Intervista a Don Cash – Il flow energico del conduttore e rapper di Discoradio

Ho intervistato Don Cash, conduttore di Discoradio, rapper e autore italiano.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere in merito alle sue origini artistiche,
all’importanza della radio soprattutto negli ultimi periodi, alle mille responsabilità di essere uno speaker radiofonico e non solo.

Ciao Don Cash! Conduttore radio/tv, rapper e autore.
Quando hai avuto il primo approccio col rap e quando con la conduzione radio /tv?
Hai sempre coltivato in parallelo queste passioni che oggi rappresentano il tuo vero lavoro, in particolar modo nei panni di conduttore?
Ciao Andre! Sono quattro termini difficili e sicuramente in ognuno è nascosta una fetta del mio mondo e una vita a se stante. Sono passioni che ho sempre coltivato in parallelo, ma prima di tutto c’è stata la danza. Successivamente mi son dedicato al rap, ad esempio mentre facevo danza in sala, cantavo e provavo le canzoni che ballavo. Nel frattempo, studiando, ho approfondito anche altre discipline, prendendo lezioni di recitazione per capire i movimenti degli attori sul palco e al contempo ho iniziato a dare lezioni in un’accademia, in cui i miei allievi erano attori e cantanti a cui insegnavo a mantenere le corrette posture.  Lo studio è stato ed è importante, di fatti per avvicinarmi al mondo della radiofonia, ho iniziato a studiare con professionisti già avviati e cercando di dare sempre il mio meglio.
Quando ho iniziato a scrivere, ho studiato con autori, con personaggi di spicco e del panorama rap/hip hop internazionale, per arrivare a poter arrangiare un brano che avesse senso e non solo. Ora che mi ritrovo a lavorare tutti i giorni in radio, mi confronto col mostro di me stesso, cercando sempre di dare un pezzo di cuore in più e di poter lasciare il segno attraverso tutto quello che faccio e accompagnato dalla passione primaria: la musica.

Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ti hanno sempre trasmesso maggiori soddisfazioni?
Sicuramente una grande soddisfazione sono i live, il rapporto col pubblico e vedere l’evolversi delle generazioni  nelle discoteche. Ad oggi riscopriamo una terza generazione in cui padri e figli probabilmente vanno insieme nei locali e sono accumunati da una musica che è trasversale. La fortuna che ho ad esempio attraverso Discoradio, è di poter mandare in onda le hit di un tempo, che hanno lo stesso sound delle hit di oggi, che vanno di pari passo alle hit di artisti Hip Hop italiani ed esteri, apprezzate da più generazioni.

Circa un anno fa sei entrato nella grande famiglia di Discoradio e hai intrapreso questa nuova avventura.  Com’è andata la diretta della prima puntata del tuo programma?
Come procede il percorso con questo nuovo team? Raccontaci!
La prima puntata è stato segno di grande responsabilità, arrivando da un altro network e sapendo che nei miei confronti ci fossero grandi aspettative. E’ stata la prima volta in cui di fronte a me non avevo un regista ma una macchina da gestire in autonomia e da comandare con le mie mani, oltre a dover parlare al microfono ed intrattenere, lanciare basi su cui parlare, rappare su intro e coda dei brani, senza dover dimenticare orari, contatti e info da comunicare al contempo.
Grande paura e pressione, che poi si è trasformata nella mia cifra stilistica, ovvero l’idea di introdurre e concludere i brani rappando, accompagnato da talk veloci e tanto altro che mi caratterizza.

Nel mondo della conduzione radiofonica è importante tenere in ottima compagnia gli ascoltatori che si trovano in auto, a casa, in pausa in ufficio, in azienda o in palestra.  Stiamo trascorrendo un momento delicato nella nostra vita, la musica non si ferma e la radio resta un mezzo fondamentale, non solo per gli aggiornamenti quotidiani, ma anche per strappare un sorriso a tutti noi chiusi in casa.  
Anche questa è una grande responsabilità.  In questo periodo quali sono le difficoltà  che riscontra anche una radio?
Si, lavorare in radio, come già accennato, è sempre una grandissima responsabilità, perchè anche sbagliando una parola o un titolo, stai pur tranquillo che qualcuno te lo fa notare ad esempio sui social, idem per ipotetiche pronunce in lingua inglese, sbagliare date ed esprimere vari pensieri.
In queste settimane, più che mai, la responsabilità è triplice in quanto bisogna comunicare aggiornamenti, tenere compagnia  senza stressare l’ascoltatore e in un momento come questo, se si sorride troppo si rischia di passare per un giullare di corte o di infastidire. Quindi bisogna mantenere un livello di concentrazione, che per la durata di tre ore diventa difficoltoso, ma c’è dietro una grande passione e quando ricevi determinati messaggi di supporto, ringraziamenti da parte di persone che ti aprono la porta di casa o la portiera della macchina, accogliendoti nella loro quotidianità, a me resta il “compito” di informare e intrattenere nel migliori dei modi.  E’ talmente appagante che ogni sacrificio viene ripagato in un istante, con un sorriso, con un messaggio, con un audio whatsapp, con un bambino che canta la sua canzone preferita o con un professionista che dopo ore di lavoro, svolta la sua giornata e il suo umore ascoltando il tuo programma.

Cosa ascolta Don Cash nella sua quotidianità?
 Ascolto di tutto, dalla Salsa, Combo, Latin, Jazz, tanto Soul e Blues, cantanti e musicisti del passato, amo ad esempio Ray Charles, Nina Simone, Etta James e i contemporanei.
Per me è importante essere sempre sul pezzo, quindi ascolto tanto rap italiano, che mi serve moltissimo anche vista la realtà di “Real Talk“, per restare aggiornato sulla new wave, sugli ultimi termini della street culture, sulle tendenze o su quello che non va più di “moda”.
Non si può restare indietro e non aggiornati nemmeno per un giorno. I ragazzi di oggi attraverso il web e non solo, sono talmente veloci nelle scelte e nei pensieri,  che per essere un leader in radio, nel web o nella vita in generale, bisogna essere sempre un passo avanti e seguire a parer mio le prime tre regole dell’Hip Hop, “Ringrazia il passato e impara, sii originale e porta in giro l’amore”. Se le becchi tutte e tre, probabilmente riesci ad emergere come buon personaggio da seguire.

Ci sono progetti in vista appena migliorerà questa situazione? Qualche spoiler in esclusiva?
Lavori  in vista c’è ne sono tanti, sia radiofonicamente che a livello musicale per quanto riguarda la figura di Don Cash. In radio ci sono tanti progetti legati al mondo del web, che come ho spoilerato in precedenza, unisce  due realtà molto grandi come ad esempio Discoradio e Real Talk, istituzione nel mondo Hip Hop che riconosce e lancia nuovi talenti.
Ci sono novità che hanno a che fare anche con i social e il mondo della tv. Restate sul pezzo!

“Siate la versione migliore di voi stessi, sempre e dovunque.
Siate l’esempio da seguire e il resto verrà da se”.

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A tu per tu con la dj più amata dalla scena LGBTQ – INTERVISTA A MILLA DE LA SOUL

Senza filtri, Milla De La Soul, una delle deejay più richieste e amate dalla scena LGBTQ italiana, internazionale e non solo, ha risposto a qualche domanda in merito al suo percorso artistico, al rapporto con Le Strulle, trio di cui fa parte da sempre e tutte le migliori avventure trascorse ad oggi.

Buona lettura!

Ciao Milla, benvenuta su andre1blog! Tre aggettivi per descrivere al meglio il tuo progetto artistico?
Ciao! Direi “sfacciato”, perchè non mi sono mai curata più di tanto dei limiti musicali dettati dalle mode. “Impetuoso”, in quanto cerco di trasmettere la forza incontrollabile che provo in consolle. “Emancipato”, perchè vivo come se fossi un’amazzone.

 Sei ormai una delle deejay più richieste nella scena LGBTQ italiana, internazionale e non solo. Ma tornando al 2007, dopo aver fatto parte di rock bands come bassista, decidi di intraprendere il tuo percorso da DJ. In che modo ti sei avvicinata al mondo della notte? Quando ha deciso di approcciarti alla consolle?
Quando mi sono resa conto del fatto che non avrei avuto l’autostima necessaria per diventare una rock star. Da dj invece, sono più a mio agio. Forse perchè la consolle pone la distanza necessaria tra me e il pubblico, per farmi dimenticare le insicurezze e concentrarmi sulla musica. Un musicista sta lì, nudo. La consolle in qualche modo ti “veste” di tante cose.

Dodici anni dalla nascita del trio Strulle di cui fai parte. Dal Cocoricó di Riccione al Girlie Circuit di Barcellona, in consolle con alle spalle oltre 1500 party e suonato con i più grandi al mondo della scena Edm tra cui Afrojack, Martin Garrix, Axwell, Ingrosso per citarne alcuni. Che compagne di viaggio sono Rrose e T ? Iniziando nel 2007 con i primi party friendly a Ferrara, avete raggiunto traguardi importantissimi ad oggi. Qual era inizialmente il vostro obiettivo e qual è stato il primo Pride a cui avete partecipato come ospiti?
L’obiettivo del 2007 era lo stesso di oggi: essere un riferimento per la comunità lesbica. Dare visibilità. E portare la nostra idea di clubbing, che vede le donne al comando.
Ti posso assicurare che è un altro pianeta rispetto alle classiche discoteche. Abbiamo gusti musicali che variano dal rock, ai latini, passando per la techno e la goa.
E soprattutto ci mettiamo la minigonna e i tacchi, solo se ci va, non perchè deve essere così.
Il primo pride come ospiti fu a Bologna nel 2012.
Non ci esibimmo durante la parata, ma alla festa ufficiale al Pala Nord, un posto immenso. C’erano 10000 persone in pista.

Quanto è importante rappresentare la comunità LGBTQ nel mondo del djing?
Siamo in pochi a farlo dichiaratamente con i media e sui social. È fondamentale, perchè i giovani ci guardano ed hanno bisogno di sapere che possono vivere la loro vita come meglio credono. E non solo in discoteca. Io sono lesbica, lavoro ed ho una vita normalissima.
E chi non condivide il mio modo di essere, si deve allontanare.

«Nella storia della musica moderna molte realtà musicali sono nate negli ambienti LGBT. Far parte di un mondo così disinibito ti porta a sperimentare più facilmente nuovi generi».Quest’ultima è una citazione estratta da una tua intervista uscita lo scorso Maggio su Billboard Italia.
Quali sono le realtà LGBT italiane in cui suoni maggiormente? Qual è l’atmosfera che si crea quando arrivi in consolle?  

Il Cassero di Bologna, locale in cui suono da 11 anni, ha visto nascere Mahmood, Myss Keta ed una marea di attori, dj e ballerini famosissimi. Il Tunga di Rimini è follia allo stato puro.
Solo per citarne un paio. Sono realtà nelle quali non c’è nessuna differenza sociale, sessuale o di genere. Ed inevitabilmente si respira aria di libertà a 360°, perchè tutti se ne fregano di qualsiasi cosa.

La scorsa estate e non solo, hai anche suonato in diverse località italiane in collaborazione con Radio Deejay per il Deejay Time.  Racconta brevemente com’è andata questa esperienza!
Ero la dj addetta agli open set del Deejay Time (Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso).
Sono stata in tournè nelle piazze e nei festival più importanti di tutta Italia. Ogni sera avevo un pubblico che variava dalle 5000 alle 20000 persone. È stata l’esperienza più importante della mia vita. Rapportarmi quotidianamente a loro quattro e a tutto l’entourage di 2stars
(agenzia di Sergio Velludo con esperienza quarantennale) è stato impressionante.

Cosa ci si deve aspettare ad una serata con ospite Milla De La Soul?
Mentre ad un party con Le Strulle?
Il mio dj set va dalla tech – house alla goa. Nel senso che le basi delle canzoni che suono tendono ad essere molto internazionali, non è la solita dance italiana, anche se mi piace suonare i mash-up con i cantati in italiano. Con Le Strulle il dj set a volte dura anche quattro ore, quindi il range dei generi musicali è molto più ampio. In consolle siamo tre sceme, ci divertiamo molto insieme e col pubblico col quale cerchiamo di interagire più che possiamo.

Sorprenderai il tuo pubblico dedicandoti anche alla produzione di tuoi brani ufficiali? Durante i set suono sempre i miei edit e i miei mash-up.
Ma sto cucinando qualcosa di diverso dal solito.

Dove suonerai nelle prossime settimane? Cosa bolle in pentola per questo 2020?
Nelle prossime settimane continuerò la programmazione invernale delle Strulle che si svolgerà all’Altromondo Studios di Rimini con il Tunga, al Cassero di Bologna, all’Enjoy di Grosseto, al Piper di Verona e in tanti altri posti sparsi per la penisola.
Inoltre fino a Maggio sarò al Numa di Bologna con Like a Star, un talent con cui collaboro come coach e giudice.
Nel mio profilo instagram potete trovare gli aggiornamenti di tutto il 2020, probabilmente ci sarà anche una tournè all’estero.

Ciao Milla! Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo per questo nuovo anno!

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JOE C: “La mia musica non ha limiti” – INTERVISTA

Ho avuto il piacere di  intervistare il giovane dj/producer electro italiano,  Joe C.
Scopriamo insieme la sua storia, il presente e futuro artistico ricco di progetti e news! 

Buona lettura.

Quando hai deciso di intraprendere il tuo progetto musicale?
Tutto è iniziato nel 2003 all’età di sei anni e si può dire che la musica mi ha salvato la vita.
Dopo quattro anni di studio e tantissima pratica con i giradischi di mio padre che avevo in garage, all’età di dieci anni mi sono esibito per la prima volta aprendo il dj set di Cristian Marchi in un noto locale di Napoli, sensazione indescrivibile.

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Quali sono state, se presenti, le difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso, prima di posizionarti nella scena?
Se ci sono state non me ne sono accorto, ho sempre fatto parlare i fatti.

Chi sono i tre artisti italiani o internazionali che ti influenzano maggiormente? Con chi avresti il piacere di collaborare?
Gli artisti che mi influenzano maggiormente sono Roger Sanchez, per quanto riguarda tecnica e creatività; Alesso, per quanto riguarda lo stile e Merk & Kremont perchè rappresentano l’Italia nel mondo.
Se dovessi scegliere un’artista con cui collaborare, sceglierei sicuramente David Guetta, non si smentisce mai.

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Recentemente hai pubblicato un tuo live set su Facebook, in cui suoni ben trentasette tracce in tre minuti. Che bomba! Come si presenta una serata con Special Guest Joe C?  Che rapporto hai con il dancefloor? Che emozioni provi quando sali in console?
Nei miei set una componente fondamentale è creare dei diversi momenti.
Il momento per cantare, del ballo sfrenato e la parte più emozionante, fino ad arrivare al pianto.
Ho un rapporto bellissimo col mio pubblico, alla fine dei miei set mi fa sempre piacere rimanere a scambiare due chiacchiere o scattare foto con loro, mi hanno sempre dato tanto e gli porto molto rispetto.
Le emozioni che si provano in consolle non le si possono esprimere, è come fare l’amore con la ragazza che ami.

NEW RECORD +++ JOE C mixing 37 SONGS in 3 MINUTES !!! +++

Days ago i saw a video of Gabry Ponte where he mixed 32 songs in 3 MINUTES… and i decided to challenge him mixing 37 songs. Peace <3 +++ Thanks Narcos Original Brand, Excape, Pioneer Italia, Pioneer DJExclusive Worldwide Management & Booking: info@alchimygroup.comExclusive Asia Booking: info@karmatalent.in

Slået op af Joe C i Fredag den 15. december 2017

Com’è stato il tuo scorso anno?
Il più bello di sempre. E stato un anno fantastico, durante le mie serate, i miei viaggi ho avuto modo di conoscere un sacco di persone positive, un sacco di persone che mi hanno lasciato tanto ,gente da tutto il mondo.

La mia musica ho capito che non ha limiti, questa per me e una grande soddisfazione. Tutto questo mi da la voglia, la forza di andare avanti e di fare sempre nuove cose. 

Cosa bolle in pentola nel 2018? Hai qualche news da comunicare in esclusiva a chi ti segue? Dove avremo il piacere di ascoltarti nelle prossime settimane?
Sto lavorando al mio primo disco che penso sarà pronto prima dell’estate ma non posso dirvi ancora nulla.

Per quanto riguarda il tour invernale, Venerdi 12 sarò al Touch Club di Sassari in Sardegna e  Sabato 13 al Piper Club di Roma.

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Grazie Joe C per questa chiacchierata!
In bocca al lupo.

PANDASS: “Pronti per il nuovo singolo?” – INTERVISTA

Ho intervistato il duo electro italiano PANDASS, molto particolare ed originale, che ha preferito far emergere la sua musica, senza svelare i  volti  che hanno dato vita al progetto.
La maschera che caratterizza il duo ha le sembianze di un Panda, animale conosciuto per la sua tenerezza… ma non è proprio questo il caso!
Di fatti, come i panda, i due Dj vivono principalmente di notte, sempre pronti in console per travolgere il pubblico con il loro sound, energia e unicità.


Buona lettura!

Domanda di rito! Tre aggettivi per descrivere al meglio PANDASS?
Determinati, perché sappiamo che bisogna esserlo per vivere in questo mondo. “Casinisti”, in tutti i sensi, chi ci conosce potrà sicuramente confermartelo.
“Cazzuti”, questa te la spieghiamo dopo.

Quali sono le origini del vostro duo e del nome d’arte? Quando avete intrapreso questo progetto insieme?
Suoniamo da tanti anni nella nostra città, ci siamo ritrovati a dover spesso condividere la consolle per i vari eventi organizzati nella nostra Livorno.
Con il passare del tempo si è instaurato così un rapporto di grande amicizia, che è il motore che ancora ci tiene legati, più della musica.
Dopo varie idee ci siamo detti: “cambiamo tutto per ripartire da zero!”.
Volevamo ricominciare in tutti i sensi, cercavamo qualcosa di impatto e la scelta è ricaduta sulla maschera del panda.
Ad ottobre 2016 è nato quindi, dalla fusione tra “panda” e “badass” termine inglese che sta per “cazzuto, figo”, il progetto “PANDASS” che si presenta sul palco per la prima volta proprio nella notte di Halloween 2016 a Livorno.

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Prosegue il tour per tutta Italia. Come si presenta un vostro set? Che rapporto avete con il pubblico?
Il nostro personaggio mira ad interagire con il pubblico facendolo divertire il più possibile…cerchiamo di coinvolgere le persone durante tutto il set e riscontri sono ottimi!
Per quanto concerne la musica abbiamo un set che varia tanti stili e generi musicali, siamo legati in particolar modo all’edm/commerciale o alla bounce, ma, pur avendo un set inquadrato, non ci poniamo limiti, il vero protagonista è il pubblico e la nostra priorità è quella di esprimere sempre noi stessi e metterci del nostro, ma il pubblico deve divertirsi, sempre!

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 Quali sono gli artisti che vi influenzano maggiormente nelle vostre produzioni e quelli che non mancano mai nella vostra tracklist?
La lista sarebbe troppo lunga per elencarli tutti! Diciamo che abbiamo influenze sia a livello internazionale che nazionale, ci piace mettere pezzi conosciuti ma anche qualcosa di più ricercato. Solitamente (per quanto riguarda artisti nazionali) non manca mai qualche lavoro del nostro amico Rudeejay e Jack Mazzoni, sono due artisti che svolgono al top il loro lavoro. Abbiamo sicuramente un debole per Timmy Trumpet o Tujamo, ma soprattutto non può mancare qualcosa di nostro! Ad esempio Sax tape, il nostro ultimo singolo, ormai è obbligatorio, tra l’altro dobbiamo riconoscere che al pubblico piace davvero tanto e di questo ne siamo molto orgogliosi.

Il 2018 è un anno ricco di novità per il duo PANDASS. Avete qualche news da anticipare in esclusiva per i vostri fan?
Hai detto proprio bene Andrea, novità c’è ne sono e arriveranno prestissimo!
Qualche anticipazione la diamo ragazzi, che dite?
Siamo fieri di annunciarvi che stiamo ultimando un nuovo singolo e un nuovo video, la nostra idea è farlo uscire nel giro di un paio di mesi. Secondo noi spaccherà, è un pezzo su cui puntiamo tutto! Oltre a tutto ciò dovrebbero arrivare presto nuove date con Musiche Metropolitane, che ci teniamo a ringraziare per tutto il lavoro che sta facendo con noi, in attesa dell’estate 2018.

Dove avremo il piacere di incontrarvi nelle prossime settimane?
Il 23 marzo saremo a Pistoia all’ “H2NO”, poi avremo un paio di date in quel di Livorno e ad aprile saremo a Siena, ma per rimanere aggiornati potete seguirci su Facebook o Instagram.

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DEASI: “Sunrise è il mio nuovo singolo” – INTERVISTA

 Chi è Cristian De Iasi in arte DEASI? Quando ti sei avvicinato al mondo del djiing e della produzione?
Sono dj/producer di 21 anni e mi sono presentato sulla scena con il mio progetto a cui tengo davvero tanto.
Mi sono approcciato al mondo della notte molto presto, avevo circa tredici anni quando ho iniziato a suonare nei piccoli club della mia città e pensa che non arrivavo neanche alla console per quanto ero basso (ride).
Sono un amante della vera progressive house e grazie a questo favoloso genere e al mio caro amico e mentore David De Rossi , mi sono avvicinato pian piano al mondo della produzione, frequentando i primi corsi nel suo studio e seguendo i suoi importantissimi consigli.

 Quali sono gli artisti della scena italiana e internazionale che ti hanno influenzato maggiormente? Con chi avresti il piacere di collaborare?
Gli artisti che maggiormente mi hanno influenzato, soprattutto agli inizi sono stati: Armin Van Buuren, Eric Prydz e gli Swedish House Mafia.
Per quanto riguarda artisti italiani che apprezzo e che in un certo senso mi hanno influenzato e che seguo costantemente sono Giuseppe Ottaviani , Congorock, il mitico Benny Benassi e Merk & Kremont, che nel panorama internazionale si stanno facendo apprezzare moltissimo.
Non nego che un giorno mi piacerebbe collaborare con Armin van Buuren (è un dio per me), ma attualmente sto seguendo molto Shapov, sta andando forte e si sta facendo apprezzare nel mondo. Il suo stile si avvicina molto al mio, chissà…

Sei un artista supportato da diversi produttori tra cui  FTampa, DADDY’S GROOVE, DJ’s FROM MARS, Luca Testa, Lumberjack e altri. Come ci si sente avere il sostegno di artisti di questo calibro?
Apprezzo molto che artisti di questo calibro abbiano supportato i miei lavori nei loro set o nei loro radioshow, è un piccolo traguardo per me e rappresenta una grande soddisfazione per tutto il lavoro fatto in studio.
Molti sono davvero umili, mi danno consigli e continuano a darmeli.
L’umiltà è un fattore importante in questo campo, non tutti sono così.

Come si presenta un dj set di DEASI? Quali sono i brani che non mancano mai all’interno di un tuo set?
[
Ascolta il suo episodio di Wiki Mix > https://goo.gl/vKfh7R ]
Il set di DEASI è un set puramente energico da inizio a fine, con accenni progressive, groovy e tribal.
Amo vedere il pubblico scatenarsi e godersi la serata con la mia musica, lo vedo doveroso perché non posso deludere.
I brani che suono sempre nei miei set sono un mio re-edit di Spacemen a cui tengo molto in quanto è stato uno dei miei primi lavori, poi ho la mie “due chicche”..io le definisco così, e sono un mio bootleg di Leave the world behind degli SHM ed un mashup di Pjanoo.
Per le chiusure scelgo sempre dei brani che creino delle emozioni particolari in me e soprattutto nella folla, di solito mi piace chiudere un mio set con Opus di Eric Prydz (un viaggio amici miei).

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Qual è il tuo parere in merito alla scena electro italiana? Cambieresti qualcosa?
Gran bella domanda Andre! A parer mio la scena Electro italiana ancora non riesce ad emergere come potrebbe e come dovrebbe.
Abbiamo tanti talenti , nulla da invidiare alla scuola olandese.
Ci sono tanti artisti italiani molto apprezzati all’estero, ma poco considerati qui in Italia.  Non so quale sia il problema di fondo reale, ma quello che posso dire è che c’è poco dialogo, tanta competizione e poca collaborazione tra emergenti, cosa del tutto diversa in Olanda per esempio. In realtà cambierei poco, c’è poco da cambiare, ricordiamoci che negli anni ’90 la scuola italiana era la regina della musica elettronica e non era di certo un caso.

Dopo “SO LOUD”, “TELEPORT”, “DAM” e “VOICES”, ieri è uscito “SUNRISE”, il tuo nuovo singolo in collaborazione con EMME, per Black Bird Recordings. Com’è nata questa collaborazione? Qual è la tua alba ideale?
La collaborazione con Emme è nata per gioco diversi mesi fa. Era da tempo che programmavo una collaborazione con lei, poi una sera ci siamo incontrati nella mia città (Viterbo) e tra una birra e un’ altra ecco l’ispirazione.. il giorno dopo eravamo in studio a lavorare. Oltre che un’amica, la reputo una grande professionista.
E’ un piacere presentare oggi questo nostro lavoro.
L’alba per me rappresenta un qualcosa di magico, l’inizio di un nuovo giorno o semplicemente la fine di una nottata da ricordare.. sta a noi ad interpretarla! 

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Ascolta e scarica “Sunrise”

Buon ascolto!

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Intervista a Jamis – In viaggio verso Tomorrowland 2018

Ho intervistato il dj/producer italiano Jamis, in vista della sua partenza verso il festival più importante della musica elettronica.
Il 29 Luglio farà ballare il pubblico del Tomorrowland con la sua musica energica e il suo set unico.

Buona lettura!

Tre aggettivi per descrivere Jamis.
Paulo Coelho diceva:
” Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.”
Questa frase penso racchiuda un po’ tutto il mio amore verso la musica e al mio progetto. 

Quando ti sei avvicinato al djing e alla produzione?
Sono sempre stato un amante della musica da discoteca e a quindici anni ho avuto la fortuna di poter iniziare a lavorare in una delle discoteche della mia zone in Toscana, mentre l’amore per il lato della produzione è sbocciato verso i 21/22 anni.

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Nel tuo percorso hai vissuto importanti avventure.
Quali sono le più grandi soddisfazioni della tua carriera?
Ma più che avventure, sono gli avvenimenti che hanno segnato il mio percorso, ricordo sempre con tanta emozione tutti gli step che ho fatto in questi tredici anni.
Partendo da un locale “dove tutt’ora suono” il PALAGIO CLUB, fino ad arrivare al Tour in America o al Tomorrowland il 29 Luglio 2018. 

Hai collaborato con rilevanti etichette come “Smash the House”, “Panda Funk”, “Area 94”, “D:vision” e sei supportato da artisti del calibro di Armin Van Buuren, Axwell & Ingrosso, David Guetta, Dimitri Vegas & Like Mike, Martin Garrix, Nervo, Bob Sinclar, Fatboy Slim, Gregor Salto DVBBS, W&W, Nicky Romero, Afrojack, Fedde Le Grand, Benny Benassi e molti altri.
Come ci si sente ad avere il sostegno da parte di questi artisti della scena internazionale?
Incredulo, ma consapevole che è stato il frutto di tutto lo sforzo, l’impegno e il tempo trascorso in studio a produrre.

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Come si presenta un tuo dj set?
Quali sono gli artisti che non devono mai mancare nella tua tracklist?
Sono del pensiero che un set deve saper emozionare e divertire, cerco sempre di stare su delle sonorità che rispecchino il mio mood nelle produzioni.
Gli artisti invece sono: Dimitri Vegas & Like Mike, Garmiani, Sunnery James & Ryan Marciano

A Giugno 2017 è uscita “Renegade Master”, la tua prima traccia su Smash The House, che ha ricevuto oltre 1.5 milioni di play web ed è stato uno dei dischi più suonati ai festival Tomorrowland e Ultra Europe.
Il 29 Luglio 2018
sarai tu a suonare al festival più importante della musica elettronica.
In che modo ti stai preparando al Tomorrowland 2018?
Cerco di non pensarci troppo (ride), anche se adesso avvicinandosi al giorno,  l’emozione e la tensione iniziano a salire. 

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Qual è stata la tua reazione di fronte alla grandissima notizia?
Ero in studio, stavo lavorando a delle nuove track per Smash The House, mi arrivò questo messaggio e credo che la mia faccia cambiò diverse espressioni nel giro di pochi minuti.
 Poi chiamai subito il mio manager e gli comunicai subito la notizia!
Ero felicissimo!


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Alessandro Fontana – Intervista in vista del nuovo singolo “Love Bites”

Ho avuto il piacere di fare qualche domanda al dj/producer italiano Alessandro Fontana, in vista del suo nuovo singolo “Love Bites”, in uscita il 28 Settembre con il supporto di Reload Music & Sony Music Italy.

Buona lettura!

Chi è Alessandro Fontana?
Presentati ai lettori di andre1blog!
Ciao a tutti ! Alessandro  è un ragazzo di ventidue anni, studente al conservatorio di Avellino nell’indirizzo di musica elettronica, che produce musica e ha la fortuna di suonare in diversi club italiani.

Quando ti sei approcciato al mondo del djing e della produzione?
Sin da piccolino mi divertivo a realizzare dei podcast nelle “cassetine” con un piccolo stereo con cui avevo la possibilità di parlare anche sopra come “speaker”.
Nel 2009/2010  ho iniziato ad approcciarmi verso il mondo della musica elettronica e del djing.
Piano piano, con anche dei sacrifici economici, sono riuscito a comprarmi ciò di cui avevo bisogno e ho iniziato a sperimentare .
Al mondo della produzione mi ci sono approcciato in maniera naturale, perché volevo  far conoscere la MIA musica. Con i primi software ho iniziato ad arrangiare qualcosa;
Circa quattro anni fa iniziai a ricevere alcuni feedback positivi da parte di alcuni artisti importanti e che mi hanno dato un motivo in più nel continuare, migliorando giorno dopo giorno. 

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Quali sono state fino ad ora le tue soddisfazioni più grandi in ambito artistico?
Se possiamo fare una classifica al primo posto direi che la più grossa soddisfazione si è presentata questa estate al Parco Archeologico di Selinunte in Sicilia, dove insieme ad un caro amico Fabio De Vivo, ho avuto l’onore di aprire il concerto di Martin Garrix & Sean Paul! Emozione unica!
Sempre quest’anno ho avuto la possibilità di fare la mia prima data estera, nella città di Lodz in Polonia.
Non dimentico  il djset al Piper Club di Roma e al Mates Festival di Napoli nel second stage che ha visto come ospiti AXWELL & INGROSSO.

Soddisfazioni a livello discografico nell’ultimo periodo sono state la possibilità di uscire con un singolo ufficiale ed essere remixato da un artista che è arrivato a suonare al TOMORROWLAND ovvero il mio amicone JAMIS, ricevere supporti da parte di artisti che seguo da sempre quali Rudeejay, Provenzano, DJS FROM MARS e tanti altri.

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Come si presenta un tuo dj set?
Spesso quando sono in studio  vado a cercare dei discorsi di pochi secondi che mi piacciono e che mi provochino emozioni.
Ad ogni inizio di un mio dj set cerco di proporre questi intro con la speranza che il pubblico ascolti attentamente prima di iniziare a Saltare!

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente durante il tuo percorso?
Sembra banale… ma il mio idolo sin dall’inizio è AVICII.
Credo sia uno dei pochi che è stato in grado di farsi riconoscere con un sound personale. Seguo molto EDX, Paul Kalkbrenner, Nora en Pure, CAZZETTE, Nicky Romero, Daddy’s Groove; mi piace ascoltare vari generi in modo tale da poter prendere spunto da ognuno di loro.

 Il 28 Settembre uscirà il tuo singolo “Love Bites” con il supporto di Reload Music & Sony Music Italy, disponibile su tutti i digital store e Spotify.
Cosa ci si deve aspettare da questo brano? Quali emozioni vuoi trasmettere agli ascoltatori?
Qualche anteprima esclusiva in merito alle sonorità e al sound?
Ho cercato di creare qualcosa sia da radio ma allo stesso tempo da club.
Love Bites è nato dalla voglia di fare un disco con una sola voce femminile, e ci tengo a ringraziare la cantante SARA ( del duo THE HOOPA ). E’ un disco caratterizzato da alcune sonorità semplici come un piano, ma allo stesso tempo sonorità elaborate tramite qualche synth.
Il lavoro si è concluso in pochi giorni, dato che ogni volta che ci lavoravo ero contento di ciò che stavo realizzando. Devo ringraziare soprattutto il mio caro amico DAVOL dello studio MasteringService, che ha portato il disco ad un livello maggiore.

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In seguito a questa nuova release, cosa bolle in pentola? Dobbiamo prepararci ad altre novità scoppiettanti?
Ci sono tante novità in arrivo! Stay tuned! 🙂

Dove avremo il piacere di venire ad ascoltarti live prossimamente?
Da ottobre sarà in giro per l’italia tra Roma, Pisa, Napoli, Asti etc etc..
Le date le troverete tutte sui miei social. Vi aspetto!

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Determinazione, talento e follia – Intervista a Jarrow

In seguito all’uscita del suo nuovo singolo “Any Care” , ho avuto il piacere di intervistare Jarrow, dj/producer italiano che giorno dopo giorno si sta facendo spazio nella scena.

Buona lettura!

Chi è Jarrow? Quando ti sei approcciato per la prima volta alla consolle?
Il progetto iniziale nasce circa quattro anni fa come duo assieme ad un altro Dj, ci chiamavamo ‘’Jawell & Jarrow’’  e per una serie di motivi legati a scelte e idee musicali diverse, decidemmo di dividere le strade.
Ricordo ancora la prima volta in consolle quando suonavo ad eventi privati o durante l’apertura di piccoli locali.. Inizialmente nessuno credeva in me, mai avrei pensato di poter fare un Tour in giro per l’Italia e finire addirittura come HeadLiner ad un festival durante l’Ultra Europe in Croazia.

Domanda di rito: Tre aggettivi per descrivere il tuo progetto artistico?
‘’Folle’’ per una serie di decisioni prese durante il mio percorso che tutt’ora sono contento di aver intrapreso.
‘’Determinato’’ perchè mi sveglio ogni giorno con la determinazione di voler crescere in questo settore.
‘’Impegnativo’’ in quanto dietro ogni cosa fatta bene, c’è sempre del duro lavoro.

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 Quali sono gli aspetti che ti hanno spinto ad avvicinarti al mondo della notte?
Direi in primis la musica in generale, che ascolto dalla mattina alla sera. 
Quindi mi piacerebbe trovarmi a contatto con essa H 24,questo è il motivo principale per cui ho deciso di intraprendere questa carriera.
La voglia di far conoscere a tutti le mie produzioni e credo non abbia prezzo sentire la gente urlare il tuo nome o cantare\ballare qualcosa che hai composto tu.

Le esperienze più significative che hanno caratterizzato il tuo percorso fino ad oggi?
Senza dubbi la mia prima serata fuori dalla Campania (Regione in cui sono nato).
Precisamente il 16 Aprile 2016 all’Alcatraz di Milano.
Ancora ricordo le gambe tremanti, l’ansia da prestazione e la splendida serata che ho passato lì in consolle.
Il mio primo festival in Italia a Rimini nello stesso anno, in uno degli stage principali della ‘’Molo Street Parade’’ che ha contato complessivamente 200.000 presenze.
Sono tutte esperienze che ti segnano positivamente e che porterò con me per sempre!

Come si presenta un tuo dj set? Cosa ci si deve aspettare ad un party con ospite JARROW?
Nei miei set bisogna aspettarsi di tutto, poichè mi piace variare di genere e sorprendere la gente passando dei brani  che solitamente  vengono ‘’scartate’’, ovviamente rielaborate a modo mio.
Non sono il classico dj che segue gli schemi presentando un set ‘’comune’’.

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 Il 15 Febbraio è uscito “ANY CARE”, il tuo nuovo singolo feat. Roxanne con video ufficiale!
Presenta il tuo ultimo brano e racconta com’è nata la collaborazione con Roxanne.
Come sta andando la release?
Si esatto! Sono molto contento dell’uscita, sta girando varie parti del mondo e sto ricevendo molti feedback positivi da diversi paesi.
Roxanne è una mia amica, la collaborazione è nata quasi per ‘’gioco’’ e abbiamo deciso di  fare una ‘’collaborazione a distanza’’ ( lei vive alle Canarie).
Non è stata una vera e propria è passeggiata, ma alla fine sono molto contento del risultato ottenuto e credo sia lo stesso per lei.

Altre novità in arrivo? Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi?
Sicuramente un sacco di licenze per “Any Care” da parte di varie label in tutto il mondo.
A breve rilascerò altri brani, per il momento posso dirvi solo questo.
Vi consiglio di restare aggiornati sui miei canali per scoprire tutte le news!

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You Tube

Determinata, ambiziosa e in tour nel mondo – Intervista a Georgia Mos

Ho avuto il piacere di intervistare GEORGIA MOS, dj/producer italiana costantemente in tour nel mondo ed  è una delle TOP 10 DJ donne per il Magazine DJaneMag!
Ricordiamo il suo esordio grazie alla partecipazione al programma televisivo di Italia 1, TOP DJ nel 2016, ma da quella esperienza, il suo è stato un percorso esclusivamente in ascesa a livello internazionale e che le ha permesso di suonare nei club più importanti d’Italia, Francia, Albania, Spagna e non solo.
Georgia Mos nel 2017 e 2018 raggiunge anche l’India, Nepal e Cina con un tour di 20 date e viene premiata come “Best New Comer Djane” nella classifica di Djane Mag mondiale.
Nel Marzo 2018 esce la sua prima  release “Tan Bueno” su Sosumi Record presentata direttamente a Miami durante la Winter Music Conference, mentre nel 2019 pubblica “See the light” (Sirup Music Record) e “Maya” su Total Freedom Recordings, tracce  che le permettono di esibirsi in nuovi paesi come l’Indonesia, Croazia, Scozia e China.

Buona lettura!

Il canto e la danza classica/moderna tra le tue passioni sin da piccolissima.
Quando e cosa ti ha spinto ad approcciarti al mondo della notte e del djing?
Si esatto ho iniziato a studiare canto e musica in dall’eta di 6 anni. Tra le mie passioni c’era anche la danza . La mia giornata “tipo” era : scuola, corso di canto, danza e la sera fare i compiti!
Il mondo del djing è arrivato un po’ dopo, circa 6 anni fa mi sono trasferita a Londra e proprio in questa città mi sono appassionata di musica elettronica e di djing .
Ho iniziato quindi a studiare produzione musicale e fare dei corsi. Poco dopo ho iniziato ad esibirmi come resident in alcuni club, non è stato facile ma sono stata completamente rapita da questo mondo.

Ricordi com’è andata la prima volta che hai suonato in un club?
La primissima volta ero molto emozionata ( ovviamente cantando da anni e avendo partecipato a diversi spettacoli ero abituata a stare di fronte ad un pubblico) però l’emozione e l’adrenalina non passa mai ed è una sensazione meravigliosa che ti tiene costantemente viva!

Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni ottenute dal 2015 ad oggi?
Sicuramente aver suonato in posti  e Paesi incredibili dove non avrei nemmeno immaginato di arrivare come la Cina, l’indonesia, U.s.a,  l’India o il Nepal.

Hai suonato in America, in Cina, in India, in Spagna e in altre meravigliose città del mondo.
Quali sono generalmente le reazioni da parte del pubblico? E le tue emozioni?
Soprattutto in questi posti appena citati le reazioni sono meravigliose, loro amano il mondo occidentale, adorano la nostra musica e tutto ciò che per loro è considerato “nuovo”. Soprattutto in Cina hanno un’accoglienza estasiante, più volte mi hanno aspettata nei club con dei cartonati con il mio nome o con delle mie fotografie. Amano molto divertirsi ed “evadere” quindi sono sempre super scatenati quando si tratta di fare festa.

Sei appena stata a Miami, in Indonesia e in China! Com’è  andata!?
Prossime tappe? Programmi per questa estate?
Si, sono state tre bellissime esperienze. La Miami music week ormai è un appuntamento fisso dove mi capita ogni anno di andare e suonare in diversi party organizzati all’interno della città. Mentre in Indonesia è stata la prima volta quindi ho conosciuto un paese  e un pubblico nuovo, molto gentile e disponibile. Vedere il mio nome su un mega schermo in questi paesi e anche in China,  è sempre una emozione incredibile. Dopo alle data in Scozia, Cina, Nepal e in India,  suonerò quasi prevalentemente in Italia durante l’estate (ci sarà una sorpresa musicale per tutti voi in proprio in lingua italiana). Rimanete collegati sui mie social per essere aggiornati su tutte le date, voglio incontrarvi tutti!

Come si presenta un tuo dj set live ? Nei tuoi show ti capita anche di cantare?
Per il momento è un dj set quasi prettamente “suonato” dove a seconda del club o della situazione in cui mi trovo inserisco qualche vocal o parte cantata. Non ho una scaletta prefissata quindi mi piace “cucire l’abito” in base alla serata, alle persone in pista o alle emozioni di quel momento.

Lo scorso Gennaio è uscito il tuo singolo “MAYA” in collaborazione con Suray, sull’etichetta italiana Total Freedom, incluso nella MIAMI 2019 Compilation selezionata da Shorty e RION, che ha raggiunto in pochissime ore la prima posizione su iTunes. Com’è andata questa release? Com’è nata la tua collaborazione con Suray?
SI è stata una bellissima soddisfazione  ed eravamo super contenti. Suray è un talento straordinario, ci siamo conosciuti tanto tempo fa e collaborare insieme per “Maya” è stato davvero super interessante! Come anche la penultima uscita con “See the light” in collaborazione con un altro talento italiano Alex Pizzuti.

Domanda al di fuori della musica. Che rapporto hai con i social e con i tuoi followers?
I social li seguo personalmente il più possibile , soprattutto Instagram. Cerco di rispondere ai messaggi e a tutte le domande che mi vengono fatte, mi piace avere un rapporto diretto e vero con le persone che mi seguono, senza filtri.

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IRAMA: “Il mio instore tour dopo Sanremo Giovani 2016” – INTERVISTA

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Chi è IRAMA? Quando hai iniziato ad approcciarti alla musica? Come mai la scelta di questo nome d’arte e ovviamente non posso non chiederti  delle tue “piume”(orecchini) che indossi ? Rappresentano degli elementi essenziali a livello estetico oppure ti riguardano proprio dal punto di vista personale? 

La mia passione per la musica è nata sin da quando ero piccolo..i miei genitori mi hanno cresciuto a pane e cantautori italiani, in particolar modo Guccini e De Andrè. IRAMA è un nome che ho scelto in adolescenza avvicinandomi al mondo dell’hip-hop e significa “ritmo” in malese. Le piume invece sono un elemento che non appartiene alla mia cultura ma sono semplicemente qualcosa che mi contraddistingue sia sopra che sotto al palco, mi sentirei nudo senza!

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Da ciò che ho capito, da quando coltivi questa tua passione, hai sempre preferito stare dietro la scena o meglio, hai sempre registrato e cantato ma non in pubblico. Come mai la scelta di partecipare alle selezioni di Sanremo Giovani 2016? Parlando di questa bellissima esperienza, quali sono state le emozioni che hai provato sin da quando hai superato i primi step di selezione, poi la diretta su Rai1  ed infine il calpestare e cantare sul palco dell’Ariston, di così tanta importanza per la musica italiana?  

Ho scelto di partecipare alle selezioni di Sanremo Giovani quando mi è stato detto che “Cosa resterà” era perfetta per il Festival, e così mi sono ritrovato alle prime selezioni e successivamente tra gli 8 artisti scelti dalla giuria il 27 novembre. Dalle prime selezioni, alla diretta su Rai1 a novembre, fino al Palco dell’Ariston si sono susseguite una serie di emozioni e sensazioni strane e fortissime. Cantare e portare le mie parole, il mio modo di fare musica su quel celebre palco è stato un grande onore, un’esperienza indimenticabile e di grande impatto sicuramente!

Parliamo della tua musica, del tuo singolo che sta diventando davvero una canzone in cui molti giovani si immedesimano, ma soprattutto del tuo disco che è uscito il 12 Febbraio 2016.

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In quale occasione hai scritto e realizzato COSA RESTERA’? Ti aspettavi questo grandissimo risultato?  Ho scoperto che per te è importante interpretare la musica e non “spiegarla”, perchè una canzone non si descrive ma si trasmette al pubblico grazie all’interpretazione e agli stati d’animo che ognuno prova in diversi momenti. Quali sono gli elementi fondamentali, dal punto di vista dei testi e delle sonorità, che caratterizzano le tracce del tuo disco? Ci sono degli artisti che hai sempre visto come punto di riferimento per la tua carriera artistica? 

Cosa resterà” è un pezzo  che è nato in un momento particolare della mia vita… mi sentivo un po’ in bilico tra la sensazione di cadere e la voglia di rialzarmi. Una canzone in cui racconto una mia verità che, appunto, come dici tu, non voglio imporre a nessuno ma mi piacerebbe che ognuno la facesse propria e ci si riconoscesse. Per quanto riguarda le sonorità del disco ti dico che le musiche sono interamente scritte da Giulio Nenna, mentre i testi sono miei… c’è stato un continuo confronto tra noi, tutto procedeva di pari passo, musiche e parole; volevamo creare un prodotto nostro, un nostro genere. Le tracce del mio disco, oltre che rispecchiare questa sinergia tra me e Giulio Nenna, le vedo come degli ibridi; ci sono ritornelli molto pop e freschi, le strofe si bilanciano tra le metafore proprie del cantautorato italiano e la crudezza del rap. Sicuramente i “modelli” di cui sono innamorato sin da bambino sono, come ti dicevo, Guccini e De Andrè.

In poco tempo, ovviamente dopo anni di lavoro ed impegno, sei riuscito a coinvolgere molte persone e si può dire che c’è stato un cambiamento nella tua vita, grazie alla tua passione che finalmente è diventata un vero e proprio lavoro. Senti che la tua vita quotidiana sia cambiata?

Tenendo sempre i piedi per terra posso dire che si, ovviamente un po’ la mia vita è cambiata. Dopo il Festival abbiamo ancora tanto da lavorare, sarà una continua emozione!

“IRAMA”, il tuo disco è uscito ed è disponibile in copia fisica e su tutti i Digital Store. Hai delle occasioni in cui incontrerai le persone che ti stanno supportando? Hai qualche data da annunciare ai tuoi fans? Ho visto che hai già partecipato a dei tuoi eventi di promozione. Come sono andate le prime date? Cos’hai provato nell’incontrare le persone che ti apprezzano e ammirano per il tuo talento? Raccontaci.

Domani, 23 Febbraio 2016, inizierò con le date degli instore dove presenterò il mio disco. A Sanremo abbiamo organizzato un piccolo InStore un po’ improvvisato ma volevamo fare una sorpresa a chi si trovava in città…è stato bello vedere le persone con il mio disco in mano!  Bologna 23 febbraio – Mondadori Megastore // Padova 24 febbraio – Mondadori Bookstore // Varese 25 febbraio – Mondadori Bookstore // Milano 26 febbraio – Mondadori Megastore // Monza 29 febbraio – Feltrinelli // Roma 2 marzo – Discoteca Laziale // Torino 3 marzo – Feltrinelli (Date in continuo aggiornamento).

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 Vorrei parlare anche del tuo futuro. Quali sono i progetti che vorresti attuare nei prossimi mesi, ovviamente dopo esserti concentrato sulla pubblicazione e gli instore del disco? Con quale artista vorresti collaborare? Quali sono i generi musicali che ascolti principalmente? Cosa pensi dell’ambiente rap italiano?

Ovviamente non vedo l’ora di fare dei live!! La scena rap italiana la seguo fin dall’adolescenza ma sono un po’ di anni che mi sono follemente innamorato di Stromae e Kendrick Lamar.

Scarica il disco di IRAMA: https://lnk.to/irama

Grazie mille IRAMA  per l’intervista!