe C per questa chiacchierata!
In bocca al lupo.

PANDASS: “Pronti per il nuovo singolo?” – INTERVISTA

Ho intervistato il duo electro italiano PANDASS, molto particolare ed originale, che ha preferito far emergere la sua musica, senza svelare i  volti  che hanno dato vita al progetto.
La maschera che caratterizza il duo ha le sembianze di un Panda, animale conosciuto per la sua tenerezza… ma non è proprio questo il caso!
Di fatti, come i panda, i due Dj vivono principalmente di notte, sempre pronti in console per travolgere il pubblico con il loro sound, energia e unicità.


Buona lettura!

Domanda di rito! Tre aggettivi per descrivere al meglio PANDASS?
Determinati, perché sappiamo che bisogna esserlo per vivere in questo mondo. “Casinisti”, in tutti i sensi, chi ci conosce potrà sicuramente confermartelo.
“Cazzuti”, questa te la spieghiamo dopo.

Quali sono le origini del vostro duo e del nome d’arte? Quando avete intrapreso questo progetto insieme?
Suoniamo da tanti anni nella nostra città, ci siamo ritrovati a dover spesso condividere la consolle per i vari eventi organizzati nella nostra Livorno.
Con il passare del tempo si è instaurato così un rapporto di grande amicizia, che è il motore che ancora ci tiene legati, più della musica.
Dopo varie idee ci siamo detti: “cambiamo tutto per ripartire da zero!”.
Volevamo ricominciare in tutti i sensi, cercavamo qualcosa di impatto e la scelta è ricaduta sulla maschera del panda.
Ad ottobre 2016 è nato quindi, dalla fusione tra “panda” e “badass” termine inglese che sta per “cazzuto, figo”, il progetto “PANDASS” che si presenta sul palco per la prima volta proprio nella notte di Halloween 2016 a Livorno.

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Prosegue il tour per tutta Italia. Come si presenta un vostro set? Che rapporto avete con il pubblico?
Il nostro personaggio mira ad interagire con il pubblico facendolo divertire il più possibile…cerchiamo di coinvolgere le persone durante tutto il set e riscontri sono ottimi!
Per quanto concerne la musica abbiamo un set che varia tanti stili e generi musicali, siamo legati in particolar modo all’edm/commerciale o alla bounce, ma, pur avendo un set inquadrato, non ci poniamo limiti, il vero protagonista è il pubblico e la nostra priorità è quella di esprimere sempre noi stessi e metterci del nostro, ma il pubblico deve divertirsi, sempre!

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 Quali sono gli artisti che vi influenzano maggiormente nelle vostre produzioni e quelli che non mancano mai nella vostra tracklist?
La lista sarebbe troppo lunga per elencarli tutti! Diciamo che abbiamo influenze sia a livello internazionale che nazionale, ci piace mettere pezzi conosciuti ma anche qualcosa di più ricercato. Solitamente (per quanto riguarda artisti nazionali) non manca mai qualche lavoro del nostro amico Rudeejay e Jack Mazzoni, sono due artisti che svolgono al top il loro lavoro. Abbiamo sicuramente un debole per Timmy Trumpet o Tujamo, ma soprattutto non può mancare qualcosa di nostro! Ad esempio Sax tape, il nostro ultimo singolo, ormai è obbligatorio, tra l’altro dobbiamo riconoscere che al pubblico piace davvero tanto e di questo ne siamo molto orgogliosi.

Il 2018 è un anno ricco di novità per il duo PANDASS. Avete qualche news da anticipare in esclusiva per i vostri fan?
Hai detto proprio bene Andrea, novità c’è ne sono e arriveranno prestissimo!
Qualche anticipazione la diamo ragazzi, che dite?
Siamo fieri di annunciarvi che stiamo ultimando un nuovo singolo e un nuovo video, la nostra idea è farlo uscire nel giro di un paio di mesi. Secondo noi spaccherà, è un pezzo su cui puntiamo tutto! Oltre a tutto ciò dovrebbero arrivare presto nuove date con Musiche Metropolitane, che ci teniamo a ringraziare per tutto il lavoro che sta facendo con noi, in attesa dell’estate 2018.

Dove avremo il piacere di incontrarvi nelle prossime settimane?
Il 23 marzo saremo a Pistoia all’ “H2NO”, poi avremo un paio di date in quel di Livorno e ad aprile saremo a Siena, ma per rimanere aggiornati potete seguirci su Facebook o Instagram.

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DEASI: “Sunrise è il mio nuovo singolo” – INTERVISTA

 Chi è Cristian De Iasi in arte DEASI? Quando ti sei avvicinato al mondo del djiing e della produzione?
Sono dj/producer di 21 anni e mi sono presentato sulla scena con il mio progetto a cui tengo davvero tanto.
Mi sono approcciato al mondo della notte molto presto, avevo circa tredici anni quando ho iniziato a suonare nei piccoli club della mia città e pensa che non arrivavo neanche alla console per quanto ero basso (ride).
Sono un amante della vera progressive house e grazie a questo favoloso genere e al mio caro amico e mentore David De Rossi , mi sono avvicinato pian piano al mondo della produzione, frequentando i primi corsi nel suo studio e seguendo i suoi importantissimi consigli.

 Quali sono gli artisti della scena italiana e internazionale che ti hanno influenzato maggiormente? Con chi avresti il piacere di collaborare?
Gli artisti che maggiormente mi hanno influenzato, soprattutto agli inizi sono stati: Armin Van Buuren, Eric Prydz e gli Swedish House Mafia.
Per quanto riguarda artisti italiani che apprezzo e che in un certo senso mi hanno influenzato e che seguo costantemente sono Giuseppe Ottaviani , Congorock, il mitico Benny Benassi e Merk & Kremont, che nel panorama internazionale si stanno facendo apprezzare moltissimo.
Non nego che un giorno mi piacerebbe collaborare con Armin van Buuren (è un dio per me), ma attualmente sto seguendo molto Shapov, sta andando forte e si sta facendo apprezzare nel mondo. Il suo stile si avvicina molto al mio, chissà…

Sei un artista supportato da diversi produttori tra cui  FTampa, DADDY’S GROOVE, DJ’s FROM MARS, Luca Testa, Lumberjack e altri. Come ci si sente avere il sostegno di artisti di questo calibro?
Apprezzo molto che artisti di questo calibro abbiano supportato i miei lavori nei loro set o nei loro radioshow, è un piccolo traguardo per me e rappresenta una grande soddisfazione per tutto il lavoro fatto in studio.
Molti sono davvero umili, mi danno consigli e continuano a darmeli.
L’umiltà è un fattore importante in questo campo, non tutti sono così.

Come si presenta un dj set di DEASI? Quali sono i brani che non mancano mai all’interno di un tuo set?
[
Ascolta il suo episodio di Wiki Mix > https://goo.gl/vKfh7R ]
Il set di DEASI è un set puramente energico da inizio a fine, con accenni progressive, groovy e tribal.
Amo vedere il pubblico scatenarsi e godersi la serata con la mia musica, lo vedo doveroso perché non posso deludere.
I brani che suono sempre nei miei set sono un mio re-edit di Spacemen a cui tengo molto in quanto è stato uno dei miei primi lavori, poi ho la mie “due chicche”..io le definisco così, e sono un mio bootleg di Leave the world behind degli SHM ed un mashup di Pjanoo.
Per le chiusure scelgo sempre dei brani che creino delle emozioni particolari in me e soprattutto nella folla, di solito mi piace chiudere un mio set con Opus di Eric Prydz (un viaggio amici miei).

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Qual è il tuo parere in merito alla scena electro italiana? Cambieresti qualcosa?
Gran bella domanda Andre! A parer mio la scena Electro italiana ancora non riesce ad emergere come potrebbe e come dovrebbe.
Abbiamo tanti talenti , nulla da invidiare alla scuola olandese.
Ci sono tanti artisti italiani molto apprezzati all’estero, ma poco considerati qui in Italia.  Non so quale sia il problema di fondo reale, ma quello che posso dire è che c’è poco dialogo, tanta competizione e poca collaborazione tra emergenti, cosa del tutto diversa in Olanda per esempio. In realtà cambierei poco, c’è poco da cambiare, ricordiamoci che negli anni ’90 la scuola italiana era la regina della musica elettronica e non era di certo un caso.

Dopo “SO LOUD”, “TELEPORT”, “DAM” e “VOICES”, ieri è uscito “SUNRISE”, il tuo nuovo singolo in collaborazione con EMME, per Black Bird Recordings. Com’è nata questa collaborazione? Qual è la tua alba ideale?
La collaborazione con Emme è nata per gioco diversi mesi fa. Era da tempo che programmavo una collaborazione con lei, poi una sera ci siamo incontrati nella mia città (Viterbo) e tra una birra e un’ altra ecco l’ispirazione.. il giorno dopo eravamo in studio a lavorare. Oltre che un’amica, la reputo una grande professionista.
E’ un piacere presentare oggi questo nostro lavoro.
L’alba per me rappresenta un qualcosa di magico, l’inizio di un nuovo giorno o semplicemente la fine di una nottata da ricordare.. sta a noi ad interpretarla! 

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Ascolta e scarica “Sunrise”

Buon ascolto!

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Intervista a Jamis – In viaggio verso Tomorrowland 2018

Ho intervistato il dj/producer italiano Jamis, in vista della sua partenza verso il festival più importante della musica elettronica.
Il 29 Luglio farà ballare il pubblico del Tomorrowland con la sua musica energica e il suo set unico.

Buona lettura!

Tre aggettivi per descrivere Jamis.
Paulo Coelho diceva:
” Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.”
Questa frase penso racchiuda un po’ tutto il mio amore verso la musica e al mio progetto. 

Quando ti sei avvicinato al djing e alla produzione?
Sono sempre stato un amante della musica da discoteca e a quindici anni ho avuto la fortuna di poter iniziare a lavorare in una delle discoteche della mia zone in Toscana, mentre l’amore per il lato della produzione è sbocciato verso i 21/22 anni.

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Nel tuo percorso hai vissuto importanti avventure.
Quali sono le più grandi soddisfazioni della tua carriera?
Ma più che avventure, sono gli avvenimenti che hanno segnato il mio percorso, ricordo sempre con tanta emozione tutti gli step che ho fatto in questi tredici anni.
Partendo da un locale “dove tutt’ora suono” il PALAGIO CLUB, fino ad arrivare al Tour in America o al Tomorrowland il 29 Luglio 2018. 

Hai collaborato con rilevanti etichette come “Smash the House”, “Panda Funk”, “Area 94”, “D:vision” e sei supportato da artisti del calibro di Armin Van Buuren, Axwell & Ingrosso, David Guetta, Dimitri Vegas & Like Mike, Martin Garrix, Nervo, Bob Sinclar, Fatboy Slim, Gregor Salto DVBBS, W&W, Nicky Romero, Afrojack, Fedde Le Grand, Benny Benassi e molti altri.
Come ci si sente ad avere il sostegno da parte di questi artisti della scena internazionale?
Incredulo, ma consapevole che è stato il frutto di tutto lo sforzo, l’impegno e il tempo trascorso in studio a produrre.

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Come si presenta un tuo dj set?
Quali sono gli artisti che non devono mai mancare nella tua tracklist?
Sono del pensiero che un set deve saper emozionare e divertire, cerco sempre di stare su delle sonorità che rispecchino il mio mood nelle produzioni.
Gli artisti invece sono: Dimitri Vegas & Like Mike, Garmiani, Sunnery James & Ryan Marciano

A Giugno 2017 è uscita “Renegade Master”, la tua prima traccia su Smash The House, che ha ricevuto oltre 1.5 milioni di play web ed è stato uno dei dischi più suonati ai festival Tomorrowland e Ultra Europe.
Il 29 Luglio 2018
sarai tu a suonare al festival più importante della musica elettronica.
In che modo ti stai preparando al Tomorrowland 2018?
Cerco di non pensarci troppo (ride), anche se adesso avvicinandosi al giorno,  l’emozione e la tensione iniziano a salire. 

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Qual è stata la tua reazione di fronte alla grandissima notizia?
Ero in studio, stavo lavorando a delle nuove track per Smash The House, mi arrivò questo messaggio e credo che la mia faccia cambiò diverse espressioni nel giro di pochi minuti.
 Poi chiamai subito il mio manager e gli comunicai subito la notizia!
Ero felicissimo!


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