Intervista agli Ackeejuice Rockers – nuovi progetti in serbo, dopo la collaborazione con Kanye West e il tour con Jovanotti

Ho avuto il grande piacere di intervistare un duo italiano che vanta importanti collaborazioni con artisti italiani e internazionali, in vista dei prossimi progetti.
Ackeejuice Rockers!

Ciao ragazzi! Nel 2007 avete unito le vostre influenze musicali ed è nato il duo Ackeejuice Rockers. In che modo è avvenuto il vostro incontro e qual è l’origine del nome d’arte?
Ciao! Il nostro incontro è avvenuto in un magazzino di tessuto denim nel 2006, quando ci siamo casualmente ritrovati a lavorare per la stessa azienda.
La comune passione per la musica ci ha fatto avvicinare, abbiamo iniziato fin da subito a scambiarci CD ed opinioni sulla musica, ogni genere: rock, hip hop, reggae, elettronica.
Ci è bastato poco per capire che andavamo nella stessa direzione infatti, dopo poco tempo, avevamo già messo in moto il progetto.
Il nome Ackeejuice Rockers, l’abbiamo studiato bene un pomeriggio. Volevamo essere originali ma allo stesso tempo riuscire a trasmettere subito l’essenza delle nostre passioni.
Ci serviva qualcosa che “suonasse naturale” ed il nome di un frutto era perfetto. L’ackee, che è un frutto molto importante per la Jamaica ma che in realtà ha origini africane, ci sembrava l’elemento giusto da inserire nel nome perché i suoni africani e soprattutto jamaicani influenzavano ogni nostro pensiero.
Dopo un po’ di ricerca, oltre ad altre nozioni curiose (che consigliamo di andare a cercare nel web), abbiamo scoperto che il succo di Ackee non esiste, ci siamo illuminati e abbiamo deciso di essere noi quel succo.
Il “Rockers” è arrivato dopo, volevamo rafforzare l’idea del roots e della Jamaica, ci siamo complicati la vita non poco. Negli anni il nostro nome è stato storpiato in ogni modo, probabilmente perché ci sono troppe  “ck”  🙂

Tre aggettivi per descrivere la vostra musica?
LIBERA, sembra un aggettivo banale da associare alla musica ma in realtà per noi non lo è. Abbiamo passato tanto tempo a metterci dei limiti perché ci piaceva così tanta musica diversa, che non ci permetteva di trovare il nostro marchio di fabbrica. L’abbiamo trovato solo quando c’è ne siamo sbattuti e ci siamo sentiti liberi di sperimentare su ogni genere.
CROSSOVER, è un termine vintage e nella musica è stato usato più che altro in quel periodo dove il metal incontrava il rap, periodo musicale che tra l’altro ci ha influenzato parecchio. Il crossover più in generale è un incontro di stili e a noi piace davvero tanto mescolare suoni di mondi diversi, ci viene naturale.
DANZERECCIA, per usare un termine più roots ed italiano di dance che rischia di confondere. La nostra musica ha sempre un tiro ballabile, siamo due dj è normale sia così.

Nel 2013 la prima e importante svolta. Kanye West vi ha coinvolti alla lavorazione del suo sesto album YEEZUS. In quel periodo  avete incontrato e collaborato anche con artisti del calibro di Daft Punk, Gessaffelstain, Brodinski, Travi$ Scott, Arca, Lunice, Lupe Fiasco, Mike Dean, S1, Sham Joseph, Common e firmate la co-produzione di “Guilt Trip feat. Kid Cudi”, uno dei 10 brani contenuti nel disco. E non solo, nello stesso anno avete prodotto anche il remix ufficiale di “Blocka” di Pusha-T feat. Popcaan & Travi$ Scott pubblicato da Universal Music/G.O.O.D Music.  E’ stato un “colpo” inaspettato?
Com’è stato lavorare con Kanye West?
Quando abbiamo ricevuto la mail di Che Pope di Def Jam che ci voleva a Parigi
per incontrare Kanye West, è stato sicuramente uno shock emotivo forte, non una cosa da tutti i giorni, ma scesa l’adrenalina la realtà era questa: Kanye ascoltando un nostro demo aveva sentito qualcosa di stimolante, era preso dalle nostre sonorità.
Pensandoci bene forse così inaspettato non lo è stato, non diciamo che ce lo aspettavamo, chiaro! Ma avevamo le contaminazioni giuste al momento giusto per il progetto giusto.
Non siamo giocatori d’azzardo, non siamo nemmeno persone che comprano gratta e vinci o stronzate simili, se possiamo evitare delusioni lo facciamo. Quando ci muoviamo verso un obiettivo abbiamo sempre la consapevolezza di poterlo raggiungere, poi possiamo fallire per diversi motivi ma se ci proviamo è perché pensiamo di avere in mano le carte giuste.
Abbiamo sempre puntato in alto, a volte apparentemente più in alto di quello che potevamo permetterci. Avere grandi obbiettivi è sempre stata la nostra forza.
“Grandi obiettivi – grandi risultati, piccoli obiettivi – piccoli risultati”.
Nei primi anni erano in molti quelli che pensavano “ma dove vogliono andare?” o “chi si credono di essere quei due?”
Sapevamo che nel cd che siamo riusciti a far consegnare a Kanye ci fosse materiale forte e unica, non ci siamo stupiti così tanto che li dentro ci fossero spunti che lo avessero colpito.
Ci siamo stupiti piuttosto che il cd fosse arrivato a destinazione, stupiti che lui lo avesse ascoltato attentamente, in un buon momento, anzi…al momento giusto.
Nei mesi successivi poi lavorando con lui, abbiamo avuto la conferma che la nostra attitudine musicale aveva più di qualcosa da dire e che non eravamo lì a caso. Tutti i musicisti, i producer e i rapper che sono passati in quello studio, famosi o non famosi, erano li perché avevano qualcosa da dare a Kanye e lui è sicuramente una persona geniale nel cogliere il “bello” degli altri e a renderlo suo.
E’ stata un’esperienza unica, la più significativa della nostra carriera perché abbiamo capito che la consapevolezza è un’arma vincente, Kanye stesso la utilizza per ottenere risultati eccezionali, atteggiamenti che sembrano imbarazzanti sono invece attitudini vincenti.
Essere consapevoli di ciò che si sa fare e cosa invece no, è stato l’insegnamento più forte che Kanye West ci ha dato, permettendoci di puntare tutto sulle nostre potenzialità allontanandoci da ogni bluff.

In Italia avete lavorato con artisti come Marracash, Achille Lauro, Jake La Furia, Mondo Marcio, Gue Pequeno, Tormento e tanti altri tra cui il grandissimo Jovanotti, che avete accompagnato nel suo “Jova Beach Party” nelle principali spiagge italiane. In Italia è sempre complicato raggiungere questi traguardi, ma come sempre, il talento vince su tutto e la vostra è stata una vera e propria responsabilità. Quali sono stati i ricordi degli attimi prima di salire on stage durante la prima data del tour? Che ricordi vi porterete dietro da questa esperienza che ha svoltato ulteriormente la vostra carriera?
La prima data del JVP è stata a Lignano Sabbiadoro, la spiaggia del tour più vicina a dove abitiamo, giocavamo quasi in casa ed è stato stupendo.
Quando siamo arrivati al villaggio era tutto eccitante, la spiaggia, il mare, centinaia di persone che lavoravano per allestire 3 stage pazzeschi, tutto super colorato ed etnico in puro stile Jova, noi sapevamo di essere una parte importante dello show, un sogno.
Quando nel pomeriggio siamo partiti dal backstage per andare allo SBAM! Stage, (lo stage dove ci esibivamo), non avevamo la più pallida idea di che cosa avremmo dovuto affrontare, non sapevamo quanta voglia avesse il pubblico di scatenarsi con noi alle 17 del pomeriggio con il sole a picco, forse la gente si aspettava un semplice set di intrattenimento nell’attesa di vedere il loro idolo. Sapevamo solo che Lorenzo sarebbe arrivato da noi, non sapevamo quando e non sapevamo che cosa dovevamo fare con lui, avevamo le instrumental di SBAM! e Tutto Un Fuoco pronte, il resto…freestyle! Usciti dal backstage di Lignano abbiamo subito capito che la situazione era calda, la gente ci riconosceva, sapeva di noi e ci aspettava, l’adrenalina è andata su a mille e quando abbiamo schiacciato play nei cdj tutto si è infiammato. Abbiamo spinto fin da subito roba forte e la gente si gasava sempre di più.
Quando è arrivato Lorenzo si è scatenato il delirio assoluto, è salito sul palco e si è subito attaccato ad un loop improvvisato di baile funk, prendeva spunto dai testi del suo repertorio e non mollava un secondo, facevamo i cambi e lui ci seguiva, sembrava tutto preparato, un feeling innato. Un cenno con lo sguardo di Jova e abbiamo messo la base di Tutto Un Fuoco, era uscita da poco ma la gente si è fidata, la cantava, la ballava. Una pausa, abbiamo incitato la gente , 40mila mani al cielo. Altro sguardo di Jova e via di SBAM!
Il resto del tour è stato un successo, non ne abbiamo sbagliata una, avevamo la fiducia di Jova e soprattutto del suo pubblico, gli inconvenienti diventavano sempre motivo di improvvisazione e divertimento, tutto è andato veramente bene e ne siamo usciti sicuramente più forti e pronti ad ogni tipo di serata.

Ph: Maikid

Piccola curiosità. In che modo vi siete conosciuti con Jovanotti?
Abbiamo dato la mano a Lorenzo la prima volta a Padova dopo il suo concerto del “Tour Negli Stadi del 2015”.
Avevamo aperto il suo concerto con un dj set, contattati qualche mese prima dal suo staff che ci chiedeva disponibilità per 1 o 2 aperture e avevamo ovviamente accettato con entusiasmo. Nello stesso tour abbiamo aperto anche a Firenze. Quel giorno a Padova abbiamo fatto il nostro veramente bene, ancora oggi siamo soddisfatti di come è andata, abbiamo scoperto poi che Lorenzo ci aveva ascoltati parecchio quella sera e si era gasato.
Lo staff ci diceva che sarebbe stato molto difficile incontrarlo e noi non abbiamo forzato, sappiamo che il pre e post concerto sono momenti molto delicati ed intimi per un’artista.
Invece dopo il concerto Lorenzo si è presentato in accappatoio nel nostro camerino carico di tutta la sua energia e fin da subito abbiamo parlato di futuro.

L’estate scorsa avete riscosso un grande successo con il brano “Acquagym” feat. Rkomi e lo scorso 21 Febbraio avete pubblicato “Medellin” feat. Nomercy Black, OG Eastbull e Lele Blade. Come sono nate queste collaborazioni?
Acquagym inizialmente era una track minimale in cassa dritta, quasi techno con un sample vocale forte che precedeva il classico drop da club roba da dj, si chiamava Berlin perché il suono ci ricordava la scena tedesca, non ci passava per l’anticamera del cervello di farla cantare da qualcuno, tanto meno ad un rapper in italiano.
Invece in quel periodo abbiamo conosciuto casualmente il manager di Rkomi, abbiamo capito che c’era stima reciproca e spazio per collaborare con l’artista, di lì a poco abbiamo iniziato ad interagire con Mirko.
Abbiamo iniziato a confrontarci ma nè noi, nè lui eravamo soddisfatti di quello che usciva, allora abbiamo provato a passargli quella strana Berlin, senza il sample vocale e Mirko è andato fuori di testa. In un pomeriggio avevamo una bozza di scrittura non molto lontana dalla versione finale.
Il percorso di Medellin è stato diverso. Dopo Acquagym volevamo uscire con un pezzo più tropicale ma che non suonasse troppo attuale quindi abbiamo preso un progetto moombahton/reggaeton con un sample forte di flauto e lo abbiamo passato a Jude & Frank per provare a renderlo più veloce ed House, il risultato ci è piaciuto tantissimo. Per continuare il percorso intrapreso con Acquagym cantato in italiano, abbiamo chiesto ai nostri collaboratori di aiutarci a trovare dei rapper adatti.
Ci hanno proposto Lele Blade e OG Eastbul per la scrittura del testo, che si sono dimostrati perfetti. Nomercy Blake invece l’abbiamo coinvolto noi, è un’artista che stimiamo e che volevamo assolutamente in quel pezzo.

Come si presenta un vostro dj set?
Il nostro set si adatta sempre alla situazione in cui ci troviamo, ci chiamano a suonare in posti completamente diversi, cerchiamo sempre di contestualizzare la nostra selecta.
Ci piacerebbe poter sperimentare in ogni occasione ma siamo molto versatili, ci piacciono diversi tipi di musica e per noi è giusto valorizzare questa attitudine senza fare per forza quelli che vogliono fare set difficili e arroganti a testa bassa senza guardare il dancefloor.
Ci piace vedere la gente che si diverte e l’attitudine commerciale non ci spaventa. Cerchiamo comunque sempre di fare un percorso musicale che porti le persone ad apprezzare anche musica che non conosceva prima. La nostra regola è: mai mettere una traccia che non ci piace. E mettere una Hit commerciale? Perché no, anzi ci piace! Ma mettere un Hit che non ci piace solo per coccolare il pubblico, anche no. In mezzo a tutto questo non mancano mai le nostre produzioni, fortunatamente negli anni abbiamo accumulato brani di ogni genere.

Prossimi progetti in serbo?
Abbiamo molti progetti aperti, alcune collaborazioni davvero eclatanti che purtroppo dovranno aspettare tempi migliori per essere realizzate visto lo strano periodo legato al COVID19. Sicuramente vorremmo pubblicare un singolo estivo, in questi giorni stiamo proprio cercando di capire su cosa puntare. Noi facciamo da sempre musica dance, o comunque ballabile, uscire con brani che poi non possono essere suonati dai dj nei club è controproducente. Abbiamo un po’ di cartucce adatte al periodo da sparare!

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YOUREE ospite su Wiki Mix

Il 22enne DJ e produttore Youree è uno dei djs/producers più promettenti in Germania.
Oltre alla musica classica, ha scoperto molto presto la sua passione per la musica elettronica e ha pubblicato il suo primo Bootleg su YouTube nel 2010, all’età di dodici anni.
Nel tempo, Youree ha anche sviluppato il suo stile individuale, caratterizzato da una combinazione di future house e sonorità più spinte. Grazie a diversi live set nei club in Germania, Youree ha attirato rapidamente l’attenzione. Dal 2017 ha suonato in alcuni dei club più famosi al mondo, come Bootshaus a Colonia (DJ MAG Top 100 Clubs # 8), Noa Beach Club (DJ MAG Top 100 Clubs # 22) in Croazia e inoltre si è esibito per festival come Rock am Ring, New Horizons, E-Lake e Ruhr-in-Love. Numerose anche le apparizioni internazionali in Spagna, Lussemburgo, Bulgaria o negli Stati Uniti, con il suo New York tour. Dopo il successo dell’anno 2019, esce la prima release “Broken Love” feat. Empra, con la nota etichetta WePlay Music. Il singolo è stato presentato in anteprima al Tomorrowland 2019 in Belgio.
Quest’anno per l’artista sarà ricco di novità e musica in una varietà di stili e in questo episodio di WIKIMIX, Youree suona in anteprima esclusiva il suo prossimo singolo.

BUON ASCOLTO!

The 22-year-old DJ and producer Youree from Cologne is one of the most promising newcomers in Germany. In addition to classical music, he discovered his passion for electronic music very early and published his first Bootleg on YouTube in 2010 at the age of twelve. Over time, Youree also developed his individual style from a combination of future house & harder bass genres. With many club shows in Germany, Youree quickly attracted attention. Since 2017 there have been shows in several of the most famous clubs in the world for electronic music, such as Bootshaus in Cologne (DJ MAG Top 100 Clubs #8) or Noa Beach Club (DJ MAG Top 100 Clubs # 22) in Croatia. Youree has performed at festivals such as Rock am Ring, New Horizons, E-Lake and Ruhr-in-Love. Several international appearances in Spain, Luxembourg, Bulgaria or in the United States, with his own New York tour, also took place. After the successful year 2019, the first own release (“Broken Love” with Empra) followed in December on the well-known label WePlay Music. The song was premiered at Tomorrowland 2019 in Belgium. This year he will have some new releases in a variety of styles. In this WIKIMIX episode, Youree plays his next unreleased song.

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www.youree.de

Il Tomorrowland arriva in Italia al Parco di Monza

Sabato 28 Luglio 2018, il meraviglioso parco di Monza ospiterà il festival di musica elettronica più famoso al mondo.
Sto parlando di  Tomorrowland, che per il suo esordio in Italia ha scelto questa location.

 “Unite with Tomorrowland” è l’evento firmato “Tomorrowland” che collega lo storico festival di Boom, in Belgio, con altre sette città nel mondo: Monza, Abu Dhabi, Libano, Malta, Messico, Spagna e Taiwan. 

Sul palco che verrà allestito a Monza e nelle altre città, si alterneranno importanti dj della scena internazionale e ci saranno numerosi collegamenti in diretta streaming con l’esibizione principale in Belgio dalle 16 fino alle 3 di notte.
L’ingresso sarà vietato ai minori di 18 anni.

Da martedì 20 febbraio sono aperte le pre-registrazioni per accedere alle prevendite per l’evento al Parco di Monza, che saranno successivamente acquistabili dalle 14 del 28 febbraio per 24 ore.

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Resta aggiornato/a sul sito: 
https://www.tomorrowland.com/global/

Dj Lauren pubblica il suo nuovo singolo “Think Like That” su Ego

Gio Laurenti, in arte Dj Lauren, produttore di musica pop, dance ed elettronica, speaker radiofonico e performer, torna a farvi ballare con il suo nuovo singolo.
Il sound elettronico delle sue produzioni insieme al suono classico del sax creano il biglietto da visita del produttore italiano che grazie a questi ingredienti si esibisce nei club più esclusivi nazionali e internazionali con un vero e proprio show.

“Think Like That” è il titolo del nuovo brano, caratterizzato da un’introduzione vocale fresca e sonorità estive, il tutto condito con un coinvolgente giro di sax!

L’artista sta già lavorando a nuovi singoli e molti di questi saranno in collaborazione con artisti pop della scena londinese e rapper italiani.
Molti si chiedono se uscirà un album!
DJ LAUREN per il momento non si pronuncia e neppure smentisce.

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SOL BEGINO ospite nella rubrica “WIKI MIX” – INTERVISTA

Chi è Sol Begino? In che modo è nata la tua passione per la console? 
Io sono una ragazza Argentina che ha trovato in Milano una seconda casa.
Il mio amore per la musica è sempre stato presente sin da piccolina, da quando l’ascoltavo 24h su 24h e mia madre mi sgridava per abassare il volume.
Ho frequentato anche corsi di ballo da piccola, hip hop da teenager e tutto ciò mi ha fatto sentire il bisogno di dovermi approcciare alla console.

Hai intrapreso questo progetto in parallelo alla tua carriera da Stylist.
Quali sono i tuoi principali obbiettivi da raggiungere nell’ambito del djing?

Il mio obbiettivo principale è creare, suonare e puntare all’originalità.
Ci sono tantissime stylist o addetti nel settore della moda che suonano come dj e sono bravissime.
Sita Abellan per esempio, o Mia Moretti.
Sono due mondi connessi tra loro.

Come si presenta un tuo dj-set? Quali sono le cinque tracce che non devono mai mancare ad una serata con ospite Sol Begino?
Sicuramente non mancano XXX dal nuovo album di Kendrick Lamar, Mercy da Kanye west, I’m the one da DJ Khaled e se la situazione è adeguata, anche JLo e Destiny’s Child.

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Leggendo la tua bio risalta che sei fortemente ispirata non solo dalla musica, ma dalla natura e dall’arte a 360 gradi. 
 Quanto è importante l’arte nella tua realtà quotidiana? 
E molto importante per me l’arte.
Infatti la parola “arte” è tatuata anche sulla mia pelle.
L’arte è creatività, non solo nelle belle arti, ma in tutti gli aspetti della vita. 

Cosa ci si deve aspettare dal tuo progetto? Hai qualche novità da  annunciare in esclusiva a chi ti segue? 
Si!
Il 16 giugno sarò ospite ad una festa con dresscode in bianco in un loft a Romolo (MI)
e per essere in lista dovreste contattarmi o inviare una mail a nxtuptv@gmail.com,
Sarà un party incredibile!
In estate suonerò a Milano e non solo.
Restate connessi!

Contatti:
e_mail: solci-begino@hotmail.com
instagram: @argentinasbabygirl

Intervista al vocalist Michele Zanardi: “E’ in arrivo un’estate di fuoco”

Chi è Michele Zanardi?
Sono un vocalist di musica House, commerciale, Edm, Reggaeton, nato a Perugia il 24 settembre del 1992, ex cantante ed attore performer.

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Nasci come cantante e dopo diversi anni intraprendi anche la strada del clubbing. Quando ti sei avvicinato al mondo della notte in quanto noto Vocalist del centro Italia e non solo?
Mi sono avvicinato casualmente al mondo del clubbing dopo che un mio amico mi chiese, dopo aver assistito a una performance live  con la mia band, di fare da vocalist alla festa di ingegneria di Perugia nel giugno 2017. Considerata la mia passione per l’intrattenimento e l’animazione, accettai di buon grado, e da li venni contattato da due dj notti nel panorama perugino che mi scelsero per accompagnarli durante il loro tour estivo, avendomi notato proprio a quella festa.
Ho esordito nel primo club, lo zero7cinque di Perugia e al Polaris di Carate Brianza ad un party con Cristian Marchi.

Cos’è per te la musica e quali sono i generi che ti permettono di dare il meglio nel tuo lavoro?
La musica è semplicemente un modo che mi permette di entrare a contatto con quella che è anima delle persone. È una forza straordinariamente unificatrice, e in tal senso ho deciso di dedicargli la mia vita. Per questo mi trovo bene a performare su qualsiasi genere musicale, anche se nasco come vocalist Edm e progressive House, generi che mi sono rimasti tremendamente congeniali. Anche se devo molto alla mia formazione rock, che mi ha cresciuto e formato come frontman.

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Qual è il momento che ti emoziona maggiormente ad un evento/party?
Che tipo di  “risposte” ottieni dal pubblico?

Sicuramente il momento in cui il cosiddetto “drop” sta per proporsi all’interno di una canzone. Ecco perchè prediligo i generi prima citati. In quel momento la mia carica emotiva raggiunge l’ apice, fomentandomi a tal punto da trasmettere questa grande carica emotiva al pubblico.
Tendenzialmente le risposte che ottengo dalla gente rimandano alla carica riscontrabile a un concerto rock, in cui si stimolano le persone a ballare con energia e in modo sfrenato, e a cantare a voce alta sfogando tutte le proprie energie sulla e per la musica.

Quali sono i progetti  in vista per l’estate 2018? Il pubblico dove avrà il piacere di trovarti a far saltare i dance floor?
In estate presterò la voce tutti i weekend al Papaya beach, a marina di Pisa, e a Riccione , dove performerò in alcune feste esclusive a bordo di bellissime imbarcazioni e in alcuni club durante gli eventi gestiti da Hashtaguno.
In Umbria prenderò parte a numerosi festival estivi.
Inoltre il 7 lugli sarò il vocalist dell’evento benefico sostenuto da m2o “We Love Amatrice”, ideato da Prestige Planning, con alcuni top dj d’Italia che prenderanno parte alla kermesse. Infine il 2 agosto mi troverete a Spello, in Umbria, insieme alla Nazionale Italiana Dj.
E’ in arrivo un’estate di fuoco!

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instagram > michele.zanardi

Intervista ai Djs From Mars: Il duo in continua evoluzione e in tour nel mondo

Ho  intervistato i  Djs From Mars, il duo electro che non ha bisogno di molte presentazioni, che negli ultimi sei anni è in tour senza sosta in tutto il mondo.
USA, Canada, Brasile, Cina, India, Australia, Giappone, Messico, Indonesia sono nella lista, oltre aver fatto ballare ogni stato in Europa.
Con almeno 120 show all’anno, sono tra i djs più richiesti nell’intero panorama mondiale.
Moltissime sono le curiosità emerse nella nostra chiacchierata.

Buona lettura!

Due aggettivi per descrivere i Djs From Mars nel 2018?
FRIZZANTI perché ci sono parecchi progetti che stanno scoppiettando e sono pronti a esplodere!
DISSETANTI perché con questo caldo c’è bisogno di cose dissetanti e noi cerchiamo di sopperire ai bisogni dell’umanità 😊

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Tornando verso i primi anni del 2000…
Com’è nata l’idea di chiamare il vostro duo “Djs From Mars”?
L’idea è nata perché volevamo essere qualcosa di nuovo, diverso, estraneo, alieno appunto.
Avevamo pensato a Djs From Jupiter, ma era troppo lontano andare e tornare ogni volta, Mars era perfetto, un bel pianeta non troppo distante dalla terra, comodo e ben collegato per venire da voi a fare le serate nei club terrestri, quindi dopo queste valutazioni abbiamo deciso di optare per questo nome!

L’utilizzo delle scatole per nascondere i vostri volti ha contraddistinto il progetto fin dall’inizio?
In realtà no, i primi progetti usciti con questo nome risalgono al 2003 e in effetti non apparivamo neanche, erano “one shot” con un nome artista e un titolo brano, come si usava (purtroppo) all’epoca.
Quando abbiamo iniziato a concentrarci sul progetto a tempo pieno però abbiamo deciso che oltre al nome doveva esserci un’idea anche visiva, e questa delle scatole ci è piaciuta molto, così abbiamo iniziato a usarle, all’incirca nel 2009.

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Considerate la vostra musica “Bastard Pop” e “Alien Electro”.
Che altri di tipi di generi ascoltate durante le vostre giornate?
Di tutto: Rap, Rock, Reggae, ultimamente ci piace molto l’ondata di rapper italiani che si sono messi a fare una sorta di indie-hop, poi d’estate sempre molto reggae, d’inverno invece essendo presi male dal freddo ascoltiamo molto metal per sfogare l’incazzatura. Musica classica quando vengono a trovarci i genitori a cena per darci un’aria seria da persone colte. E techno quando siamo ubriachi.
Praticamente ascoltiamo tutta la musica, ogni genere ha un suo utilizzo e una sua occasione perfetta per essere ascoltato!

Le vostre produzioni hanno attirato l’attenzione di importanti etichette e avete realizzato lavori ufficiali per Sean Paul, Pitbull, Dirty Vegas, Fragma, Ciara e tanti altri.
Siete supportati da top dj come Tiesto, David Guetta, Carl  Cox, Oliver Heldens, Lost Frequencies, Ummet Ozcan, Laidback Luke, Paul Van Dyk, Bob Sinclar, Vinai e tanti altri. Nel 2013 siete stati riconosciuti ufficialmente tra le stelle del panorama mondiale del djing, entrando nella prestigiosa classifica dei TOP 100 DJ di DJ MAG.
E queste sono soltanto alcune tra le grandi soddisfazioni.
Vi aspettavate tutto questo nei lontani anni 2000?
Qual è l’ingrediente fondamentale per raggiungere questi livelli?
Risposta 100% onesta: no.
Non ci aspettavamo niente perché la musica è imprevedibile.
In più stavamo lavorando nell’ambiente da parecchio tempo ormai, con risultati il più delle volte fallimentari, e qualche piccolo successo one shot.
Quindi ormai vicini ai 30 anni eravamo quasi sul punto di mandare il curriculum al fast food…quando iniziano a destare attenzione i primi mashup che caricavamo su YouTube! Poi le prime richieste di remix, poi le prime richieste di serate, e piano piano si è innescata tutta questa faccenda che ci ha portato fino alla Top100 Dj Mag!
Inaspettato è dire poco, quello che possiamo dire è che abbiamo sempre lavorato tanto in studio (nei termini delle 10-12 ore al giorno, tutti i giorni, sabati e domeniche comprese) e abbiamo sempre cercato di fare qualcosa che ci piacesse veramente, senza cercare il successo commerciale o economico, ma facendo cose che poi ci riascoltavamo anche la sera in autoradio, ecco, secondo noi queste due cose sono due ingredienti molto importanti per raggiungere dei risultati: lavorare tantissimo e non fare cose che non ti piacciono.

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“Somewhere Above The Clouds” è il singolo che caratterizza la vostra estate, uscito su Ego lo scorso Maggio.
Cosa rappresenta per voi questo brano?
Siete soddisfatti dei risultati di questa release?
Questo brano è in cantiere da tantissimo tempo in realtà, ma non era mai il momento di uscire con una cosa così “radiofonica” secondo noi.
Invece oggi dopo un paio di buoni esperimenti con Ego, abbiamo pensato di pubblicarlo, a sorpresa.
Tanti fan dei Djs From Mars si sono lamentati per il pezzo un po’ diverso dal nostro solito stile, ma tanti altri hanno apprezzato questa evoluzione.
Anche noi onestamente eravamo stanchi di un sound che era diventato una specie di “formula” sempre molto simile.
Cambiare è il carburante per tenere acceso l’entusiasmo quindi siamo contenti di provare sempre a evolvere il nostro suono.
I risultati fino ad ora sono eccellenti, siamo saliti molto in alto nella Deejay Parade su Radio Deejay, siamo stati supportati da parecchi nomi importanti della scena, e la scorsa settimana siamo entrati su Billboard USA, appena dietro Drake!
Quindi aspettiamo fiduciosi le prossime settimane 😊

Dopo aver pubblicato il singolo “Somewhere Above The Clouds” e il vostro “BOOTZILLA VOL 4″, ora siete in Tour in Italia e all’estero.
Dove andrete a suonare nelle prossime settimane?
Quali sono le città estere che non avete ancora raggiunto e che vorreste inserire nella lista?
Ora siamo in aeroporto in partenza per la Serbia, e visto che lo scalo è lunghissimo rispondiamo all’intervista!
Torniamo in Calabria, prossima settimana Germania e Sicilia, Agosto in giro per Croazia, Italia, Spagna, Svizzera, e a settembre torniamo in Asia e America. Diciamo che non c’è tempo per  annoiarsi!
Se dovessimo scegliere delle città dove ancora non abbiamo suonato, forse sceglieremmo l’Islanda perché è un’isola dall’atmosfera unica al mondo, quasi sembra di essere sulla Luna….una serata dei Djs From Mars lì, sarebbe proprio perfetta!


Prossimi progetti in serbo?
TOP SECRET ma tante belle news sono in arrivo!

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MATTHEW S: “Mtv Best New Generation Electro” – INTERVISTA

Chi è Matthew S ?
Matthew S è un Dj, live performer e docente di Ableton, Live Performer e DJ presso L’istituto Musicale Veneto.

Come e quando è nata la passione per la consolle?

L’amore per la consolle è nata quando avevo 16 anni, una mia compagna di classe mi disse che cercavano Dj da inserire in un locale vicino casa mia, lì scattò l’amore a prima vista per la consolle.

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Quali sono stati i tuoi progetti iniziali e significativi che hanno portato agli ultimi periodi molto soddisfacenti nella tua carriera artistica? Quando hai capito che il tuo progetto stava iniziando a prendere il “piede giusto” ?

Diciamo che i primi progetti iniziali furono solo delle prove, ho sperimentato moltissimo, dalla lounge, alla deep, per poi arrivare alla musica elettronica. L’ultimo progetto “Call me by your name” in collaborazionie con Von Felthen (fashion Designer) è stato una svolta. Se ascolti l’album, puoi sentire la musica elettronica con più sfacettature, questo a molti addetti ai lavori è piaciuto. Dopo un mese dalla release dell’album ho ricevuto moltissime email e moltissime proposte di collaborazione per vari progetti musicali con artisti italiani e non. Secondo il mio punto di vista, un progetto deve essere originale per essere notato!

Nel 2015 hai prodotto il primo album in collaborazione con Von Felthen (fashion designer), dal titolo “Call Me By Your Name”. Si tratta di un mix di suoni trasversali e manipolati, in bilico tra sinuosi ritmi electro e suadenti atmosfere ambient music. Com’è nata questa collaborazione? (racconta brevemente come hai affrontato questo tipo di produzione). 

L’album “Call me by your name” è nato da un messaggio vocale da whatsapp. Stano ma vero! Emoticon smile Una mattina in studio, presi il file audio, lo campionai su Ableton e da lì nascque il primo progetto “Relax”. Un’etichetta da L.A mi scrisse, dicendomi che era molto interessata al progetto, ma voleva 40 minuti di audio, per creare un album su musicassette, “a L.A va molto di moda la musicassetta”. Dopo un paio di settimane, inviai tutte le altre prosuzioni, non anvendo mai ricevuto nessuna risposta da loro, ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo arrangiati.

Arriviamo a Settembre 2015. Dopo esser stato nominato agli MTV DIGITAL DAYS nella categoria “Best New Generation Electro”, hai vinto il premio a questo evento di Mtv (presso la Reggia di Monza), grazie a coloro che ti hanno supportato e votato costantemente! Cosa vuoi dire a tutti i tuoi supporters? Racconta come hai vissuto questa esperienza e se grazie a ciò hai già ottenuto dei cambiamenti piuttosto che novità nel tuo progetto.  

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Ovviamente ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato, dai ragazzi di This (http://thispce.com) a tutte le persone che per strada mi continuavano a fermare dicendomi “Guarda che oggi ti ho votato”  fino ad arrivare allo staff di SKIOmusic (https://skiomusic.com/ ) che mi ha supportato in questi ultimi mesi. L’esperienza alla reggia di monza l’ho vissuta Benissimo! Ho conosciuto persone fantastiche, dai ragazzi di MTV, a tutta la crew che mi ha accompagnato ai Digital Days.
Nuovi progetti? Si ovvio! Anticipazioni? Per adesso posso dire che ho già iniziato a lavorare per delle releases.

Parlando di party, cosa ci si deve aspettare da una serata con ospite Matthew S? Hai delle date in programma da annunciare? 

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Con Matthew S? Musica Alternativa con un tocco eclettico. La prissima data sarà gli MTV music week, Via Corsico (zona Navigli).

Chi ti segue può notare che i tuoi , sono dei Live Set particolari. Racconta come è nata l’idea di suonare live, con strumenti come Ableton Push e il Livid Ds1 (non è da tutti, diciamolo ahahah). 

L’idea di suonare live è nata qualche anno fa quando durante un corso di aggiornamento di Ableton mi presentarono il nuovo controller “Ableton push”, con questo, puoi fare qualsiasi cosa, non si ha limiti alla fantasia! In accoppiata con Ableton Push comprai il controller della Livid, il Ds1. Posso solo dire che ogni giorno che li uso insieme scopro sempre cose nuove, come potrai vedere nel mio canale Youtube.

MATTHEW S nel 2006 – MATTHEW S nel 2015 ti senti cresciuto artisticamente parlando? Hai sempre trattato il genere electro sin dall’inizio? Come mai la scelta di questo genere musicale? Hai delle influenze da parte di qualche produttore italiano/internazionale? 

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Artisticamente parlando si! Sicuramente adesso tutte le mie produzioni, i miei set, sono molto più maturi rispetto a qualche anno fa! Il Genere “Electro” l’ho sempre trattato, in questi ultimi anni però ci sono stati dei lavori più sulla ricerca di suoni elettronici e più eleclettici.
“La scelta di focalizzarmi sulla musica elettronica è data dal poter accostare qualsiasi genere musicale ad essa.”
Da quando ho iniziato a seguire questo genere sono stati molti gli artisti che mi hanno influenzato. Quelli che mi hanno davvero illuminato sono, però, Modeselektor, Royksopp,Kraftwerk fino ad arrivare a Ta-Ku e Flying Lotus. La loro musica mi ha ispirato moltissimo.