DANKO ospite su Wiki Mix

Danko è un giovane talento del nord Italia, che ha iniziato la sua carriera musicale suonando il pianoforte ricevuto dai suoi genitori all’età di sei anni.
Fin dai suoi primi giorni, passò intere giornate ascoltando con suo padre i classici del Pop, da Michael Jackson a Jamiroquai.
Questi sono stati i primi passi verso l’ispirazione di Danko in quanto artista.
Creare melodie utilizzando strumenti reali è diventata la sua passione e dopo aver firmato per Spinnin’ Records e aver ricevuto un grande supporto da artisti del calibro di Tiesto, Hardwell, Alan Walker, solo per citarne alcuni, non si è più fermato.
Nel 2017 Danko è stato il più giovane DJ producer italiano a suonare sul Main Stage del prestigioso Reload Music Festival di Torino, nello stesso anno, firma un contratto discografico con la storica e blasonata Time Records per il suo primo singolo “Savior”.
Grazie alla sua collaborazione con Marnik intitolata “Hymn” ha totalizzato 2 milioni di streams su Spotify.
Il producer ha recentemente firmato il suo disco pop “Hit Me Up” su Astralwerks Records (Marshmello – Happier / Axwell Ingrosso – Dancing Alone) ed è tornato successivamente con “I’m So Excited” su Kontor Records e lo scorso Luglio con il brano “Kalimba” su Dharma.

BUON ASCOLTO!

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Youssef Giga lancia “Tosse” Contest. Scopri come partecipare!

Sei un giovane rapper?!
Vuoi metterti in gioco sul beat più fresco del momento ?! 

Partecipa a “Tosse” Contest lanciato da Youssef Giga sul suo profilo IG!
“Tosse” è un instrumental/beat che l’artista ha realizzato per il popolo del web e il miglior Freestyle verrà rilasciato su Spotify in collaborazione con il talentuoso producer italiano.

Cover art: Alessandro Bigi – @aria__fritta

Youssef Giga è cresciuto con diverse influenze musicali, dal Funk, Soul e Pop, ma ha sempre mostrato il suo amore per l’Hip-Hop e la Trap.
Iniziando con la danza, si è evoluto in uno tra i più promettenti produttori, lavorando insieme a grandi nomi della scena Trap italiana.
Youssef Giga oltre ad essere il dj ufficiale di G.Bit, collabora con l’influente rivista nss magazine e suona nei migliori club italiani.

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Determinazione, talento e follia – Intervista a Jarrow

In seguito all’uscita del suo nuovo singolo “Any Care” , ho avuto il piacere di intervistare Jarrow, dj/producer italiano che giorno dopo giorno si sta facendo spazio nella scena.

Buona lettura!

Chi è Jarrow? Quando ti sei approcciato per la prima volta alla consolle?
Il progetto iniziale nasce circa quattro anni fa come duo assieme ad un altro Dj, ci chiamavamo ‘’Jawell & Jarrow’’  e per una serie di motivi legati a scelte e idee musicali diverse, decidemmo di dividere le strade.
Ricordo ancora la prima volta in consolle quando suonavo ad eventi privati o durante l’apertura di piccoli locali.. Inizialmente nessuno credeva in me, mai avrei pensato di poter fare un Tour in giro per l’Italia e finire addirittura come HeadLiner ad un festival durante l’Ultra Europe in Croazia.

Domanda di rito: Tre aggettivi per descrivere il tuo progetto artistico?
‘’Folle’’ per una serie di decisioni prese durante il mio percorso che tutt’ora sono contento di aver intrapreso.
‘’Determinato’’ perchè mi sveglio ogni giorno con la determinazione di voler crescere in questo settore.
‘’Impegnativo’’ in quanto dietro ogni cosa fatta bene, c’è sempre del duro lavoro.

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 Quali sono gli aspetti che ti hanno spinto ad avvicinarti al mondo della notte?
Direi in primis la musica in generale, che ascolto dalla mattina alla sera. 
Quindi mi piacerebbe trovarmi a contatto con essa H 24,questo è il motivo principale per cui ho deciso di intraprendere questa carriera.
La voglia di far conoscere a tutti le mie produzioni e credo non abbia prezzo sentire la gente urlare il tuo nome o cantare\ballare qualcosa che hai composto tu.

Le esperienze più significative che hanno caratterizzato il tuo percorso fino ad oggi?
Senza dubbi la mia prima serata fuori dalla Campania (Regione in cui sono nato).
Precisamente il 16 Aprile 2016 all’Alcatraz di Milano.
Ancora ricordo le gambe tremanti, l’ansia da prestazione e la splendida serata che ho passato lì in consolle.
Il mio primo festival in Italia a Rimini nello stesso anno, in uno degli stage principali della ‘’Molo Street Parade’’ che ha contato complessivamente 200.000 presenze.
Sono tutte esperienze che ti segnano positivamente e che porterò con me per sempre!

Come si presenta un tuo dj set? Cosa ci si deve aspettare ad un party con ospite JARROW?
Nei miei set bisogna aspettarsi di tutto, poichè mi piace variare di genere e sorprendere la gente passando dei brani  che solitamente  vengono ‘’scartate’’, ovviamente rielaborate a modo mio.
Non sono il classico dj che segue gli schemi presentando un set ‘’comune’’.

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 Il 15 Febbraio è uscito “ANY CARE”, il tuo nuovo singolo feat. Roxanne con video ufficiale!
Presenta il tuo ultimo brano e racconta com’è nata la collaborazione con Roxanne.
Come sta andando la release?
Si esatto! Sono molto contento dell’uscita, sta girando varie parti del mondo e sto ricevendo molti feedback positivi da diversi paesi.
Roxanne è una mia amica, la collaborazione è nata quasi per ‘’gioco’’ e abbiamo deciso di  fare una ‘’collaborazione a distanza’’ ( lei vive alle Canarie).
Non è stata una vera e propria è passeggiata, ma alla fine sono molto contento del risultato ottenuto e credo sia lo stesso per lei.

Altre novità in arrivo? Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi?
Sicuramente un sacco di licenze per “Any Care” da parte di varie label in tutto il mondo.
A breve rilascerò altri brani, per il momento posso dirvi solo questo.
Vi consiglio di restare aggiornati sui miei canali per scoprire tutte le news!

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Luca Rezza: “il mio primo Ep è in fase di realizzazione” – INTERVISTA

Ho avuto il grande piacere di intervistare Luca Rezza, dj/producer che ha pubblicato pochi giorni fa il suo ultimo singolo per Klash Records/Armada Music.

Chi è Luca Rezza? Quali sono i tre sostantivi che descrivono al meglio il tuo progetto?
Luca Rezza è un progetto dietro al quale si “nasconde” un normalissimo ragazzo di periferia. Vivo a Ferrara, sono nato nel ’95. Ho scelto volutamente come nome d’arte il mio nome e il mio soprannome (il mio vero cognome è Rezaeyan) proprio per trapelare il concetto di semplicità. I tre sostantivi che descrivono meglio il mio progetto?
Direi appunto Semplice, Vero e Fuori dagli schemi.

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Come nasce la tua passione per la musica e in particolare per il genere che produci? Quando hai intrapreso ufficialmente il tuo percorso musicale?
La passione per la musica mi è stata trasmessa da mia madre, che sin da bambino mi ha “riempito” le orecchie della festosa black music degli anni ‘70 e ’80, che a sua volta lei ascoltava nell’adolescenza. Sognavo di suonare la batteria, spesa che economicamente non era sostenibile per i miei genitori. Col tempo passai dalla Dance degli anni ’70 – ’80 al rock sempre di quel periodo (Kiss, Guns ecc.), fino ad arrivare a gruppi che erano un ibrido fra la dance e i suoni più “sporchi” del rock: Prodigy, Pendulum, Infected Mushroom ecc. Scoprì che gruppi come questi facevano musica con l’ausilio di un computer. Così pensai: una batteria non ce l’ho, ma un computer si. In quel preciso momento ho scoperto la produzione. Il genere che produco non è ben definibile, ed è esattamente quello per cui ho lavorato. Il mio “debutto” l’ho fatto nel gennaio 2015 con un pezzo poco identificabile in un genere preciso. Si chiama “Outta My Mind”, uscì sull’etichetta del dj e producer X-Vertigo. La prima uscita risale quindi a quel periodo, ma ovviamente dietro ci sono stati anni di lavoro sul programma. Ho iniziato su FL, poi sono passato a Logic. Il mio genere complessivamente riprende sonorità che sono riconducibili a Jungle Terror, Trap, Moombahton, Jersey Club e Hardstyle.

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Hai collaborato con importanti label tra cui Klash /Armada Music, Dirty Dutch, Panda Funk, Brooklyn Fire e tante altre. Quali sono state le soddisfazioni più grandi che hai ottenuto in questi anni?
Sicuramente le soddisfazioni più grandi sono state quelle di poter lavorare con artisti che sin da ragazzino adoravo e di sentire un mio lavoro suonato da altri artisti di quel calibro. Ma al di là dei supporti o delle uscite, la soddisfazione maggiore è quella di guardare il mio percorso “all’indietro” e rendersi conto che è stato tutto davvero graduale, sudato e sofferto. Tutto quello che sto facendo oggi è una conseguenza di quello che ho fatto ieri, ed è una bellissima sensazione, credimi, perché vedi il frutto di rinunce passate. Poi sicuramente nel cerchio delle soddisfazioni rientra la faccia divertita della gente ai miei dj set, la prima data all’estero, l’aver presentato il mio nuovo disco in uno dei locali più importanti del mondo come il Boothaus e tante altre piccole cose.

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Luca Rezza + Dirtcaps

Cosa ci si deve aspettare ad una serata con ospite Luca Rezza? Come si presenta un tuo dj set e quali sono le cinque tracce che non devono mai mancare?
Questa domanda è divertente perché dipende molto dal contesto in cui ci troviamo. Se parlassimo di Italia direi di aspettarti qualcosa di davvero nuovo e molto fresco. Mi piace iniziare a 100 BPM e finire a 160 (anche se ci sono un paio di dischi fighissimi che uso in chiusura a 174 ).
All’estero ho imparato che è davvero diversa la questione. In paesi “madre” di generi musicali come l’Olanda e l’America il tuo set deve essere davvero unico e personale. La gente deve ricollegare il tutto a te anche se ti ascoltasse ad occhi chiusi. Non mi piace parlar male del paese in cui vivo, amo l’Italia, ma ammetto che siamo ancora un po’ indietro, anche se negli ultimi anni stiamo piano piano portando cose nuove. le 5 tracce che non devono mai mancare? Escluse le mie ovviamente citerei “Guappa” di Boaz Van de Beatz, “A Milli” di Lil Wayne, che inserisco sempre in un mash-up,  “Give My Love” di Joyryde, “Ride Or Die” di Dirtcaps e Yellow Claw e il remix di “Red Lips” di Skrillex. Ce ne sarebbero davvero tante, ma cerco di variare il più possibile un mio set.

Quali sono gli artisti della scena italiana e internazionale che ti influenzano maggiormente nelle tue produzioni? Con chi avresti il piacere di collaborare?
Nella scena italiana fondamentale è stato per me l’apporto della Fidget e dell’Electro.
Devo assolutamente ringraziare tutti gli artisti che da ragazzino mi hanno regalato serate incredibili e che sono stati fonte di ispirazione infinita (Congorock, Croockers, Bloody Beetroots ecc. ecc.) .
Ad oggi seguo tantissimo il progetto di Zatox che personalmente amo. E’ in assoluto fra i migliori nel mondo hardstyle e siamo molto fortunati ad avercelo a casa nostra. Sto invece lavorando molto con due ragazzi di Bologna, i Goja, persone eccezionali e produttori straordinari. Consiglio a tutti di seguirli. All’estero mi è difficile citare un nome in particolare, sono estremamente legato alla scena olandese e di conseguenza a chiunque abbia creato il suono dutch.
Gli amercani sono i migliori, ma il mio cuore rimane in Olanda. Sto per dire una cosa banale e scontata, perché è il pensiero di molti, ma sicuramente la collaborazione dei miei sogni è con Skrillex.

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Il 31 Marzo è uscito “BONGO” (Dirtcaps Edit) per Klash Records/Armada Music. Il pezzo è una bomba ed è già stata supportata e suonata da artisti internazionali come Borgeous e Danny Avila. Complimenti! Com’è nata la collaborazione con Klash Records/Armada Music? Sei soddisfatto dei risultati ottenuti fin ad ora per questa  nuova release?
Non ne avevo ancora parlato volutamente, ma ad oggi le soddisfazioni maggiori me le stanno regalando questi due ragazzi, i Dirtcaps, proprietari di Klash.
La storia è molto lunga ma cercherò di farla breve.
Feci un disco, che è uscito sull’etichetta dei Glowinthedark (Lightstate Music) che si chiama “Smokijuana” (ad oggi ancora uno dei miei preferiti). Qualche settimana dopo i Dirtcaps erano a suonare nella mia città e io quella sera lavoravo come loro autista. Abbiamo passato la giornata assieme prima del loro live, finchè, mentre li accompagnavo al ristorate, superai la mia timidezza e raccontai loro che producevo anche io, così mi chiesero come mi chiamavo. Quando dissi il mio nome si guardarono con una espressione strana che non capii fino alla sera stessa. Mentre suonavano io ero in pista ad ascoltarli, e ad un certo punto ho sentito entrare Smokijuana. Non ti dico la stranezza di quel momento ahah. In pratica dopo il set mi hanno raccontato che loro mi conoscevano già come produttore e che stavano suonando Smokijuana da un paio di settimane in ogni loro show, è stato incredibile. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e se ne andarono via chiedendomi il favore di non mandare a nessuno la mia roba se non a loro, perché avevano grossi progetti in mente. Un anno dopo esce così Bongo sulla loro label, che è sotto Armada. Una storia davvero singolare, adesso siamo una grande famiglia, stiamo lavorando tantissimo assieme e abbiamo molti progetti. Sono felicissimo di questa mia nuova “casa”, ad Armada sono stati gentilissimi con me negli ultimi mesi, mi hanno dato tante opportunità e sono soddisfatto di come vanno le cose. Ovvio tutto è migliorabile, ma sono contento.

Cos’hai in serbo per il tuo futuro musicale? Hai qualche news da anticipare in esclusiva per chi ti segue costantemente?
Ho un paio di remix davvero interessanti e qualche collaborazione importante.
Non posso sbilanciarmi molto, l’unica cosa che posso confermare per chi mi segue è di tenersi pronti per il mio primo EP, perché è quasi finito!!!

Contatti:
Soundcloud: https://soundcloud.com/luca-rezza
Facebook: https://www.facebook.com/LucaRezzaMusic/
Twitter: https://twitter.com/LucaRezzaMusic
Instagram: https://www.instagram.com/lucarezzamusic/
LucaRezzaMusic: Spotify

Ringrazio Luca Rezza per l’intervista.
In bocca al lupo!

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Wiki Mix #34 // CHRYVERDE [INTERVISTA]

Inizierei l’intervista partendo dalle origini.  In che modo hai intrapreso il progetto CHRYVERDE? Quando ti sei avvicinato alla consolle e al mondo della notte?
Mi sono avvicinato a questo mondo come penso molti miei coetanei. 6/7 anni fa organizzammo un capodanno a casa mia con una cinquantina scarsa di amici e c’era bisogno di qualcuno che mettesse la musica. In quel periodo ero super preso dalla scena Crookers, Diplo e tutte quelle sonorità da club che andavano fuori dall’Italia e che seguivo già da qualche tempo. Spinti così dalla voglia di sentire e far sentire sempre musica nuova, io e 3 miei compagni ci cimentavamo in mix assurdi con strumentazioni più che approssimative e dopo quel capodanno cominciammo a pensare di organizzare qualche evento, anche se molto amatoriale. Poi, dopo qualche esperimento disastroso, ognuno prese la propria strada e io decisi di continuare la mia formazione iscrivendomi all’Accademia del Suono dove, 3 anni dopo, mi diplomai nel corso di Musica Moderna con Dj Skizo, mostro sacro dell’hip hop italiano e fondatore di Alien Army. Il progetto CHRYVERDE è iniziato verso la fine del 2012 dove iniziai a mettere i dischi nel privè della discoteca “La Rocca” vicino a casa mia ad Arona (NO). Mettevo della musica “strana” per i tempi, erano gli albori dell’EDM e io non mi sentivo parte di quel movimento così, pian piano, cercai di distinguermi con un sound che si ispirava alla Fidget House fino ai primi remix Trap che erano adattabili al Club.

Il tuo percorso artistico è caratterizzato anche da altri importanti progetti paralleli. Sei uno tra i fondatori di Waamoz e dal 2016 fai parte anche della crew Alien Army con la quale hai realizzato due rmx e pubblicato il disco intitolato “QUATTRO”. In che modo sei entrato in collaborazione con entrambe le realtà? Qual è l’obbiettivo principale di Waamoz? Come ci si sente a far parte della nota crew Alien Army?
Waamoz è un progetto a lungo termine, lo sappiamo da quando abbiamo iniziato.
Waamoz é, ad oggi, nient’altro che un collettivo artistico che si è organizzato in una vera e propria Media House avente settori ben definiti: dall’area Audio e passando per le produzioni musicali di cui sono io il responsabile, all’area video dove a capo vi è Andrea Lazzari, giovane regista fresco di laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera ed il tutto coordinato da Dagoberto Belloni che si smazza tutte le parti burocratiche, booking ed organizzazione generale. A dargli manforte ci sono anche Federica Pessina, stylist laureata in Fashion Styling all’accademia NABA che è anche la nostra
Social Media Manager, Jimmy Ruga come Responsabile del Brand e Laura Giacobini (in arte GILACOLA) che è a capo del settore fotografico.
Con Alien Army è diverso. Io ho studiato 3 anni con Dj Skizo ed è stata una delle esperienze fondamentali nella mia vita. Avere a che fare con un ambiente accademico cosi’ particolare mi ha aiutato a capire molte cose del mondo della musica in generale e del mondo dei rapporti umani tra artisti e musicisti. Praticamente ero all’ultimo anno e, un giorno, Skizo mi disse che ci sarebbe stata la possibilità di partecipare ad un Remix contest di un loro brano tratto dall’album “The Difference”. Decisi di partecipare e vinsi. Qualche mese dopo, altro remix contest, altra vittoria. Erano tutti molto contenti dei miei remix, io per primo ovviamente perché, per quanto riguarda le produzioni, sono sempre stato autodidatta quindi per me vincere due remix contest era un’ennesima laurea. A gennaio 2016 ricevetti una chiamata da Skizo. Non solo lui, ma tutti i membri di Alien Army erano entusiasti delle produzioni al punto di propormi di entrare come produttore nel collettivo. Un’altra laurea per me. E’ stato uno dei momenti più assurdi ed entusiasmanti della mia giovane vita professionale perché a 21 anni mi son ritrovato parte di un collettivo che aveva esattamente la mia stessa età di storia (e di successi). Appena arrivato ci siamo subito messi a lavorare a quello che poi a giugno dello stesso anno usci’ come “QUATTRO“. I feedback sono stati immediati perchè i due giorni successivi all’uscita è stato al secondo posto su iTunes nella classifica degli album di musica elettronica. Far parte di un collettivo del genere è una grossissima responsabilità, me ne rendo conto. La cosa che ripeto sempre è che tanto è vero che per me Alien Army è una cosa enorme e quindi io ho bisogno di Alien Army per crescere, tanto è vero che avevano bisogno di qualcuno con l’orecchio orientato verso nuovi sound più “freschi”, più in linea cioè con le richieste di un pubblico sempre più esigente per tutte quelle sonorità clubbing. Non mi sento il migliore, assolutamente. Ma sicuramente il più adatto. Ciò non toglie che ogni giorno cerco di fare il mio meglio per me e per il gruppo che rappresento perchè so che, al mio posto, ci sono centinaia di ragazzi che non hanno avuto la mia fortuna e di questo ringrazierò per sempre Maurzio (Skizo).

Anima e Soldi” è il tuo Ep uscito poche settimane fa. Ci fai una presentazione di questo tuo nuovo lavoro? Con quali criteri hai definito le collaborazioni che hai instaurato per questo Ep? Sei soddisfatto dei risultati ottenuti?

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Anima & Soldi” è il primo vero prodotto originale da singolo come produttore. Dentro ci sono 5 tracce prodotte da me con 6 artisti (e amici) che stimo prima di tutto come persone.
E’ stato tutto molto naturale. Io avevo carta bianca sulle produzioni e ovviamente chi ha scritto ha avuto carta bianca sui testi. Sono orgoglioso di ogni singolo secondo di tutto l’EP perchè ogni canzone, più che un significato, mi ricorda un momento assieme ai miei amici, in studio mentre si registrava o in macchina mentre torni a casa e riascolti il lavoro che hai fatto. E’ una sensazione difficile da descrivere ma è proprio quella sensazione che ogni giorno ti fa venir voglia di accendere il computer e iniziare un nuovo progetto.

Hai condiviso consolle con artisti come Garmiani, Dj Sliink, Troyboi, Araab Muzik e molti altri della scena internazionale. Cos’hai provato durante queste esperienze? Cosa ci si deve aspettare ad un party con ospite CHRYVERDE? Quali sono le 5 tracce che NON possono mancare all’interno di un tuo dj set?
Si’, ho avuto la fortuna di condividere serate con molti artisti con la A maiuscola e, molti di questi, conoscerli personalmente. Quello che posso dire è che l’emozione comunque di poter mettere della musica davanti alla gente è la stessa, sia che prima di te abbia suonato chissà chi oppure che sia una normalissima serata in un club. E’ solo una questione di responsablità. Se devo essere onesto mi sento più a mio agio a suonare con un big perchè si può osare un po’ di più nella selezione più che per la gloria stessa del poterci essere insieme dietro la consolle. Le due esperienze per me più belle sono state sicuramente quella con Dj Sliink poiché la serata era completamente organizzata da noi di Waamoz ed era un’incognita assoluta la sua riuscita e quella con Julian Jordan perché ci ho potuto suonare durante la sua prima data italiana e, a distanza di due anni durante il VCO Summer Festival, fu lui al microfono a ricordare questo aneddoto a tutto il pubblico, bellissimo.
I  miei set li prendo ogni volta in maniera diversa. Ho tutta la mia musica divisa per genere e BPM ma il 90% delle volte scelgo un range di BPM e parto da lì. Perchè il bello è che per esempio tra 70 e 80 BPM ci siano anche 3 generi diversi e il bello sta proprio nel provare ogni volta a metterli tutti insieme. Alla fine il “lavoro” del dj penso sia questo.

Le 5 tracce che NON possono mancare sono:
 Ryan Hemsworth – Slurring (Baauer Remix)
DJ Khaled – I got the Keys (TRICK$ Remix)
Stevie G – HollaBack (Dj Sliink VIP Edit)
Rich The Kid – Why U Mad (King DouDou Remix)
CRAY – Up In Smoke

Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi? Hai qualche anticipazione per le persone che ti seguono costantemente? Dove avremo il piacere di trovarti in consolle nelle prossime settimane?

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Sicuramente altri singoli con gli Mc’s di “Anima & Soldi EP”, abbiamo appena finito di registrare un una traccia con Yung Vena & Tizle, tempo di girare i vari video!
Non abbandono assolutamente le produzioni più club, Anzi!! Ho giá chiuso un paio di track (che potete sentire nel mix) e anche per queste è questione di tempo!
Con Alien Army invece ho appena terminato di produrre una traccia che sarà rappata in inglese con video annesso! Diciamo che da qui a quest’estate ci sarà da divertirsi
In consolle mi trovate tutti i giovedì nel locale sotto casa mia mettiamo in scena HARLEM, un punto di ritrovo per tutti i ragazzi della zona del novarese! Abbiamo fatto poco fa con Alien Army un concerto a Milano praticamente sold out e ci sono altre richieste per il futuro! Quindi siamo attivi su tutti i fronti!!

Contatti
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Ringrazio CHRYVERDE per l’intervista.

Buon ascolto!

“Hands Up Radio Show” di Marco Carpentieri – INTERVISTA

Chi è Marco Carpentieri? Quando è nata  la tua passione per la musica ed in particolare in quale occasione hai iniziato ad avvicinarti alla console?

Una tastiera Casio regalatami per il giorno dell’Epifania, avevo circa 3 anni, ricordo ancora quel momento come se fosse ora,  da quel giorno non ho mai più smesso di suonare. Mi reputo un sognatore, uno che vede la musica come una medicina, una cura, un modo di interpretare la vita e renderla più colorata. 

Sin dall’origine del tuo progetto, hai suonato in famigerati  club Italiani, come ad esempio Hollywood a Milano, Amami (Treviso), Molo 5 (Mestre), Gilda (Roma) e molti altri. Quando hai iniziato a capire che la tua passione si stava tramutando in una vera e propria professione?  Ti saresti mai aspettato tutta questa grande carriera artistica? 

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Fare della propria passione, un lavoro è la cosa più bella del mondo, nel mio caso è successo tutto per caso e gradualmente. Ho fatto chiaramente la “gavetta”, quella che ti fa capire realmente questo mestiere, da quando ho iniziato a suonare nelle prime feste di compleanno, con l’aiuto di mio padre partivamo con un furgoncino pieno di strumenti musicali e scaricavamo, montavamo e facevo divertire tutti per poi tornare a casa felici e soddisfatti. Negli anni, le cose sono cambiate, richieste incrementavano e così ho iniziato a proporre la mia musica nelle piccole discoteche di zona per poi spingermi anche nei locali della capitale, da quel momento ho iniziato a guadagnare qualche soldino che investivo nuovamente su attrezzatura, dischi o materiale per fare musica. Solo allora ho capito che la musica doveva diventare il mio lavoro.

Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni dall’inizio del tuo progetto? Quali sono i principali presupposti  che ti spingono quotidianamente a dare sempre il meglio?  Cosa “bolle in pentola” per Marco Carpentieri? [Qualche anticipazione ?!]

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Da quando ho iniziato a smanettare col primo PC alle prime soddisfazioni è passato un bel po di tempo, ogni inizio è duro e in salita ma facendolo con amore ho imparato sin da subito ad usare gli strumenti adatti per produrre musica, da li a qualche anno ho avuto la fortuna di collaborare con artisti importanti della scena italiana. Questo mestiere non ha molte regole, alla fine è la gente che ti carica, che ti spinge a fare sempre meglio, ogni artista senza il proprio pubblico è nulla, per questo ringrazio chi mi segue e mi da la carica per scrivere musica, le soddisfazioni arrivano dopo che si lavora tanto e con costanza. In questo periodo sto lavorando a diversi progetti, dopo l’uscita su Dirty Dutch con l’amico Luca Pink, stiamo scrivendo il follow up e altre tracce, per ora non posso dirvi altro…:)

Non solo Dj, ma anche e soprattutto un produttore, infatti molte tue produzioni hanno incontrato il favore del pubblico non solo in Italia, ma anche all’estero. Tra i titoli di maggior successo: El Pasito, Catch Me, Dreams e Call My Name. Complimenti! Qual è il tuo breve pensiero in merito alla scena Edm Italiana ed Internazionale? Con quale artista  avresti il piacere di collaborare?

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 Essendo un pianista ho la possibilità di giocare molto con la musica, di poter collaborare con artisti di genere musicali diversi e questo mi diverte e aiuta a creare delle sinergie pazzesche, in merito alla musica EDM credo che stia svanendo o meglio abbandonando piano piano il posto importante che si era ritagliato negli ultimi anni e come ogni cosa che ci lascia , tutto il resto prende quel posto che penso possa essere occupato dal genere Deep, Tech House come sta già avvenendo. 

ESTATE 2k16. Dove avremo il piacere di incontrarti in console? Qualche data del tour estivo da appuntare sul calendario? 

Sicuramente l’estate è facile incontrarsi in posti di mare, pertanto vi anticipo che sarò in giro per l’Italia da Milano, Roma, Venezia, Napoli e Sardegna, ovviamente per avere più info sulle date e località vi invito a visitare i miei social network.

Cosa ci si deve aspettare ad una serata con Special Guest Marco Carpentieri? Quali sono le 5 tracce che NON devono mai mancare in un tuo dj set? 

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Senza alcun dubbio l’energia, un dj è soprattutto un comunicatore, colui che deve trasmettere ogni singola nota o battito di cassa a chi si trova in pista o semplicemente a chi ascolta. le 5 tracce che in questo momento rappresentano il mio genere musicale sono: Max Vangeli & Flatdisk – Blow This Club, MEG & NERAK – Ethnos, Luca Perra feat Knifekick – I Want It Now, Wess & Tight Lexor – Montenegro e Smash il mio ultimo singolo insieme a Luca Pink .

“Part Four” è il nuovo Ep di Elisa Bee – INTERVISTA

Chi è Elisa Bee? Racconta brevemente quando ha avuto origine il tuo progetto e in particolar modo qual è stata l’occasione in cui ti sei avvicinata alla console e alla “night life”. Rimanendo fermi nel passato, ricordi ancora dove hai suonato per la prima volta e soprattutto l’emozione che hai provato? 

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La figura del DJ ha iniziato ad affascinarmi verso i vent’ anni (prima avevo occhi solo per rock’n’roll band e affini) e appena ho potuto mi sono avvicinata a questo mondo: mi trovavo ad Alghero, in Sardegna, mia città natale dove ho vissuto fino ai 23 anni. Ho iniziato lì quando avevo 21 anni e avevo appena preso la laurea in Scienze dell’Architettura; dopo aver assolto i miei “doveri” accademici mi sono dedicata a quello che davvero mi sarebbe sempre piaciuto fare, ovvero musica. La prima volta che ho suonato è stata quindi ad Alghero, in un piccolissimo locale in centro, fine 2007: ricordo di aver fatto delle prove qualche giorno prima in un posto sperduto per poter alzare il volume al massimo, avere il tempo di imparare da sola a collegare i cavi ed esercitarmi senza essere disturbata. Una volta arrivato il giorno della mia prima serata ero agitata, ma super felice perchè davvero non vedevo l’ora. Avevo tutti i miei amici lì con me ed è stato subito naturale e piacevole trovarmi in console con centinaia di Cds da mixare.

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Quali sono state le più grandi esperienze che hai vissuto fino ad ora, grazie alle quali hai proseguito con la tua carriera artistica? Credi di aver raggiunto parte degli obiettivi che avevi in serbo sin da quando hai intrapreso questa strada? 

Ho fatto tante cose che non avrei mai neanche potuto immaginare, dal collaborare con Sir Bob Cornelius Rifo (aka The Bloody Beetroots), al condividere la console con artisti che adoro come Riton, Nic Sarno, His Majesty Andre, Bart B More, Julio Bashmore, Clap! Clap! e tantissimi altri, al far uscire la mia musica per labels che stimo. Banalmente la più grande esperienza è quella di riuscire a vivere facendo quello che si vuole e come si vuole; non ho mai avuto particolari obiettivi prestabiliti, ho sempre puntato a fare le cose al massimo delle mie potenzialità e a migliorarmi attraverso ogni nuova esperienza, positiva o negativa.  

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Oltre ad essere una DJ/producer, sin dal 2011 lavori per un programma radiofonico su Radio2 , “Babylon”, in onda ogni sabato notte. In che modo congiungi questi due lavori che sembrano essere simili perchè trattano sempre dell’ambiente musicale e del clubbing, ma sicuramente hanno delle differenze in quanto ci sono  mansioni diverse da svolgere? Mi sembra di aver capito che sei una figura molto importante per questo programma. Qual è il tuo ruolo?  

Il mio ruolo all’interno del programma è quello di producer: edito i brani che scegliamo di mandare on air adattandoli alle nostre esigenze di minutaggio, monto la puntata e la spedisco in RAI dove poi la registreranno la regista e il conduttore. Un lavoro molto tecnico, ma che allo stesso tempo mi permette di stare sempre “sul pezzo” con le nuove uscite, non solo di musica da club; chi ha ascoltato “Babylon”, infatti, sa che è un programma molto vario a livello di generi: Hip-Hop, Uk Garage, Disco, R&B, Rock, Reggae… tutto ciò che di bello salta fuori, dall’Italia e dal tutto il mondo.

Le registrazioni e la produzione di “Babylon” avvengono i primi giorni della settimana, il che mi permette di essere libera di muovermi per i miei DJ sets durante il weekend.  

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Sei una DJ donna sin dal 2007. Negli ultimi anni ne sono emerse molte altre. Qual è il tuo pensiero in merito alla console dominata da una ragazza piena di talento e stilosissima come te?  Il genere da te principalmente trattato è la techno//house.  Come mai questa scelta? Un parere “generale” in merito alla  scena Techno Italiana? 

Non mi piace fare distinzioni di genere, se un DJ è bravo lo è a prescindere dal sesso. Ed è sempre stata questa la cosa fondamentale: fare bene ciò che si fa, per quanto relativo sia il concetto di “fare bene qualcosa”. Quindi la cosa più importante per me, da ascoltatore come da DJ/producer, è quella di seguire cose che suonano bene, hanno una personalità, sono fatte con una buona attitudine, al di là che siano donne o uomini a creare.

Parlando di generi, mi piace davvero di tutto, ma al momento ciò che più mi diverte e coinvolge nel club è il mood Techno/Ghetto/House; non c’è un particolare motivo, parlerei più di una propensione naturale! In Italia abbiamo degli artisti davvero forti, mi basta citare i miei amici BS1, che sono tra i miei producers preferiti e con il loro suono Techno/Acid mi fanno impazzire. Non so se parlare di “scena”, non mi sento parte di alcuna situazione, forse anche per il fatto che non riesco a definirmi e incanalarmi facilmente in qualche cerchia ristretta a causa del mio mescolare tanti generi e influenze.

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Giungendo al presente. Oggi è uscito il tuo ultimo EP ,”Part Four”, pubblicato col supporto della Booty Call Records . Ne approfitto per complimentarmi subito con te! Davvero una figata! Presenta al pubblico questo tuo nuovo lavoro.  

Grazie! Il mood è quello Techno/Ghetto/House, è un lavoro che è stato molto influenzato dalla musica degli anni ’90 a Chicago, dal sound di labels come Dance Mania e Chicago Bad Boys Records e la stessa Booty Call Records (label di Parigi), il tutto arrangiato in una chiave più contemporanea. Ho cercato di tenere i beats il più asciutto possibile, senza utilizzare troppi elementi, ma ricercando il groove giusto soprattutto nella drum.

Si tratta di un EP dedicato al club, alla musica che più mi piace proporre al momento.
Hai qualche data da annunciare a chi ti segue? Dove ti troveremo in console nelle prossime settimane?

Il 26 Marzo sarò a Loano in Liguria al “La Marinella” con i ragazzi del party “Say Yeah” di Torino, poi il 2 Aprile al “XL Club” di Alba e il 6 Aprile farò un set solo Hip-Hop per il party “Habitat” di Gallarate. E più avanti Parigi, Lecco, Olbia…

Elisa Bee Contatti:

Trovi tutto su:  www.xelisabeex.com

MARBLE presenta il suo nuovo progetto – INTERVISTA

Ciao Simone, è un piacere intervistarti in vista dell’uscita del tuo nuovo progetto, MARBLE. Quando hai iniziato ad avvicinarti all’ambiente musicale? Presentati e descrivi quali sono gli elementi essenziali del tuo nuovo percorso che intraprenderai tra pochi giorni.

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Sono sempre stato affascinato dalla musica, ho iniziato a suonare il piano quando avevo 8 anni, ma quando ho scoperto che con il computer avrei potuto creare musica da zero ho capito che era quella la strada che avrei voluto seguire.
Sono ormai 4 anni da quando mi sono avvicinato per la prima volta a questo “mondo”, ho avuto diversi progetti e con il passare del tempo ho sviluppato anche più consapevolezza in quello che faccio. Da qui è nata l’ idea di questo nuovo progetto, Marble, il cui obiettivo è quello di fare musica che mi piace, senza badare troppo ai generi che in questo periodo vanno particolarmente di “moda”.

Ci sono delle news da anticipare in esclusiva? Qual è l’obbiettivo che vorresti raggiungere e soprattutto ci saranno delle tracce “fresche fresche” che pubblicherai a breve? Trattando il genere principalmente Trap/Dubstep,  quali sono gli artisti italiani e non, che apprezzi e che ti influenzano maggiormente per la produzione delle tue realese?

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La prima news è l’ uscita della mia prima traccia il 22 febbraio per la rubrica BackDoor di Doner Music, sono particolarmente contento di questa release e di aprire così questo progetto perché ,dopo una lunga pausa in cui mi sono dedicato solamente alla produzione, non vedo l’ ora di farvi sentire tutto quello a cui sto lavorando! Ci sarebbe da fare una lista infinita di artisti che ascolto o che influenzano in qualche modo la mia produzione (ultimamente potrei dire noi come Troyboi, Mr. Carmack, Sam Gellaitry, Ekali, Flume, Lido… ).Ci sono invece parecchi producer italiani che apprezzo molto e che vi consiglio di andare ad ascoltare: Midical, Dopesquad, Kharfi, Rulezz, Bassthunder, Fugue, Shingen , Not For Us.

Sei un dj/producer che ha ottenuto molte soddisfazioni  fino ad ora. Hai avuto il piacere di suonare in famigerati club della zona (Circolo Magnolia, Tunnel, Rocket, resident al The Flag ed altri) ma soprattutto hai condiviso party con artisti affermati come ad esempio  Pelussje, Gigi Barocco, Big Fish (anche al suo evento all’Expogate), Elisa Bee, PU666Y, Ckrono e Slash, Ackeejuice Rockers , Stereoliez e molti altri. Com’è stato condividere la console con loro? Grazie anche a queste esperienze, ci sono stati dei cambiamenti  nella tua crescita artistica?

Condividere la consolle con dj affermati e che comunque stimi non è mai facile, vuoi fare bella figura con loro , ovviamente, ma allo stesso tempo devi stare attento a non “esagerare”.
Non devi puntare a fare il protagonista, ma devi riuscire a portare pian piano tutta la gente nel mood giusto per non farli stancare subito.
Sia quando suono prima di un dj affermato, sia quando vado a sentirli nei locali cerco sempre di capire come affrontano loro la serata, prendendo così spunto per i miei set.

Quando e in che modo ha avuto origine la tua collaborazione con”SMOG MILANO“? Raccontaci le tue esperienze e le più grandi soddisfazioni che hai ottenuto con questa crew. Ora ti dedicherai interamente al tuo progetto, oppure continuerai a collaborare anche con loro?   

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SMOG Milano è nata quasi per caso da un idea mia, di Davide (Shingen) e Alberto(Not For Us) quando un pomeriggio Davide se ne uscì con: “Oh, proviamo a fare una serata a Milano?”.
E’ una crew nata da soli 4 mesi ma che ha già ottenuto grandissime soddisfazioni e ha l’ intento di trovare una valvola di sfogo e un modo per esprimersi a Milano.
L’ arma segreta (se così si può chiamare) di SMOG è la passione per quello che facciamo, abbiamo creato una serata dove l’ obbiettivo principale fosse quello di ascoltare buona musica tra amici, abbiamo tante cose da svelarvi quindi vi consiglio di seguire i prossimi eventi perché ci sarà una bella sorpresa!

Qual è l’elemento principale che ti affascina del “mondo della notte”? Hai qualche data importante da annunciare a chi ti segue, inerente anche ai tuoi Dj Set? 

Sicuramente l’ elemento che mi affascina di più è il poter stare a contatto con tantissima gente che condivide la tua stessa passione, la musica.
Per quanto riguarda le date ancora non posso svelarvi nulla ma vi posso dire solamente di seguire la mia pagina perché ci saranno presto delle novità!

RUDEEJAY: “From club to club”- INTERVISTA

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Carissimo RUDEEJAY, iniziamo a parlare di te in quanto artista, dj e produttore Italiano. Chi è RUDEEJAY? Quando è nata la tua passione per la musica e in che modo ti sei avvicinato al “mondo della notte”?

Rudeejay è un ragazzo di 29 anni (oppure un uomo, oramai?) che s’innamora perdutamente della musica Dance nell’estate del 1998 e si avvicina al mondo della notte nel 2000, acquistando il primo impiantino e facendo la prima gavetta nelle feste private tra amici che – tramite un semplice ma efficace passaparola – mi hanno portato ad essere chiamato come spalla di un DJ più esperto di me in un locale pubblico per quella che fu la mia prima serata da DJ in discoteca il 21 dicembre del 2002.

Ultimamente sei “Special Guest” in molti club Italiani, basta ricordare la tua scorsa estate in cui hai svolto più di sessantacinque date nei tre mesi estivi. Cosa ci si deve aspettare ad un party con RUDEEJAY come ospite (musicalmente parlando), quali caratteristiche ha un tuo Dj Set? Che genere tratti solitamente? Com’è il tuo rapporto con il pubblico?  

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Il mio DJ Set è come secondo me ogni DJ Set dovrebbe essere: il DJ deve giocare con la musica, trasmettendo il proprio amore per essa e permettendo così di far ballare con partecipazione il proprio pubblico. Metto quello che secondo me è necessario mettere una volta che ho capito chi ho davanti: dopotutto, la gente è la tua priorità se vuoi fare questo mestiere.

I bootleg e i mash-up da te creati/suonati anche durante i Live Set delle  serate, ti rendono un’artista originale ma soprattutto talentuoso. Hai ricevuto molti complimenti e  ottimi risultati attraverso queste tue creazioni. Come hai reagito al fatto che parecchi tuoi bootleg/mash-up siano stati suonati e supportati ad  altri eventi importanti, come ad esempio Laidback Luke  che ha messo la tua versione con Andry J di Kiesza “Hideaway” durante il “tomorrowland 2015”? 

Sono rimasto sorpreso sicuramente, arrivare ad ascoltarsi in un evento come il Tomorrowland attraverso un Bootleg e non una produzione ufficiale è ad oggi la mia più grande soddisfazione “discografica”: viceversa, un risultato di questo tipo dovrebbe invitarci a riflettere definitivamente su come il mercato delle produzioni sia cambiato, e della forza dei Social Network rispetto alle etichette.

Parlando sempre dell’estate 2015, il 5 Luglio hai aperto insieme ad altri artisti, il concerto di Lorenzo Jovanotti Cherubini allo “Stadio Artemio Franchi” di Firenze. Racconta al tuo pubblico, questa magnifica esperienza e in che modo hai affrontato il tutto  

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Ho affrontato tutto pensando al pubblico che mi sarei trovato davanti, come sempre: per questo, ho eseguito un Set che fosse un punto d’incontro fra me e quello che secondo me poteva apprezzare un ascoltatore medio di Lorenzo.

E così, su quel palco c’ho portato la mia vita e l’ho trasformata in musica…

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Quali sono state le più grandi soddisfazioni nella tua carriera artistica? Ovviamente oltre alle due precedenti citate. Quando hai capito che questa doveva essere la tua professione? Quali consigli ti senti di dare a tutte le persone che tentano di raggiungere questi obbiettivi? 

Una enorme fu nell’estate del 2008 quando realizzai la mia prima produzione discografica, Omonimo feat. Simone Jay “Wanna B Like A Man”, che venne scartata da buona parte delle etichette a cui la proposi e alla fine, quando uscì nei negozi, divenne una delle tracce protagoniste di quei mesi in Italia – finendo persino nell’allora ambitissima “Hit Mania Estate” compilation! Ho capito che questa sarebbe stata la mia professione nel 2005, appena terminata la scuola dell’obbligo e cominciata la carriera universitaria, abbandonata in un paio di mesi a seguito di una chiamata da parte di una radio locale per seguirne il palinsesto Dance. Il mio consiglio spassionato resta sempre e solo uno: lavorare duramente, tutto il giorno – tutti i giorni. I risultati, quelli veri, arrivano soltanto così!

Parlando invece delle tue produzioni, circa quattro mesi fa hai pubblicato “SUPERMASH” (Time Records), con cui hai ottenuto ottimi risultati e riscontri positivi. Come nasce una tua traccia? Solitamente hai un artista nazionale o internazionale al quale fai riferimento? Come mai la scelta dell’elettronica per questa traccia? 

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“Supermash” nasce dalla volontà di realizzare un Mash-Up che potesse uscire nei negozi di musica poiché l’arte del Mash-Up è un po’ diventato il mio biglietto da visita nel mercato da diversi anni. Non faccio riferimento a nessuno, anzi, solitamente ogni mia produzione discografica tenta di avere un suono tutto suo, ma con “Supermash” cercavo qualcosa di immediato per il mio pubblico, quello delle discoteche, e di conseguenza la scelta di puntare alla musica EDM “Bounce” è stata la più ovvia.

Hai qualche nuova data da annunciare ai tuoi fans che ti seguono da tutta Italia? Invece per quanto riguarda l’ambito di “produzione”, hai qualche anticipazione? Con quale artista italiano/internazionale vorresti collaborare (cantante//produttore) e perchè?

Ho la fortuna di lavorare ogni weekend in tutta Italia, quindi basta seguirmi ogni inizio settimana sulla mia Pagina Facebook: www.facebook.com/rudeejay per scoprire dove sarò pochi giorni dopo! Sono in arrivo tantissime nuove produzioni, collaborazioni con DJs from Mars, Da Brozz, Andry J ed altri ancora… Ma vorrei realizzare una traccia coi Disclosure, perché sono il mio gruppo preferito – e non avevo un gruppo preferito dai tempi delle medie!

Ringrazio Rudeejay per l’intervista e per la disponibilità!  

MATTHEW S: “Mtv Best New Generation Electro” – INTERVISTA

Chi è Matthew S ?
Matthew S è un Dj, live performer e docente di Ableton, Live Performer e DJ presso L’istituto Musicale Veneto.

Come e quando è nata la passione per la consolle?

L’amore per la consolle è nata quando avevo 16 anni, una mia compagna di classe mi disse che cercavano Dj da inserire in un locale vicino casa mia, lì scattò l’amore a prima vista per la consolle.

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Quali sono stati i tuoi progetti iniziali e significativi che hanno portato agli ultimi periodi molto soddisfacenti nella tua carriera artistica? Quando hai capito che il tuo progetto stava iniziando a prendere il “piede giusto” ?

Diciamo che i primi progetti iniziali furono solo delle prove, ho sperimentato moltissimo, dalla lounge, alla deep, per poi arrivare alla musica elettronica. L’ultimo progetto “Call me by your name” in collaborazionie con Von Felthen (fashion Designer) è stato una svolta. Se ascolti l’album, puoi sentire la musica elettronica con più sfacettature, questo a molti addetti ai lavori è piaciuto. Dopo un mese dalla release dell’album ho ricevuto moltissime email e moltissime proposte di collaborazione per vari progetti musicali con artisti italiani e non. Secondo il mio punto di vista, un progetto deve essere originale per essere notato!

Nel 2015 hai prodotto il primo album in collaborazione con Von Felthen (fashion designer), dal titolo “Call Me By Your Name”. Si tratta di un mix di suoni trasversali e manipolati, in bilico tra sinuosi ritmi electro e suadenti atmosfere ambient music. Com’è nata questa collaborazione? (racconta brevemente come hai affrontato questo tipo di produzione). 

L’album “Call me by your name” è nato da un messaggio vocale da whatsapp. Stano ma vero! Emoticon smile Una mattina in studio, presi il file audio, lo campionai su Ableton e da lì nascque il primo progetto “Relax”. Un’etichetta da L.A mi scrisse, dicendomi che era molto interessata al progetto, ma voleva 40 minuti di audio, per creare un album su musicassette, “a L.A va molto di moda la musicassetta”. Dopo un paio di settimane, inviai tutte le altre prosuzioni, non anvendo mai ricevuto nessuna risposta da loro, ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo arrangiati.

Arriviamo a Settembre 2015. Dopo esser stato nominato agli MTV DIGITAL DAYS nella categoria “Best New Generation Electro”, hai vinto il premio a questo evento di Mtv (presso la Reggia di Monza), grazie a coloro che ti hanno supportato e votato costantemente! Cosa vuoi dire a tutti i tuoi supporters? Racconta come hai vissuto questa esperienza e se grazie a ciò hai già ottenuto dei cambiamenti piuttosto che novità nel tuo progetto.  

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Ovviamente ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato, dai ragazzi di This (http://thispce.com) a tutte le persone che per strada mi continuavano a fermare dicendomi “Guarda che oggi ti ho votato”  fino ad arrivare allo staff di SKIOmusic (https://skiomusic.com/ ) che mi ha supportato in questi ultimi mesi. L’esperienza alla reggia di monza l’ho vissuta Benissimo! Ho conosciuto persone fantastiche, dai ragazzi di MTV, a tutta la crew che mi ha accompagnato ai Digital Days.
Nuovi progetti? Si ovvio! Anticipazioni? Per adesso posso dire che ho già iniziato a lavorare per delle releases.

Parlando di party, cosa ci si deve aspettare da una serata con ospite Matthew S? Hai delle date in programma da annunciare? 

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Con Matthew S? Musica Alternativa con un tocco eclettico. La prissima data sarà gli MTV music week, Via Corsico (zona Navigli).

Chi ti segue può notare che i tuoi , sono dei Live Set particolari. Racconta come è nata l’idea di suonare live, con strumenti come Ableton Push e il Livid Ds1 (non è da tutti, diciamolo ahahah). 

L’idea di suonare live è nata qualche anno fa quando durante un corso di aggiornamento di Ableton mi presentarono il nuovo controller “Ableton push”, con questo, puoi fare qualsiasi cosa, non si ha limiti alla fantasia! In accoppiata con Ableton Push comprai il controller della Livid, il Ds1. Posso solo dire che ogni giorno che li uso insieme scopro sempre cose nuove, come potrai vedere nel mio canale Youtube.

MATTHEW S nel 2006 – MATTHEW S nel 2015 ti senti cresciuto artisticamente parlando? Hai sempre trattato il genere electro sin dall’inizio? Come mai la scelta di questo genere musicale? Hai delle influenze da parte di qualche produttore italiano/internazionale? 

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Artisticamente parlando si! Sicuramente adesso tutte le mie produzioni, i miei set, sono molto più maturi rispetto a qualche anno fa! Il Genere “Electro” l’ho sempre trattato, in questi ultimi anni però ci sono stati dei lavori più sulla ricerca di suoni elettronici e più eleclettici.
“La scelta di focalizzarmi sulla musica elettronica è data dal poter accostare qualsiasi genere musicale ad essa.”
Da quando ho iniziato a seguire questo genere sono stati molti gli artisti che mi hanno influenzato. Quelli che mi hanno davvero illuminato sono, però, Modeselektor, Royksopp,Kraftwerk fino ad arrivare a Ta-Ku e Flying Lotus. La loro musica mi ha ispirato moltissimo.