A tu per tu con Marco Carpentieri – INTERVISTA

Marco Carpentieri, dj/produttore italiano sulla scena da tantissimi anni.
Ho scambiato quattro chiacchiere con lui in merito al suo passato, presente artistico e futuro ricco di musica e collaborazioni. Buona lettura!

Ciao Marco! Benvenuto su Andre1blog.
Tre aggettivi per descrivere al meglio il progetto Marco Carpentieri ad oggi?
Amo talmente tanto la musica che non riesco a limitarmi ad uno stile preciso, del mio mondo musicale fanno parte vari orientamenti per cui uno degli aggettivi da poter usare direi “Mutante”, riguardo il live userei l’aggettivo “Empatico” perché comprendo il mio pubblico, mi immedesimo in lui e con lui instauro un feeling tangibile e “Schietto” verso quest’ultimo.


Nella tua carriera hai fatto ballare davvero tantissime persone in Italia e non solo. Ma tornando indietro nel tempo… A che età hai avuto il tuo primo approccio con il mondo della notte e in quale occasione hai capito di voler intraprendere questa strada?
Ho iniziato ad appassionarmi al mondo della dance all’eta’ di 14 anni (ma i miei inizi risalgono a ben prima, ho iniziato a suonare il pianoforte all’età di 3 anni) suonando alle feste di compleanno dei miei amici, ma il vero approccio notturno e professionale avvenne intorno ai 18 anni…
non c’e’ stato un momento preciso che mi abbia fatto capire di voler intraprendere questo percorso, è sempre stato parte di me!

Quali sono le tue più grandi soddisfazioni artistiche negli ultimi anni?
Mi sono sempre dedicato molto a questa mia passione, con costanza ed impegno,
lo dico perché credo siano alla base di un risultato.
Dopo anni di lavoro in effetti i risultati sono arrivati dandomi ancora più forza.
L’EDC di Città del Messico è stato una gioia ed anche l’ULTRA MUSIC FESTIVAL una grande soddisfazione, condividere la consolle con i top DJs e respirare quell’aria magica è una dose di incentivo per andare avanti ed a migliorare sempre di più.
Come produzioni, le amo tutte, pero chissà, forse, firmare il remix delle Bahari, un duo americano con un sound pazzesco e quello di ModSun, incredibile artista, per il gruppo Rock Mafia di Los Angeles che collabora con artisti del calibro di Miley Cyrus, Karol G, Wiz Khalifa; Snoop Dogg….
e’ stato un bel momento, mi sono sentito gratificato.


Il tuo primo brano del 2021 si intitola “JIMBO” ed è uscito su Hysteria Records / Spinnin’ Records. Una breve presentazione in merito alle sonorità e al genere intrapreso per questo singolo?
Nella musica mi piace spaziare, giocare con i suoni e provare a mettere insieme elementi differenti tra loro, Jimbo nasce un po cosi ed un giorno ascoltando per caso un brano di Santana ho provato a mettere insieme le due cose ed e’ nata Jimbo!

Prossimi progetti in vista? Nuova musica in attesa di ritornare in consolle?
In questo periodo ancor più di prima sono rimasto chiuso in studio a sperimentare,
ho avviato delle collaborazioni e scritto tanta musica che con il mio staff stiamo valutando e selezionando.
La prossima uscita sarà su Hysteria/ Spinnin’ Records, con cui è nata una buona collaborazione.

Segui Marco Carpentieri
INSTAGRAM
FACEBOOK

TWITTER
SPOTIFY
WWW.MARCOCARPENTIERI.COM

A tu per tu con i DJS FROM MARS – INTERVISTA

E’ sempre un grande piacere scambiare quattro chiacchiere con i Djs From Mars,
artisti made in Italy che apprezzo moltissimo.
Ho già intervistato il duo nell’estate 2018 e qualche giorno fa ci siamo risentiti per fare un “punto della situazione” in vista, si spera, di una probabile e graduale ripartenza e abbiamo parlato inoltre, dell’origine dei due recenti singoli e delle note collaborazioni con David Guetta.
Buona lettura!

Ciao ragazzi! Bentornati su Andre1blog!
Come avete trascorso questo ultimo anno nonostante i noti limiti lavorativi?

Ciao Andrea! Grazie per averci ricontattato! L’ultimo anno chiaramente è stato molto strano per tutti noi del mondo dell’intrattenimento. Specialmente le prime settimane di lockdown del 2020. Ma abbiamo subito cercato di capire quale potesse essere il lato positivo di una situazione così negativa, e l’unica cosa vantaggiosa per noi era avere più tempo a disposizione in studio per produrre, visto che non dovevamo più essere su aerei ogni weekend. Così ci siamo buttati a bomba sulla produzione lavorando anche 10 ore al giorno in studio. Questo ha avuto dei risultati, infatti se non pensiamo al lato delle serate, probabilmente per la nostra carriera, a livello discografico/produttivo è stato il nostro anno migliore di sempre, arrivando a pubblicare una collab con Tiesto, un remix ufficiale per David Guetta e Sia, un altro remix ufficiale per Laidback Luke, più varie release su grandi etichette, e naturalmente molti, moltissimi mashup che hanno ricevuto grandi supporti e milioni di visualizzazioni.
Diciamo che abbiamo cercato di tirare fuori il meglio dal peggio.


A Gennaio avete rilasciato il vostro singolo “Sunday Morning” sull’etichetta di Alok (Controversia/ Spinnin’) e successivamente è uscita “You Spin Me Round (Like A Record)” in collaborazione con Starwoodz. Una breve presentazione a livello di sonorità in merito a queste due produzioni?
Come dicevamo appunto ci siamo messi in studio a produrre anche tracce originali con una certa continuità, cosa che non avevamo mai potuto fare prima. Queste due release che hai citato sono i primi frutti di questo lavoro. Le sonorità che abbiamo scelto sono più soft rispetto al solito, perché questa pandemia ha anche cambiato l’utilizzo della musica. Non essendoci i grandi festival e le serate nei club, non hanno molto motivo di esistere le tracce fatte apposta per essere suonate in pista. Mancando per forza di cose quell’energia, ci siamo concentrati su musica che potesse essere anche ascoltata oltre che ballata, magari in cuffia andando a correre o a casa giocando alla Play. Questi sono i primi risultati, ne stanno per arrivare altri, il suono è più morbido ma comunque abbiamo cercato di mantenere il nostro stile con l’aggiunta di elementi elettronici che sono comunque la nostra cifra stilistica a prescindere.


Quanto vi manca il vostro pubblico in giro per il mondo?
Nella speranza che gradualmente si possa tornare alla normalità è previsto un vostro tour nella prossima stagione?

Ovviamente il contatto col pubblico ci manca moltissimo. E’ anche difficile continuare a fare musica senza quel feedback diretto della pista, che ti fa capire subito quando una produzione è d’impatto oppure no. Inoltre noi abbiamo sempre puntato tantissimo sulla parte live, ed è sempre stato bello poter portare la musica in tutti gli angoli del pianeta. Ora piano piano stiamo vedendo segnali di ripresa in USA e in Asia, e speriamo che succeda lo stesso in Europa dove però siamo ancora un po’ indietro. Siamo comunque fiduciosi, questa catastrofe dovrà finire prima o poi, e la gente non vede l’ora di tornare a socializzare. Dobbiamo solo essere pazienti e non mollare mai un centimetro per ripartire più forti di prima.

I vostri remix/bootleg hanno sempre un grande successo.
Lo scorso Dicembre è uscito il remix ufficiale del singolo “LET’S LOVE” di David Guetta ft. Sia e successivamente avete lavorato insieme a Guetta per la realizzazione del mash up di “Roses”.
Com’è nato il vostro rapporto lavorativo con lui?
Vi siete incontrati in qualche occasione/evento in particolare?

Le collaborazioni con David sono nate dopo avergli mandato un megamashup di 8 minuti con tutti i suoi più grandi successi mashuppati insieme. Lui ha apprezzato tantissimo, lo ha caricato sul suo YouTube (ora ha 40 milioni di views) e da lì ha iniziato a chiederci di realizzare idee di mashup che lui aveva in testa per i suoi live. Da cosa nasce cosa, e abbiamo iniziato a proporgli anche idee nostre, fino a remixare il suo singolo con SIA. L’abbiamo incontrato a Ibiza quando ci ha chiamato a suonare alla sua serata F*** Me I’m Famous nell’estate 2019. Probabilmente saremmo tornati nel 2020 ma il Covid ha rovinato tutti i piani dell’estate che per noi era già piena con più di 50 date già fissate. Speriamo di tornare questa estate! David è una fonte di ispirazione inesauribile, nonostante la lunghissima carriera ha l’entusiasmo di un ragazzino che ha appena cominciato, e questo ci motiva molto a dare il meglio ogni giorno nonostante le situazioni negative! 

Recentemente ho notato che avete svolto un webinar su Hi Live. Com’è nata questa idea?
I ragazzi di Hilive.io ci hanno chiesto se volevamo partecipare, e questa è stata un’altra cosa che in tempi di serate full time e tour continui non avremmo mai avuto il tempo di fare…Invece approfittando della pausa abbiamo cominciato quest’avventura che ci permette di condividere i nostri trucchi di studio con ragazzi giovani che vogliono imparare qualcosa. Molti di loro sono super talentuosi e con alcuni dei ragazzi incontrati nei webinar abbiamo addirittura realizzato delle tracce insieme. Sicuramente un’esperienza che cercheremo di portare avanti, ci piace molto il confronto con le nuove leve, e onestamente a volte abbiamo anche imparato noi da loro!

Nuovi progetti musicali in vista? Spoiler?
Molti progetti in vista, ma nessuno spoiler haha!!
Seguiteci sui social per tutti gli aggiornamenti!!


Segui DJS FROM MARS
INSTAGRAM
FACEBOOK

WWW.DJSFROMMARS.COM

A tu per tu con il duo Dirty Ducks- INTERVISTA

Ho intervistato il duo italiano Dirty Ducks sulla scena ufficialmente dal 2012 e in continua evoluzione. Dopo l’uscita di “Sublime” con MWRS sulla label di Don Diablo è già previsto un nuovo singolo. Spoiler?! Buona lettura!

Ciao ragazzi! Benvenuti su Andre1blog!
Tre aggettivi per descrivere la vostra musica ad oggi?

Ciao! Un piacere per noi. Dinamica, energica e spontanea sono gli aggettivi che subito ci vengono in mente. Il nostro sound è cambiato tanto negli anni, in qualche modo adattato ma sempre coerente con quella che è la nostra visione e la nostra idea principale di trasmettere energia a chi balla o ascolta una nostra traccia. Spontanea perché abbiamo sempre e solo prodotto ciò che realmente ci piace e ci stimola in un determinato momento. Siamo i primi a dover essere “convinti” di ciò che esce dal nostro studio.


Siete sulla scena da tanti anni ed è ben visibile la vostra evoluzione musicale che segue il genere che vi caratterizza, l’electro.
Quanto incide la sperimentazione in un progetto come il vostro?

La sperimentazione è essenziale. Lo è stata sicuramente per noi e per il nostro processo di crescita. Sperimentare e collaborare con artisti diversi da tutto il mondo, ognuno con il proprio “workflow” e con sonorità diverse dalla nostra ha aiutato molto l’evoluzione del nostro progetto. Uscire dalla “comfort-zone” e non avere paura di trovare e testare nuovi approcci o nuove sonorità evitando di auto-limitarsi a quello si pensi sia il proprio “genere/stile di riferimento”. Concetto poi che negli ultimi anni è diventato molto relativo.

Quali sono le soddisfazioni più significative presenti nella vostra carriera sin dal 2012?
Da quando abbiamo iniziato questo progetto quasi per gioco e senza alcuna aspettativa le soddisfazioni sono state sicuramente tante. Dal lato djing sicuramente l’aver portato la nostra musica su diversi stage in gran parte dell’Italia e aver condiviso la consolle con nomi di spicco della scena Edm internazionale. A livello discografico sicuramente il nostro remix ufficiale per Afrojack nel 2017 è stato per noi molto significativo. Oltre ad averlo conosciuto di persona abbiamo firmato anche il nostro singolo “Karma” sulla la sua etichetta discografica “Wall Recordings”. Sempre stata una figura di riferimento da quando iniziammo a produrre. L’anno successivo abbiamo firmato anche diversi brani sulla label Fonk Recordings di Dannic, con il quale abbiamo anche condiviso la consolle durante la sua “Label Night” ufficiale durante L’Amsterdam Dance Event del 2018. Oltre a ciò, nel corso degli anni, siamo riusciti a firmare la nostra musica su altre importanti label/ network della scena EDM internazionale. Revealed Recordings di Hardwell, per esempio, Hysteria Records di Bingo Players, Future House Music o Hexagon di recente.


Di recente è uscito il vostro singolo “SUBLIME” con MWRS, rilasciato su Gen HEX (Hexagon HQ) di Don Diablo. Come sta andando e com’è nata la collaborazione con MWRS?
Con Mattia (MWRS) ci siamo conosciuti inizialmente attraverso Instagram. Ci inviò alcuni suoi lavori oltre ad un’idea iniziale di Sublime. Ci colpì molto il suo stile e decidemmo di lavorare all’idea insieme. Trovammo subito la giusta intesa sul brano e riuscimmo a combinare le nostre sonorità e visioni.
Il brano, ad oggi, sta andando molto bene e stiamo ricevendo numerosi feedback positivi sia dagli addetti ai lavori che non. Siamo inoltre felici del nostro primissimo debutto in casa Hexagon.

Progetti in vista? Nuova Musica  in arrivo?
Sicuramente tanta nuova musica. Ci stiamo concentrando molto sul nostro sound e le sue future evoluzioni. Dopo “Sublime” abbiamo già pronte diverse collaborazioni con altrettanti talenti italiani ed esteri. La prima prevista per la fine di Aprile!

Segui DIRTY DUCKS
FACEBOOK
INSTAGRAM
TWITTER

A tu per tu con il produttore italiano Kapes – INTERVISTA

In occasione del suo nuovo singolo “NO SAFE”, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con il dj/produttore italiano KAPES. Buona lettura!

Chi è Kapes nel 2021? Tre aggettivi per descrivere al meglio la tua musica?
Energica, elettrizzante, armoniosa. Credo che questi aggettivi descrivano al meglio il mio sound attuale, cioè che rappresenta ad oggi Kapes.

Da quanti anni sei legato all’ambiente del djing e del clubbing?
Ufficialmente quando ti sei avvicinato al mondo della produzione?

Sono nell’ambiente del clubbing da molti anni, credo almeno 12, iniziando prima come pr, per poi diventare nel settembre 2010 ufficialmente un dj, con la mia prima serata al Touch Disco di Montesilvano (PE), con ospite Marracash.

Una curiosità… Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente ad oggi e perchè?Sicuramente le mie produzioni sono influenzate da tutta la corrente house music, con le varie sfaccettature del genere; da brani UK più radiofonici come quelli di MK, Sonny Fodera, Disciples, a quelli più clubbing come i quelli di Fisher, Martin Ikin, Biscits, SIDEPIECE, Chris Lake e altri ancora. Per quanto riguarda i miei brani come “No Safe” invece, mi piace lavorare su Logic e scoprire cosa viene fuori, senza schemi e senza troppe influenze.

Sui tuoi social traspare anche il tuo lato legato al workout quotidiano che spesso troviamo anche nei teaser/official video dei tuoi singoli. Una Top 5 di tuoi brani che consigli per un allenamento deciso e ricco di energia?
Molto legato ai workout e al mondo del fitenss direi! 😂
Come mia TOP 5, consiglio:

  1. No Safe
  2. Prototype
  3. Blackout
  4. Daisy (Wild Corner Edit)
  5. Underground

Fai parte della “Guerilla Crew” su cui è uscito il tuo ultimo brano “No Safe”. Come sta andando questo singolo?
Sta andando bene, sono molto soddisfatto del risultato che ho ottenuto, di come abbiamo lavorato sul lyric video e tutto quanto. Sicuramente avrà un buon risultato su Spotify.

“Non ho mai avuto così tanta nuova musica da far uscire…”
Qualche giorno fa hai scritto questo post sul tuo instagram.
Cosa ci dobbiamo aspettare da Kapes nel corso dei prossimi mesi?

Esatto! Ho veramente tantissimi nuovi singoli praticamente pronti, ho lavorato parecchio nei mesi precedenti in studio per ottenere tutti questi brani. Il periodo purtroppo non è dei migliori per noi dj, e ciò da un lato, per quanto mi riguarda, frena un po anche il lato release delle tracce.
In ogni caso c’è da aspettarsi tanta musica, da dischi più clubbing a quelli più radiofonici.
Direi che ce ne sono per tutti i gusti!

SEGUI KAPES
FACEBOOK
INSTAGRAM
SPOTIFY

Il ritorno di Dragonette – Intervista

Dopo la hit globale “Hello” con Martin Solveig e oltre 180mln di streaming solo su Spotify, Dragonette torna con “Phantom” prodotta dal francese Gianni Kosta e per l’occasione le ho posto qualche domanda. Buona lettura!

Un salto nel passato…

Dragonette ha avuto un’ascesa decennale dall’indie rock alla pop music, avendo hit indimenticabili come “Hello” con Martin Solveig, “Peanut Butter Jelly” con Galantis e “Outlines” con Mike Mago che, in aggiunta al loro album, gli ha permesso di ritagliarsi un posto nel cuore di milioni di fan in tutto il mondo. La band canadese ha una lunga storia di live-tour in giro per il mondo e ha collaborato con artisti come Martin Garrix, Martin Solveig, Mike Mago,  Galantis, Kaskade, Basement Jaxx, Paul Harris, Autograf e Big Data tra tutti gli altri. La loro musica è stata inserita in più di 75 tra film e serie televisive tra cui “Grey’s Anatomy”, “The Hills”, “CSI Miami”, “90210” ed è stata utilizzata per gli spot televisivi di Toyota, Macy’s, JC Penney, Target, Kraft, Trident e Sony Playstation e altri.

Ciao! Benvenuta su Andre1blog!
Tre aggettivi per descrivere  Dragonette ad oggi?

Indie Pop Explorer

Ricordiamo le vostre hit come “Hello” con Martin Solveig, “Peanut Butter Jelly” con Galantis e “Outlines” con Mike Mago, grazie alle quali siete entrati nel cuore di milioni di fan in tutto il mondo. Qual è l’ingrediente fondamentale che ha determinato tutto questo incredibile successo?
Credo che tutte queste canzoni emergano differentemente dalle altre che passano in radio o nei club. Il mio processo di scrittura non proviene da un background pop o dance. Io arrivo dalla musica Folk e Jazz quindi quando mi approccio alla musica pop o dance viene fuori qualcosa che può suonare un tantino strano e anomalo, per cui le persone sono attratte dalla questa stranezza.


Qual è il tuo rapporto con l’Italia?
L’ultima volta che ti sei affacciata per un live sulla penisola?

L’Italia è la mia casa spirituale! Sono per metà italiana e ho frequentato una scuola in un paesino in Abruzzo per un anno. Forse l’anno migliore della mia vita. E’ da un po’ che non vengo a suonare in Italia, l’ultima volta è stata circa 4 anni fa a Firenze e poi un sacco di promo radio tra Milano e Roma. Mi mancate!!

Chi sono gli artisti italiani (cantanti/produttori) con i quali ti piacerebbe collaborare in futuro? 
C’è una band che ADORO: Il Genio. Ma non ho sentito più niente di loro e non so se sono ancora attivi. So però che Jovanotti fa ancora musica e se tu riuscissi a mettermi una stanza con lui sarebbe fantastico! 

Pensi che moda e musica viaggiano su due binari paralleli?
Quanta importanza attribuisci allo stile?

Da un certo punto di vista le due cose hanno un legame importante, ma d’altro canto è davvero bello quando la musica è semplicemente musica. Quando lavori a un bravo o a un album ovviamente vuoi che il lato visivo sia coerente nella giusta rappresentazione del tuo lavoro e la moda è un fattore estremamente rilevante in questo. Ma prendi ad esempio Lady Gaga, secondo me lei si è intrappolata nella moda. La sua musica è inseparabile dalla moda e lei è forzata a rappresentare ogni canzone con un outfit stravagante. Dev’essere stressante! Così le canzoni non posso esistere come un mondo a sé. 

Il 19 Febbraio è uscito “Phantom” con il talentuoso artista francese Gianni Kosta. Com’è nata questa vostra collaborazione?
Gianni Kosta aveva una traccia che è finita tra le mie email, dove finiscono MOLTISSIME tracce. Ma molte delle tracce che ricevo suonano come tutto ciò che gira e non mi ispirano. Quella di Gianni invece lo ha fatto! Ho iniziato a scriverci su, poi ci abbiamo lavorato a distanza per un po’ ed ecco il risultato! Adoro questa canzone e adoro ciò che Gianni è riuscito a farci!  

ENGLISH INTERVIEW

Hi Dragonette! Welcome to Andre1Blog! How would you describe “Dragonette” in 3 words?
Indie Pop Explorer

You won a place into your fans’ hearts from all over the world with your hits singles like “Hello” with Martin Solveig, “Peanut Butter Jelly” with Galantis and “Outlines” with Mike Mago. What’s the ingredient that determined this incredible success?
I think all those songs stand out in a way from other songs you might hear on the radio or on the Dance floor. My songwriting is not really from a pop or dance background. I come from a background of folk and jazz music. So when I write pop/dance music it sounds maybe a bit strange or anomalous so people tune into those songs because there’s a strangeness to them.

What’s your relationship with Italy? When was the last time that you had the chance to perform on the Peninsula?
Italy is my spiritual home! I am half Italian and I went to school in a small town in Abruzzo for a year. Maybe my favourite year of my life. But it’s been a while since I performed there. I played about 4 yrs ago in Florence and did a bunch of radio promo in Milan and Rome. I miss you.

Is there any italian artist you’d like to collaborate in the future?
There is a band that I LOVE called Il Genio. But i haven’t seen anything new from them in a long time so I don’t know if they are still making music. But I know that Jovanotti is still makes music so if you can get me in a room with him, that would be great.

Do you think fashion and music work in parallel? Is style important to you?
To a certain extent I think these two things have an important connection. But on the other hand, it can be refreshing when music is just about the music. When you work on a piece of music or an album you obviously want the visual side to be right and to represent your work in a thoughtful way. And fashion is a major factor in that representation. But if you think about, say, Lady Gaga, in my opinion, she put herself into a bit of a fashion trap. Her music is inseparable from fashion and she’s forced to represent every song with outrageous apparel. That must be exhausting! And the songs can never really just exist by themselves.

On February 19th you released your new single “Phantom” featuring the talented French artist Gianni Kosta. How did you start working together?
Gianni Kosta had a track that somehow ended up in my in-box, where a LOT of tracks end up.
But a lot of those tracks just sound like a lot of other tracks and don’t inspire me. But his really did. So I started writing on it. Then we passed it back and forth for a while and this is where we ended up. I love this this song and I love what Gianni did with it.

DRAGONETTE
FACEBOOK
INSTAGRAM

TWITTER
DRAGONETTE.COM

KAY si racconta: Strakton Records, il nuovo singolo e il progetto Sanba Latino – Intervista

Settimana scorsa ho avuto il piacere di intervistare KAY, fondatore della nota etichetta discografica Strakton Records, dj/produttore e componente del nuovo collettivo SANBA LATINO.
Buona lettura!

Ciao Kay! Benvenuto su andre1blog. Tre aggettivi per descrivere il tuo progetto artistico?
Non convenzionale/Innovativo – perché è veramente un meltin’pot sonoro che nasce dalle mie esperienze artistiche/produttive. Molto spesso all’interno della stessa track sono presenti più matrici stilistiche che se pur distanti nella teoria, si miscelano perfettamente nella pratica.
Trasversale – in quanto produco brani molto diversi tra loro che spaziano tra il genere urban, pop ed elettronica.

Nel 2017 nasce la label “Strakton Records”, ad oggi una consolidata realtà caratterizzata dall’uscita di release che hanno raggiunto anche i vertici delle chart di musica elettronica.
Sei soddisfatto di tutto quello che hai realizzato in questi anni con il tuo team? Avete dato origine anche a Strakton URBN. Ci presenti questo nuovo lato della tua etichetta?
Sono molto soddisfatto del lavoro svolto in questi anni e di quello che stiamo facendo grazie tutto il team che ha permesso tutto ciò in pochissimo tempo senza mollare mai.
URBN invece è un progetto che abbiamo in cantiere da un paio di anni ma che abbiamo deciso di tirare fuori solo ora perché siamo effettivamente pronti per affrontare questa avventura, che ha connotati totalmente diversi dal lavoro fatto per Strakton.

Nel 2019 sei stato anche il resident del format MUCHO IBIZA” tutte le domeniche all’Ushuaïa e “RICHBITCH” tutti i lunedì all’Hï, due tra i party di maggior successo sulla Isla.
Che emozioni ti hanno trasmesso queste importanti esperienze?
Suonare contemporaneamente per i due players più importanti al mondo sicuramente è un esperienza che va oltre il semplice fatto di averci suonato.
Ti insegna realmente come si muove la scena mondiale del club, il dietro le quinte, il confronto con i big, e il rispetto per l’enorme lavoro delle persone che rendono la tua esibizione unica, creando uno spettacolo incredibile per chi hai di fronte a te durante il tuo set.


E’ uscito il tuo nuovo singolo “Fallin’ Into You” con la cantante Vanessa Elly. Com’è nata questa collaborazione? Presentaci il brano da un punto di vista legato alle sonorità fresche e caratterizzato da un mix di più influenze.
La collaborazione con Vanessa è nata per caso, come tutte le cose belle che spesso capitano nella vita. Ci siamo incontrati qualche anno fa in studio da me per un altro lavoro e da allora abbiamo iniziato questo percorso.
Lei è un cantante soul incredibile, poliedrica ma soprattutto molto versatile con la quale sto realizzando diversi lavori, oltre ad essere diventata ormai una delle voci di punta della Strakton Records.
Per quanto riguarda “Fallin’ Into You”  mi incuriosiva l’idea di qualcosa che suonasse particolarmente nuovo ma che conservasse allo stesso tempo una matrice e una struttura pop. Tutto è partito da un demo che avevo fatto a New York un paio di anni fa, ma che come dico spesso: “era in cerca di una voce”.

Fai parte del nuovo collettivo SANBA LATINO con cui hai rilasciato a distanza di poche settimane tre brani: “Como Un Rey”, “Bidibodyboom” e l’ultimo “Faccio Guay”.
Qual è lo spirito di questo progetto e cosa dobbiamo aspettarci dal futuro dei SANBA LATINO?
Sanba Latino (parlo a nome di tutti) è un progetto che è nato per gioco in una delle tante notti passate in studio durante il lookdown, credo verso i primi di settembre.
Quello che sta uscendo fuori ci piace molto, è spontaneo e di sicuro non abbiamo velleità di far vedere ciò che non siamo o di scimmiottare il mercato musicale americano.
Il primo di marzo uscirà il nostro prossimo singolo “Prima Classe” che delinea la strada sonora che intraprenderemo in futuro e che rappresenta a pieno lo spirito e l’essenza dei SL.

Il lockdown e questo periodo di “stop” dai party e dai festival, ti hanno spinto a dedicarti interamente a lavorare in studio? Hai in serbo altri singoli con il progetto KAY?
In questo immenso ed interminabile periodo sto lavorando moltissimo in studio non solo per me ma anche conto terzi e servizi connessi ai contenuti audio.
Inoltre abbiamo adibito una zona degli studi al progetto r12 Roma, un accademy per la formazione professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro di produttori di musica elettronica.
Per quanto riguarda singoli per il progetto KAY ci sono in uscita diverse release che dovevano essere pubblicate lo scorso anno, ma che purtroppo per la pandemia sono state rimandate.
Molte di queste hanno diversi featuring che piano piano svelerò nelle prossime settimane.

Segui KAY
INSTAGRAM
FACEBOOK
SPOTIFY

SANBA LATINO
SPOTIFY

A tu per tu con Dino Brown – direttore di radio One Dance, dj/produttore e conduttore di successo

In settimana ho avuto il piacere di fare una chiacchierata con un grande professionista!
DINO BROWN, dj/producer, autore, conduttore, direttore di radio One Dance e ideatore del noto format “LA STORIA DELLA DANCE”, attualmente in onda anche su Radio PiterPan,

oltre che su One Dance insieme ad “All You Can Dance”.
Presente, passato e futuro di Dino Brown! Buona lettura.

Ciao Dino! E’ un piacere averti ospite sul mio blog.
Tornando un po’ indietro con gli anni, hai iniziato la tua carriera lavorando in diverse radio regionali e nazionali, oltre ad aver portato sin da subito la tua musica in molti club italiani e non solo. Ricordi ancora la tua prima puntata in radio? E la tua prima serata in un club?
Quanti anni avevi e che emozioni hai provato?

Ciao Andrea, il piacere è tutto mio! In Radio ho cominciato a diciannove anni. La mia primissima puntata è andata in onda su una piccola radio della provincia di Cuneo (Radio “Trs” di Savigliano).
Ero molto agitato ma avevo un’energia da vendere. Fare radio mi ha sempre fatto venire l’adrenalina, succede ancora oggi, Sempre. All’inizio non pensavo che diventasse il mio lavoro, facevo principalmente il dj ma, prima delle mie esperienze nei villaggi, non avevo mai pensato di fare la radio (nonostante l’ascoltassi quasi tutti i giorni). La prima serata in un club fu meravigliosa. Ero nel Privè del “Ballalinda” di Fossano la mia città natale. Arrivavo direttamente dalla mia cameretta dove passavo ore ed ore a mixare tutti i santi giorni. Mixare e selezionare i dischi per un pubblico è stato magnifico. Amo tantissimo stare in console e percepire l’energia delle persone. Dopo due mesi di Privè mi hanno spostato in sala grande. Le gambe la prima volta tremavano dalla paura, poi però è andato tutto bene!


Dj, produttore, conduttore, autore e non solo.
A settembre del 2019 diventi anche direttore di radio ONE DANCE e devo dire che hai portato un’ondata di freschezza e dinamicità. In che modo ti sei avvicinato a questa realtà?

A distanza di poco più di un anno, come prosegue questa avventura?
Tramite un amico in comune, è stato Claudio Rampazzo (station manager di One Dance) a contattarmi e a propormi quest’idea meravigliosa: creare una piattaforma radiofonica accessibile a tutti, indipendentemente dall’ Fm. Una situazione dove ancora è possibile creare, costruire, sperimentare. Il mio sogno! Piano piano stiamo creando una realtà sempre più forte.
L’avventura prosegue a gonfie vele nonostante la situazione del Covid metta a dura prova tutte le aziende.


Ricordi in quale occasione ha avuto origine l’idea del tuo format “LA STORIA DELLA DANCE”, attualmente in onda anche su Radio PiterPan, oltre che su One Dance insieme ad “All You Can Dance”? Immaginavi sarebbe diventato un punto di riferimento, un cult,  per gran parte del pubblico amante della musica dance, e soprattutto che sarebbero nate successivamente diverse compilation arrivate ai vertici della classifica italiana di vendita (Fi.Mi)?
L’idea de “La Storia della Dance” è nata da una costola di “Dualcore”, il programma che ho condotto per diversi anni sull’altra radio. Il passaggio da DualCore a “La Storia Della Dance” è avvenuto quando ho pensato di dare al programma un taglio più enciclopedico.
Mi rendevo conto che tante persone erano affascinate dalle storie che ci sono dietro i successi Dance e non solo. Non immaginavo che sarebbe diventato un cult radiofonico per molti ascoltatori anche perchè di programmi anni 90′ ce ne sono tanti, “La Storia Della Dance” va aldilà della musica. Racconto 35 anni di Dance alla mia maniera e questo ha funzionato.

Quanto è importante la radio in questo ultimo periodo in cui le persone oltre all’informazione, hanno bisogno di grande spensieratezza? Quali sono gli elementi che in qualità di direttore hai adottato per rendere tutto ciò possibile,  nonostante le varie difficoltà?
La radio è fondamentale soprattutto in periodo come questo in cui il pensiero è quasi perennemente offuscato  dall’incertezza . La Radio deve aiutare a far passare delle ore il più possibile spensierate ed allegre. Deve essere la colonna sonora della tua giornata che ti aiuti a pensare il meno possibile alle preoccupazioni e  a svagarti anche solo per qualche minuto.
Noi su One Dance cerchiamo di fare tutto ciò. Siamo tra le pochissime realtà che non hanno un Giornale Radio (tanto si sentono solo notizie quasi sempre pessime). Selezioniamo la migliore musica del momento alternata alle più grandi hit del passato e abbiamo dei contenitori musicali e d’intrattenimento  come “Ridance”, “All You Can Dance”, “This is Top”, “Memories” e tanti altri che catalizzano l’attenzione esclusivamente sullo show senza pensare ad altro.


Piccola curiosità. Dino Brown nella sua quotidianità che musica ascolta?
Dipende! Tantissima House, tanta Trance, ma anche Reggae, Hip Hop e Rock.. nella mia playlist c’è davvero tutto quello che mi fa star bene. Un esempio? Stamattina ho ascoltato “Waiting in Vain” di Bob Marley e subito mi sono sparato gli AC/DC nelle orecchie alternati ai Limp Bizkit.
Dipende dalla giornata!

Ci sono in serbo nuovi progetti per terminare il 2020, oppure sei già orientato al  nuovo anno?
In qualità di producer stai lavorando per lanciare nuova musica? Con chi ti piacerebbe collaborare?

Tra pochissimo uscirà il mio nuovo disco insieme al grandissimo Alex Nocera (mio caro amico e collega), Roy Batty e Paky Francavilla… è ancora Top Secret ma praticamente è già pronto!
Sto scrivendo un libro che spero di terminare entro Marzo 2021 e avrei un sacco piacere di fare una collaborazione con Mauro Picotto. Ho da pochissimo creato un nuovo format che si chiama
“The Dark Side” che mi sta dando tantissime soddisfazioni ed è seguitissimo.


Segui DINO BROWN
FACEBOOK
INSTAGRAM
YOUTUBE
YT Storia Della Dance

BOTTEGHI: Evoluzione, ricerca e i suoi remix per Maluma e Benny Benassi – Intervista

Settimana scorsa ho avuto il grande piacere di intervistare BOTTEGHI, artista che apprezzo e che ha sempre mostrato una forte identità musicale e progettuale.
Ha rilasciato da poco i suoi due remix ufficiali per Maluma e Benny Benassi, e per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Buona lettura!

Sei sulla scena da tantissimi anni e hai dimostrato di essere sempre sul pezzo.
Chi è BOTTEGHI nel 2020? Tre aggettivi per descrivere il tuo progetto?
BOTTEGHI
è un DJ e produttore in continua evoluzione e alla continua ricerca di idee, spunti e novità che costruiscano sempre di più l’identità che mi contraddistingue da sempre.
Ora più che mai le sonorità house e tech house caratterizzano i miei progetti discografici.
Tre aggettivi: ENERGIA, RICERCA ed INNOVAZIONE.


Di recente hai pubblicato su Sony Music Latin il tuo remix ufficiale in collaborazione con Rivaz, della hit “Què Chimba” di Maluma.
In che modo è nata  l’uscita di questo remix che ha totalizzato grandissimi numeri in sole ventiquattro ore?
Dai risultati ottenuti grazie all’attenzione generata dal bootleg di “Baila Conmigo” dello scorso anno che ha fatto il giro del mondo in quanto a supporti, solo per citarne alcuni Alok, Morten, Chemical Surf, Gregor Salto, Kryder e Fedde Le Grand. Siamo stati notati quindi dalla Sony Music Latin che ci ha commissionato prima il follow up “Siento” e poi il remix della hit estiva di Maluma, “Què Chimba”.

Come stai vivendo questo periodo difficile per tutti settori, a maggior ragione per quello dell’intrattenimento?
Concentrandomi su nuove idee, produzioni, remix, programmi radio, sperimentazione di nuovi strumenti per i miei futuri DJ SET e passando tanto tempo con mio figlio Lorenzo, nato guarda a caso proprio quest’anno: un dono dal cielo!


Dopo il remix per Maluma ne hai rilasciato un altro ufficiale per Benny Benassi.
Hai remixato il suo singolo “Until The End Of Summer” sempre in collaborazione con Rivaz. Che valore assume nella tua carriera questa tua produzione, per un grande della scena italiana e internazionale?
Un duetto a cui tengo particolarmente e che mi proiettano verso nuovi progetti basati sempre su sogni che diventano realtà. Due grandi risultati di carriera, remixare Maluma e Benny Benassi non è da tutti i giorni e sono proprio questi risultati che mi danno la forza di andare avanti e migliorarmi sempre di più.

Tornare a far ballare al momento è una meta abbastanza lontana purtroppo.
Dobbiamo aspettarci un’altra uscita prima della fine dell’anno, oppure sei già nel 2021?
Forse addirittura un paio, vi tengo aggiornatissimi sui miei social.

Scopri la selezione esclusiva di Botteghi x ONE TASTE Selecta x andre1blog


Segui BOTTEGHI
WWW.BOTTEGHIOFFICIAL.COM
INSTAGRAM
FACEBOOK
YOUTUBE

Tra Moombahton, Baile Funk e il nuovo “Favelados Ep” – Intervista al duo Smoothies

Anni fa, circa nel 2013, nel backstage di un party tra quelli che non dimenticherò mai,
ho conosciuto Antonio e Giulio, ovvero gli Smoothies.
Ho seguito l’evolversi del loro progetto e devo dire che hanno sempre sorpreso il pubblico tra svolte, grandi collaborazioni e importanti eventi.
Settimana scorsa abbiamo scambiato quattro chiacchiere in merito al loro nuovo Ep dal titolo “FAVELADOS EP” uscito il 25 Settembre.

Smoothies! Finalmente la vostra intervista!
Quali sono le sostanziali differenze, al di la della direzione musicale, tra il duo Smoothies del 2012 e quello del 2020?
La differenza sostanziale sta nella maturita’ nella scelte e decisioni da prendere.
C’e’ più cura nei dettagli, c’e’ una squadra ancora più grande, e per noi quello e’ sempre stato l’ingrediente segreto!


Siete sulla scena da parecchi anni e di soddisfazioni ne avete ricevute moltissime.
Le tre più rilevanti e che soprattutto in passato vi hanno maggiormente motivato?
Senza ombra di dubbio ricevere complimenti e collaborare con i nostri idoli.
Con la nostra musica siamo arrivati in posti del mondo in cui non siamo mai stati fisicamente, ma sapere che li c’e’ qualcuno che ascolta o suona la tua traccia e’ una bellissima soddisfazione.

 Moombahton, Reggaeton, Cumbia e Baile Funk sono i generi che attualmente vi contraddistinguono nella scena in Italia. Considerando che vi conosco da tanti anni e ho ascoltato vostri brani in loop con influenze Electro/EDM e Trap, come mai avete deciso di intraprendere successivamente questa direzione musicale?
Quando è scattata ufficialmente in voi questa scintilla?
Noi abbiamo sempre avuto due linee musicali che viaggiavano parallele. Quella “official” che magari ai tempi dell’”Edm” era per noi la dutch, e in parallelo viaggiavano i nostri remix che gia dal 2012 erano moombahton e con influenze latine. Crescendo ha preso il sopravvento su di noi appunto quella strada “secondaria”, anche grazie all’avvento di Major lazer. Un giorno ci siamo svegliati e abbiamo deciso: noi siamo MOOMBAHTON, e ovviamente tutti i vari generi che abbracciano il mondo latin (baile funk, dembow, cumbia, guaracha) !!!


Siete tra i primi ad aver portato il genere Baile Funk in Italia in periodi non sospetti, pubblicando varie produzioni  tra cui il singolo nel 2018 “DU PASSAO” feat. Entics e remix vari per avvicinare il pubblico. L’Italia non era pronta?
Addirittura il primo pezzo lo suonammo nel 2016 a Milano e la gente ci guardò con una faccia molto perplessa, della serie cosa e’ questa roba (era Ta Tranquilo Ta Favorável di Mc Bin Laden), fù amore a primo  ascolto. Infatti Antonio preso dall’entusiasmo ando’ a Rio De Janeiro a capire un pò di piu’ a riguardo. Da li la decisione di fare il singolo “Du Passao” con Entics, ad oggi ti possiamo confermare che probabilmente l’Italia non era pronta.

Dopo aver rilasciato diversi singoli su famigerate label, in seguito  ad importanti collaborazioni e brani inclusi anche su MAMACITA COMPILATION, venerdì 25 Settembre è uscito il vostro attesissimo “FAVELADOS” EP che include cinque singoli.
Come nasce questo mini – album? La scelta delle collaborazioni? 
Questo Ep nasce dall’esigenza di poter inserire la baile funk in maniera piu’ sostanziosa nei nostri dj set, in quanto le original brasiliani risultano ancora un pò difficili da digerire al pubblico italiano. Abbiamo cosi deciso di prendere 5 hit storiche, insieme a dei nostri amici, e rivisitarle in chiave Baile Funk sempre con quel tocco Smoothies che rende tutto un pò piu’ fluido.

Al momento  i party, i festival sono fermi e anche il mondo della notte è in seria difficoltà.
Oltre che con la musica, in che modo resterete sempre connessi con il vostro pubblico nel prossimo periodo senza eventi?
Siamo davveri tristi per questa situazione!! Noi Smoothies siamo animali da consolle, quindi stiamo risentendo tanto di questa situazione. Cercheremo di essere piu’ presenti possibili attraverso le release, ne abbiamo in programma davvero tante, stiamo producendo tutti i giorni dalla mattina alla sera per trovarci piu’ pronti che mai quando sara’ il momento. E a breve inizieremo una serie di dirette!


Progetti futuri? Siete già al lavoro per il 2021?
Si con la mente siamo gia alla prossima estate, sperando che vada tutto per il meglio!

Segui Smoothies
INSTAGRAM
FACEBOOK

L’artista italiano Michael C. approda sull’etichetta di Robin Schulz – Intervista

Conosco Michael C. da qualche anno e ho visto l’evolversi di diversi successi e oggi, con il suo ritorno da solista ha sorpreso tutti.
“Take Me Home” uscito su Mentalo Music, l’etichetta di Robin Schulz, è disponibile su tutti i digital stores e Youtube con il video ufficiale.
Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere! Buona lettura.

Musica, lifestyle e tanto altro.
Chi è Michael C. ? Tre aggettivi per descrivere il tuo nuovo progetto musicale?

Tre aggettivi mi chiedi?Faccio sempre fatica a parlare di me; Michael C. è un progetto molto personale, basato sui valori in cui credo: (onestà, determinazione, semplicità).

Un percorso ricco di musica, ricerca di nuove sonorità e collaborazioni.
Quanto ha inciso il tuo passato con il prodotto con cui hai deciso di tornare sulla scena?
Ho una frase che mi è rimasta in testa, non ricordo la fonte: “ La vita ha senso solo se vista all’indietro, ma va vissuta in avanti.” Le mie scelte del passato mi hanno portato dove sono ora, quindi non rimpiango nulla, è stato un percorso atto a scoprire chi sono realmente.
Ora l’obbiettivo è di riportare nella musica le mie emozioni e sensazioni più vere.

Quali sono gli artisti che ti influenzano maggiormente in questo ultimo periodo?
Con chi avresti il piacere di collaborare e perchè?
Nell’ultimo anno devo dare merito a Martin Garrix, ho ascoltato le sue ultime produzioni in maniera maniacale, ma poi in realtà nelle mie tracce cerco di ascoltare la mia voce interiore.
Non guardo generi musicali di tendenza o classifiche, produco ciò che in primis mi fa battere il cuore.
Attualmente, forse, mi piacerebbe dare un vocal indimenticabile alle mie tracce: One Republic o Tom Walker non mi dispiacerebbero. Troppo ambizioso, dici?

Dopo tanta attesa è finalmente  uscito il tuo nuovo e primo singolo che presenta Michael C. al grande pubblico italiano ed estero. “Take Me Home” rilasciato su Mentalo Music, label del grandissimo Robin Schulz, presenta sonorità  fresche e coinvolgenti. Complimenti! Com’è nato questo brano e qual è stata la tua reazione nel momento in cui hai avuto la conferma da Robin Schulz?
Innanzitutto grazie!! Apprezzo molto i tuoi complimenti.
Il brano è nato dopo un attenta analisi interiore, è stata in realtà l’esternazione dei miei sentimenti ed emozioni. Amo la natura, e la connessione che si crea con essa, per questo ho scelto Bali come meta per il video ufficiale. Nella mia testa avevo ben chiaro l’obbiettivo: Mood della canzone più posti da sogno avrebbero creato un viaggio mentale dentro ognuno di noi. L’intento iniziale era pubblicare da indipendente, con Robin Schulz è nato tutto da uno scambio casuale di messaggi su Instagram con un suo collaboratore.
Quando mi ha scritto: “ Hey Michael, Robin ama la tua traccia” ho iniziato a stropicciarmi gli occhi e pensare che fosse un fake. 😉
Invece NO! Era tutto vero, stavo realizzando un sogno.

Quanto pensi sia importante l’immagine e il modo in cui ti presenti al pubblico anche attraverso i social?
Non credo nella perfezione. Credo piuttosto che l’importante sia essere veri ed in linea con i propri ideali; e in base a questo creare contenuti inerenti al proprio essere, spontaneità e semplicità premiamo sempre!

Hai in programma altri singoli?
Al momento mi concentro sulla promo di “ TaKe Me Home”!!
Tempo qualche giorno e mi metterò al lavoro: ho già un’ispirazione.

Cosa ci si deve aspettare da Michael C.?
Non intrattenimento, ma musica per emozionare, per far breccia nel cuore delle persone.
Sapere che con la mia musica ho fatto del bene , a mio modo, alle persone, mi renderebbe estremamente felice.

SEGUI MICHAEL C.
INSTAGRAM

YOUTUBE
SPOTIFY